domenica, Settembre 19

Da Parigi a Bruxelles, passando per Russia – Turchia

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In margine a quanto scritto sugli errori della UE relativamente a terrorismo e ISIS, mi prendo la libertà di aggiungere quale nota di commento agli ultimi eventi.

Primo. Come dicevo, è semplicemente incredibile e inaccettabile che Bruxelles, la presunta capitale di Europa e della Nato e non so di che altro, sia da giorni in stato di assedio. Non solo, ma continuano quelli che a suo tempo avremmo chiamato con disgusto ‘rastrellamenti‘ (caratteristica, si dice, del nazismo, evidentemente non solo) che, guarda un po’, si svolgono in particolare in quello che viene definitoil quartiere mussulmano‘ e degli immigrati: una volta si sarebbe detto ‘ghetto’, ma oggi, pare, non si può. Però, alla fine non si è ottenuto nulla oltre a terrorizzare interi quartieri: non riesco a togliermi dalla mente una immagine di un TG: due persone affacciate alla finestra, con gli occhi terrorizzati, ma noi siamo civili. Di nuovo vergogna.
Si può sussurrare di rendersi conto di cosa facciamo tutti noi nelle nostre rispettive città, con i nostri rispettivi Sindaci e Ministri? O si passa per terroristi?

Secondo. A Parigi, dopo alcuni giorni analoghi, si trova la presunta cintura esplosiva di uno dei presunti terroristi … senza innesco, gentile! Ma il terrorista, no; però tutti sano bene che scappa anche dai suoi correligionari perché non si è fatto esplodere.
Confesso che sono esterrefatto.

Terzo.  Alla trasmissione ‘8.1/’ 2 due grandi del nostro tempo (beati loro) discettano di guerra: siamo in guerra o no, e se ci siamo che si fa, o se non ci siamo che si deve fare?
Ma, duole doverlo dire, i due super big poco sapevano di che parlavano. La guerra è un fatto, un evento incontrollabile, come ho detto per fare un esempio, un terremoto. Se c’è, lo si deduce dal fatto che qualcuno (che abbia o meno un territorio accettabile ai nostri commentatori) dice di volerci fare la guerra. E noi, alcuni di noi, lo hanno confermato: siamo in guerra. Bene, ma allora se ne devono applicare le regole, tutte le regole, anche se ‘loro’ non le applicano: è la differenza tra la civiltà e la barbarie. Troppo comodo invocare lo stato di guerra, ma poi stracciarne le regole. O pretendere che le applichino solo gli altri? Certo, è la prassi seguita da alcuni Stati ben noti, oggi ‘denunciato’ dinanzi alla Corte penale internazionale.
Signori: siamo tutti uguali o no, o lo siamo solo nelle canzoni? Di nuovo, scusatemi, lo dico da marginale internazionalista, tutt’altro che ‘big’: questa, purtroppo è una guerra e la dobbiamo fare perché noi possiamo non volerla, ma altri ce la hanno dichiarata, come a Pearl Harbor: perché vale lì e qui no? Sorvolo sulla sottile distinzione tra uno Stato e ciò che non lo è: beato chi ha tante certezze … certo i grandi possono!

Quarto.  Sullo scenario  internazionale la politica balbetta, ma specialmente ciascuno persegue ottusamente i propri, presunti, interessi e i propri certi odi. Sorvolo sul riflesso condizionato vergognoso di quegli Stati membri dell’UE che chiedono di essere esentati dalle regole europee del bilancio … a causa delle spese di sicurezza! Poi dicono ‘l’Europa dei bottegai’!
Ma veniamo al punto.
Gli USA non vogliono la Russia, perché la Russia, ovviamente, sostiene Bashar al-Assad, che -ce lo ricordiamo?- è l’unico che ha truppe di terra, gli ‘stivali’ sono i suoi, che aspettiamo ad accorgercene e a tenerne conto?
La Turchia  –che odia  al-Assad, odia i Curdi, non vuole sentire parlare di armeni-  ma ‘combattecontro l’ISIS abbattendo un bombardiere russo, che forse ha ‘bucato’ la frontiera per colpire gente combattente, filo turca e anti al-Assad, che occupa proprio la frontiera! Però, intanto, se si può creare qualche problema a Kobane, perché no? Intanto pare si stia trasformando in uno Stato autoritario, e così via.
Vi rendete conto di cosa significa … siamo sull’orlo della guerra a causa, perdonatemi, di un irresponsabile. Parliamoci chiaro: quanto ci mette la Russia a radere al suolo la Turchia? … e poi chi vivrà (pochi) vedrà!

Francois Hollande fa viaggi incredibili per mettere d’accordo Stati che sono in totale disaccordo, ma in realtà non sa che fare.
Certo la Russia di Vladimir Putin, che schifo! Ormai è, un un riflesso condizionato. Quel grande giornalista, analista finissimo laureato a Chicago, spiegava, irridente, ieri su ‘Il Mattino’ che una foto che mostra Putin nel centro di comando … dimostra che evidentemente non vede nulla, fanno tutto i generali. Evviva i commenti profondi e informati! Perché invece Obama … a parte che in genere la guerra la fanno i generali … salvo nella Germania di Hitler e vedete come è andata.

Quinto. Ma la cosa viene complicata, di nuovo, dalla Turchia, che continua nella sua politica ambiguamente levantina, pericolosissima e irresponsabile: non ama i russi, e vuole finanziare e finanzia i gruppi anti-Assad. L’avvenimento è di una gravità estrema. Sia chiaro, ogni Stato ha diritto a difendere il proprio territorio, come ha subito detto Obama, con la solita reazione istintiva anti russa. Qui, un alleato sconfina per quindici secondi sul territorio dell’alleato e l’aereo viene abbattuto. Notate bene, Putin parla di pugnalata alle spalle (non saprei dargli torto) ma avverte anche che da ora in poi i suoi aerei saranno scortati.
Si sta giocando una partita pericolosissima ... si fa presto a farsela scappare di mano

Sei.  La povera Valeria (che, secondo me si torce nella tomba, povera ragazza) viene ricordata a Piazza San Marco come una eroina (forse un po’ esagerato?) e la sua bara, che sarà poi trasportata su una gondola, viene visitata, frettolosamente, da Renzi che ‘arriva in motoscafo’ … non ha camminato sulle acque, aveva le scarpe sbagliate?

 

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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