giovedì, Luglio 29

Da Franceschini a Fedez, la censura nell’Anno Domini 2021 Qualche giorno fa, con grandi suoni di trombe e di tamburi, Dario Franceschini, annunciava, serissimo e autogratulatorio, che la 'censura è finita', non c’è più. Poi è arrivato Fedez, che ha messo alla gogna il 'sistema' RAI che censura. Ma allora, la censura c'è o no?

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Come spesso mi accade il Lunedì, o non so che scrivere o non so scegliere tra le troppe cose tra cui scegliere. Questa seconda è, a onore del vero, la cosa più frequente. Ma oggi non ho dubbi, sull’inizio … sul seguito, bah, vediamo.
Perché la genialità assoluta del Renzi-Cipputi, che l’altro giorno campeggiava in una vignetta da Premio Nobel dicendo «Ah, the first of May» può solo essere messa in concorrenza con quella di Vauro del Bobo in dubbio tra l’ombrello e la rosa. Non sempre i vignettisti ci ‘azzeccano’, ma quando lo fanno sono sublimi.
Detto questo il seguito è più problematico.

Ma, diciamocelo, la notizia in prima pagina su tutti i giornali di Fedez che ‘discute’ con un non meglio identificato funzionario RAI che pretende che Fedez non parli male della opposizione di Matteo Salvini alla legge sull’omofobia, alla fine vince su tutto. Premesso, solo incidentalmente, che solo l’ottusità burocratica di una RAI nelle mani dei leghisti e degli stellini, poteva immaginare di cercare di ottenere che Fedez non dicesse certe cose. Ottusità, appunto, perché non solo era impensabile che potesse funzionare, ma anche perché fare una cosa simile con Fdez equivaleva, e infatti ha equivalso, a rendere la cosa pubblica. Ciò premesso, aggiungo che per carità, non voglio sminuire Fedez, anzi, una volta di più tanto di cappello (si sta rivelando uno dei migliori politici italiani, se non l’unico), voglio solo dire che chiunque avendo visto come pensa e come agisce l’unica cosa che non avrebbe dovuto mai fare era fargli una richiesta del genere.

Certo, direte voi, la RAI è quello che è, anche se tutti sembrano averlo dimenticato. Lo ricordate chi è il Presidente e chi il Direttore Generale e da chi sono stati voluti fortemente? Sono l’immagine del regime popular-sovranista voluto dal Conte1 e che è continuato tranquillo nel Conte2 e, purtroppo, nel Draghi1, per ora. Quel regime, tanto per dire, che piace tanto a Bettini e a Letta, la cui sola superficialità arrogante può pensare di ‘assorbire’ alla democrazia un partito la cui rozzezza populista non ha pari in Europa!
Ma, ripeto, c’è una ottusità di fondo proprio nella RAI, a prescindere dall’invasione stello-leghista che ormai l’ha ridotta all’ombra di quell’ombra di sé tessa che già era diventata. Voglio dire che è assolutamente una sorta di riflesso condizionato quello di quei figuri nel cercare di ottenere che nessuno disturbi troppo il manovratore. Così come è frutto di un riflesso condizionato l’ottusità di non capire che fare quel discorso a Fedez era l’equivalente che farlo alla stampa tutta … compresa quella filoottusi, che non può non fingere almeno di stracciarsi le vesti per la cosa. Qualche prima pagina, confesso, mi ha strappato delle risate incontenibili, benché amare, molto amare.

Sì, perché al fondo, oltre l’ottusità e la doppiezza (dei titoli di cui sopra) c’è un dato di fatto, che, guardate un po’, sono (credo) l’unico a sottolineare. Mi riferisco al fatto che oggi, nel 2021, ancora i partecipanti ad una manifestazione della RAI (non diversamente, state tranquilli, di quelli a manifestazioni di altre reti televisive e radiofoniche, non prendiamoci in giro!) consegnino i testi dei propri interventi ai funzionari di quella che una volta si chiamava censura e oggi la fa ma non si chiama … !
Vi rendete conto? Fedez ha dato alla RAI il suo intervento prima di farlo. E, certo, ha sbattuto la porta in faccia al funzionario ottuso. Bravo, lo ho detto e lo ripeto, bravo, ma.
Ma, prima di tutto, ora Fedez dovrebbe dirci se quella frase è stata l’unica che gli sia stato richiesto di togliere, ma specialmente (e qui, lo so, tocco un punto più delicato), se, visto che il testo doveva essere reso noto prima, qualcosa ha tolto, o meglio non ha detto, lui stesso, preventivamente proprio per evitare discussioni.

Piano, non ce l’ho con Fedez. Ce l’ho, e molto, col ‘sistema’.
Se a Fedez, che è Fedez, cioè (duole dirlo) un ‘big’, uno al quale, per la notorietà e la capacità di influenzare, è necessario pensare che sia difficile proibire di dire cose, domandarsi se questa difficoltà va descritta come quella di dire ‘certe’ cose è, invece, necessario. Così come è necessario domandarsi se e quali cose siano state chieste ad altri, menofortidi lui, meno importanti, meno capaci di influenzare. Di più, c’è da domandarsi se, così come si è potuto chiedere a lui di non dire, non si sia anche potuto chiedere, anche a lui, di direcertecose o di dirle in uncertomodo. Ma ancora di più, c’è da chiedersi come mai, e perché (specialmente perché) l’ottuso funzionario abbia chiesto a Fedez di togliere (o mettere) e non abbia avuto nulla da ridire sul seno denudato e variopinto di una cantante, che … ha comunicato all’ottuso che lo avrebbe fatto? E, se sì (badate: se sì) come mai l’ottuso hapermessoil seno variopinto e ha cercato di cancellare la frase di Fedez, tanto più che il seno variopinto (se ben capisco) alludeva alle stesse cose di Fedez?
Ma quindi anche, dove e quanto questo meccanismo di censura (e forse di autocensura) funziona e agisce? Solo per fare un esempio, il primo che mi viene in mente, c’è forse chicontrollail contenuto dei libri scolastici, tipo quelli di … storia?

Qualche giorno fa, con grandi suoni di trombe e di tamburi, un personaggio, che io trovo (ma è una mia opinione e basta) sfuggente e ambiguo di nome Dario Franceschini, annunciava, serissimo e autogratulatorio, che lacensura è finita‘, non c’è più.
Bugiardo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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