martedì, Settembre 21

Da Pirandello all’ 'uomo windows' L'internet addiction la patologia dell'era internet. Ne parliamo con lo psicologo Pasquale Romeo

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Quanto l’identità virtuale pesa nelle nostre vite e relazioni sociali compromettendole o facilitandole?

Quello che definisco ultramodernità è il periodo dopo la post-modernità che è iniziata nel 1976, con un famoso libro di Lyotard, e già arrivata al suo compimento. Nella post-modernità si è passati da una fase solida di riferimenti istituzionali ad una fase liquida di perdita di riferimenti. Nella ultra modernità si è passati addirittura ad una fase, in cui non chiamo più liquida ma gassosa, in cui siamo lentamente evaporati. L’etica, la morale, lo stesso individuo è diventato ‘windows’ frammentando la propria identità ed emulando i disturbi di personalità più gravi. Ciò significa che aumenteranno in futuro i disturbi di personalità, non per niente il nuovo manuale diagnostico internazionale delle malattie mentali lascia spazio a due sezioni per i disturbi di personalità, dando importanza all’auto-direzionalità ed all’empatia, concetti a volte dimenticati e persi nella pedagogia attuale. Ecco il ruolo dell’educazione e quindi delle direttive che i nuovi governi potrebbero dare.

 

Le varie tribù digitali e il condividere sui social quanto incidono sulla privacy umana?

La tecnologia apre molte finestre, trasforma le esistenze, consentendo la frammentazione dell’identità e quindi ad esistere simultaneamente in più parti attraverso il proprio numero di rete fissa, i propri numeri di rete mobile, la chat, il riferimento facebook, linkedin, ad acquisire tante identità virtuali in ogni gruppo sociale con conseguenze notevoli sulla salute psichica, visto che la nostra psiche, volente o nolente, alla fine dovrebbe essere solo una, ma sicuramente questo sistema amplifica le esperienze anche se non sono sicuro che l’aumento quantitativo di esperienze sia veramente produttivo, o invece non sia uno stress positivo, uno ‘eu-stress’, ma invece uno stress negativo, un ‘di-stress’. Insomma la tecnologia, se non la si sa usare, potrebbe alla lunga procurare molti danni a se e agli altri, vedi delitti commessi tramite la rete.

 

Che momenti sociali e di attrazione si sono persi con l’uso compulsivo delle nuove tecnologie?

Un giorno mi trovo a una festa privata tra pochi amici. Nonostante tutto ci siamo ritrovati in rete su facebook. Non siamo mai venuti a conoscenza dell’autore della pubblicazione ed essendo in barca non poteva essere stato qualcuno al di fuori.

 

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