sabato, Giugno 25

Da Draghi alla Commissione DuPre, il problema è il ‘tono’ della democrazia Il tema della democrazia assente o 'in vacanza' è un tema grave e vero, che andrebbe discusso seriamente, specie con i pochi dei DuPre che lo fanno, e lo fanno sensatamente. Il problema è il contenuto e la prassi della democrazia reale, da oltre trent’anni sotto un attacco subdolo e violento

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Lo so, vi attendete che vi parli della conferenza stampa di Mario Draghi di ieri, di Quirinale, di come hanno reagito i partiti alle parole di ‘super nonno Mario’. Non lo farò. Oggi godetevi i ‘paginoni’ dei ‘giornaloni’. Ci sarà tempo e modo per ragionarci.
Tanto e solo per concludere l’anno-Covid in bellezza, due parole in materia di Covid e no-vax vorrei spenderle, a causa anche, non solo, di due interventi che mi hanno sorpreso, molto, e preoccupato, moltissimo.


Il riferimento del primo caso è genericamente ai no-vax e al modo in cui le loro posizioni sono presentate dalla stampa -le ‘loro posizioni’ in termini generici.
Quello del secondo caso è alle ‘posizioni espresse dalla ben nota Commissione DuPre (Dubbio e Precauzione) esposte in senso criticamente irrisorio in un articolo sorprendente di due persone stimabili come Tito Boeri e Roberto Perotti, che usano una frase, secondo me (signori Boeri e Perotti: ‘secondo me’, capito? ‘secondo me’, è l’abc della cultura e il contrario della dittatura), più che irrisoria, offensiva e superficiale: «Mentre siamo abituati a una parte della popolazione che contesta i vaccini per paura, ignoranza o rabbia mal diretta, fatichiamo a comprendere alcuni intellettuali italiani che si sono erti a paladini di queste paure, ignoranza, e rabbia. C’è chi lo fa in modo scomposto; ma i più pericolosi sono coloro che, sotto il manto di una operazione di controinformazione ‘rigorosa e scientifica’, e approfittando di una notorietà acquisita in altri campi, diffondono messaggi sciocchi e irresponsabili».
«Si sono erti a paladini … di ignoranza», «i più pericolosi … approfittando di una notorietà …», «diffondono messaggi sciocchi e irresponsabili». Sorvolo sul nugolo di insulti gratuiti; per fare solo una domanda: non si potrebbe avere il dubbio che i signori Boeri e Perrotta (che, ripeto, stimo al massimo) ‘approfittino’ della loro di notorietà per diffondere … il loro parere? Così, solo per dire: se ne ‘approfitta’ Cacciari perchè non ne approfitta Boeri? Tanto più che Cacciari è, è stato, e continua ad essere un filosofo, Boeri è stato, è, e continuerà ad essere (gli auguro) un uomo ‘di’ o intorno al potere. Sbaglio?
Se poi uno se ne esce con una frase tipo «il principio di autorità, una delle rovine della cultura umanistica italiana», resto senza parole. Se me lo spiegate cortesemente, mi fate un piacere: che cosa è il principio di autorità: tutto e nulla, o sbaglio? E perché è la rovina degli umanisti? E che c’entra? A dire il vero se c’è una cosa che Cacciari e altri escludono è proprio il principio di autorità, dato che affermano che gli ‘scienziati ufficiali’ (cioè l’autorità, sbaglio?) dicono balle e loro non ‘obbediscono’. Boeri e Perotti, difendono le posizioni ufficiali, cioè dell’autorità. Insomma, vogliamo dare un senso alle parole, o le usiamo solo come proiettili? magari del tipo di quelli illustrati dalla signora Littizzetto.
Signori Boeri e Perotti, non vi sembra un po’ incoerente il vostro discorso, contraddittorio, oserei dire, se mi è permesso sommessamente di criticare il ‘Pensiero’ di due bocconiani doc?!

E allora, facciamo un po’ d’ordine, cercando di distinguere anche tra le varie posizioni, che sono tutt’altro che così semplici e nette di come vengono descritte. Ma specialmente, cerchiamo di parlare da persone civili, senza insulti e allusioni e critiche strampalate: non ci sono imbecilli e venduti e simili né da una parte né dall’altra. Anzi, per la precisione: ci sono imbecilli moltissimi sia dall’una che dall’altra parte, ma da entrambe le parti ci sono persone serie, alle quali non occorre impartire lezioni sussiegose o bocconiane o sprezzanti.
Cominciando proprio dalla prima cosa di cui parlavo. Il nostro Governo, l’ho rilevato più volte con stupore sincero anche se ironico, ha fatto la cosa più giusta possibile: non ha imposto (e spero che continui) un obbligo di vaccino. Ha fatto bene, perchè il vaccino va ripetuto non si sa quando, come, eccetera … è tutto ancora troppo instabile, e quindi dare un obbligo non ha senso. Inoltre, non imponendolo il principio di libertà è salvo, il Governo lo ha rispettato: fidatevi ho studiato un po’ di diritto costituzionale. Il passaporto verde, a sua volta, è solo un elemento di precauzione (la Commissione DuPre, dovrebbe esserne felice!): se sei vaccinato, sei meno pericoloso per te e per gli altri. Meno non vuol dire non pericoloso, ma solo meno e, è evidente, molto meno di chi non sia vaccinato. Ladiscriminazioneè una balla pura e semplice: chi non ha il passaporto, fa solo una scelta libera, che non comprende la libertà di mettere a rischio gli altri. Punto. Vuoi non vaccinarti e non passaportati? Benissimo, fallo, ma non andare a rompere dove ci sono i vaccinati passaportati: questo è tutto. Fatevi i cinema per no-vax e siamo a posto. Per il lavoro ci si contenta di un tampone, e quindi lavorare si può. L’unico dubbio (stranamente non rilevato dagli illustri costituzionalisti e comunicatori ‘du-pre’) è che se a chi lavora in fabbrica viene consentito il semplice tampone, non si vede perché non fare lo stesso anche a scuola: è il principio di uguaglianza che dovrebbe forse prevalere. ‘Forse’, perché sia a scuola che in ospedale il ‘rischio di contagiare’ è maggiore e nel caso dei medici aggravato dal fatto che i contagiati sono particolarmente fragili. In fabbrica, invece, ci si può più agevolmente ‘distanziare’. Abbiamo una Corte Costituzionale in servizio permanente ed effettivo, forza, facciamola lavorare!

Ciò posto, lo dico con la massima franchezza, non spetta a Sergio Mattarella, né a Mario Draghi, né ad altri, stabilire se e quantospaziodare ai no-vax. Certo, un comunicatore intelligente deve sapere distinguere tra quello che ragiona seriamente e quello che chiama in causa Barabba: quest’ultimo si cita soltanto, l’altro lo si accontenta chiamando il professor Umberto Broccoli o altri. Punto. Ma Mattarella in materia non ha voce in capitolo. È gravissimo che sia intervenuto. Peccato che concluda con questo sbrego una buona presidenza. Punto anche qui. Nessuno può dire ai giornalisti cosa dire, anche a quelli della ‘Verità’!
Quanto al secondo aspetto, mi pare che trattare alcune persone di notoria cultura (definiti sprezzantemente ‘intellettuali’, parola priva di senso) da fessi venduti, sia inutile ed eccessivo. Non solo e non tanto nel merito dei vaccini e dei passaporti, ma proprio nelle idee.
Eh sì, cari bocconiani, perché il discorso di alcuni di questi pensatori è molto più complesso, articolato e sofisticato di quanto non venga dipinto. Come ho scritto spesso (certo non su ‘la Repubblica‘!), purtroppo l’occasione per porre quei problemi è sbagliata (e ciò ne riduce la validità, ahimè), ma quei problemi sono serissimi, e riguardano la democrazia, quella vera. Se volessi fare le polemiche stupide che fanno altri, potrei sottolineare che quelle critiche vengono da due bocconiani allievi o soci di quel Mario Monti che quanto a democrazia è all’abecedario. Anche questo l’ho scritto scandalizzato, opinando che un senatore a vita certe cose non deve nemmeno supporre di dirle. O meglio, può andarsene dignitosamente. Poi ognuno gestisce la propria dignità come meglio sa e crede.
Ma il tema della democrazia assente oin vacanzaè un tema grave e vero, che andrebbe discusso seriamente, specie con i pochi dei DuPre che lo fanno, e lo fanno sensatamente. Intendo, per evitare equivoci e farmi qualche nemico in più: Massimo Cacciari e forse Giorgio Agamben e pochissimi altri, ma proprio pochissimi. Ciò che mi colpisce nell’articolo di Boeri e Perotti è proprio che questo tema non lo toccano nemmeno: parlano di ‘sciocchezze’, di incomprensione della statistica, peggio di incapacità di distinguere i barattoli con le caramelle al cianuro eccetera. Insomma, trattano costoro poco meno che come degli imbecilli: il che non è offensivo (fatti loro), è stupido, perché trascura di trattare un tema che è divenuto vitale nel nostro Paese e che ogni giorno diventa più preoccupante. E, come ho detto anche qui più volte, il problema non è la legge finanziaria approvata al buio, o la mancata concertazione con i sindacati o il, presunto, ‘decisionismo’ di Draghi, ma è il contenuto e la prassi della democrazia reale, da oltre trent’anni sotto un attacco subdolo e violento, ma costante, che, non per caso, oggi veste i panni di Carlo Bonomi, di Matteo Renzi, di Matteo Salvini, di Giorgia Meloni, duole dirlo, di Mario Monti, e forse di Maurizio Landini, per non parlare del giovanotto di Pomigliano accusatore del tradimento di Mattarella. E sorvolo sulla inesistente ‘barriera’ posta da un inesistente Letta, o anche di un sorprendente Cuperlo che ‘scopre’ oggi taluni orrori della burocrazia … quasi fosse un gioco letterario, che non per caso paragona a Kafka e non la nostra, di noi piccoli cittadini, vita quotidiana!
È iltono della nostra democrazia che è basso, bassissimo. E i pericoli di involuzione sono altissimi, come altissimi sono i rischi di ‘bucare’ il piano di rinascita, ripiombando l’Italia, ma questa volta definitivamente, nel declino e nella incapacità, nella impotenza.
Non avere coscienza che con Scholz e Macron, per non parlare della signora von der Leyen, l’unico che possa parlare da pari a pari (anzi da superiore a inferiore, ma non diteglielo a quei tre) è Draghi: bruciarlo, come si cerca di fare, è come bruciarsi il …
Buon Natale, alla faccia della UE!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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