giovedì, Luglio 29

Cybersecurity: il figlio di Antonio Di Pietro, Antonio Giuseppe, lancia l’investigazione digitale “La Rete è un luogo di opportunità, ma anche insidioso. Bisogna conoscerla bene per utilizzarne i vantaggi e schivarne i problemi”

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Il mondo moderno è globalizzato ed interconnesso e ha realizzato quello che il sociologo Marshall McLuhan aveva chiamato il ‘villaggio globale’.

Il commercio, gli affari, sono sempre stati il naturale stimolo a conoscere nuove realtà geografiche, nuovi popoli, nuove consuetudini.

Tuttavia, a queste opportunità è anche associato un rischio e cioè quello di non conoscere un ambiente nuovo che potrebbe nascondere anche insidie sia legislative che economiche.

Come fare quindi a fidarsi? Occorre prendere informazioni sia sul Paese dove si va a investire per il business che le leggi che vigono, ma principalmente per il potenziale partner o il potenziale competitor.

Antonio Giuseppe Di Pietro è il figlio del famoso magistrato di Mani Pulite e da lui ha ereditato l’interesse per le investigazioni. Si è laureato in legge diventando avvocato –come da tradizione familiare- e si è interessato al diritto internazionale, una branca complessa, ma affascinante.

Ha anche svolto attività umanitarie in ambito internazionale. Ha fondato con Marianna Vintiadis (che è anche CEO) una nuova società che si chiama 36Brains che si occupa appunto di investigazioni innovative. La CEO si è laureata a Cambridge e ivi ha anche insegnato.

Ed è lei che ha dato il nome perché 36 è un numero particolare. Infatti è il più piccolo numero naturale diverso da 1 ad essere contemporaneamente triangolare e un quadrato perfetto (cioè la somma dei suoi divisori).

La pandemia ha portato Internet ancora più al centro di ogni attività economica e finanziaria. E’ ormai il luogo in cui si svolge gran parte della nostra attività sociale e sarà sempre di più così in futuro.

Abbiamo chiesto ad Antonio Giuseppe Di Pietro di spiegarci meglio l’attività di cui si è occupato di recente anche il ‘Wall Street Journal’.

 

In questa epoca così complessa, dopo gli scandali di Cambridge Analytica e le fake news dirompenti la Rete è un luogo sicuro?

La Rete è un luogo di opportunità, ma anche insidioso. Bisogna conoscerla bene per utilizzarne i vantaggi e schivarne i problemi. Ad esempio, ci sono i dati pubblici accessibili a chiunque se sa ricercarli bene, ma questo non basta. Bisogna integrare le conoscenze tecnologiche con quelle più tradizionali.

Se io devo andare a fare un business in un Paese ad alta incertezza legislativa ed in più mi devo scegliere un partner commerciale o, viceversa, voglio conoscere chi sono i miei competitors cosa dovrei fare?

Occorre lavorare su tre lunghezze d’onda. La prima è quella tradizionale, si cerca il quadro normativo di riferimento per quello specifico business che non è detto sia semplice. Poi applichiamo ogni tecnologia disponibile per capire come è strutturato il partner, quali sono i suoi bilanci ad esempio, quale è la sua solidità finanziaria. Insieme a questo, però, possiamo utilizzare anche tecniche classiche di investigazione come semplicemente chiedere in loco.

L’aspetto tecnologico come si esplica concretamente?

Utilizziamo qualunque tecnologia, ad esempio GPS, database, applicazioni che ci possano dare informazioni. Utilizziamo anche i Social e tutte i dati che possiamo reperire in Rete e poi facciamo un accurato lavoro di integrazione analitica. Profiliamo, in un certo senso, quello che ci interessa. Una volta ottenute tali informazioni le integriamo con gli altri metodi più tradizionali. Abbiamo comunque ogni tipo di licenza per questa attività investigativa.

Ma all’estero già esistono queste attività?

Negli Usa e in UK sì, ma non in UE e soprattutto non in Italia.

Ma sviluppate anche tecnologia?

No, non la sviluppiamo, ma siamo in grado di utilizzare la migliore disponibile in quel momento abbattendo i costi.

Quale è la dimensione sociale di questa attività?

Garantire la correttezza delle procedure rende il mondo un luogo migliore e sviluppa uno spirito cooperativo tra i popoli.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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