sabato, Aprile 10

Cyber-diplomazia: norme per creare fiducia tra Stati Come avviene la cooperazione intestatale nel cyberspazio

0
1 2 3


Misure di costruzione della fiducia (CBM) nel cyberspazio

Le misure di costruzione della fiducia sono uno dei meccanismi chiave fra gli strumenti della comunità internazionale mirati a prevenire o ridurre il rischio di un conflitto tramite l’eliminazione delle cause di sfiducia e calcoli errati tra Stati. Tali misure servono come strumento per assicurare che gli Stati abbiano le stesse consapevolezze quando stringono accordi normativi, e che li rispettino. Di conseguenza, le CBM nel cyberspazio sono diventate rapidamente un elemento nei dibattiti a livello globale e regionale.

 

Nazioni Unite

La questione della sicurezza nell’informazione nel contesto internazionale è stata introdotta nell’agenda delle Nazioni Unite dalla Russia nel 1998. Da allora, il Segretario Generale presenta rapporti annuali all’Assemblea Generale, dispiegando le visioni degli Stati membri. Nel rapporto del Segretario Generale del 2003, la Russia ha posto l’idea di stabilire un gruppo di esperti governativi che avrebbero dovuto analizzare alcune questioni legali internazionali correlate a vari aspetti della sicurezza informativa internazionale.

Il ‘Group of Governmental Experts on Developments in the Field of Information and Telecommunications in the Context of International Security’ delle Nazioni Unite (UN GGE), stabilito per la prima volta nel 2005, è diventato uno dei canali principali per la discussione sulle cyber-norme e sulle misure di costruzione della confidenza. Da quella data, sono stati creati quattro gruppi che hanno portato a tre rapporti per il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Il primo rapporto, adottato nel giugno 2013, ha riaffermato che la «legge internazionale, e in particolare la Carta delle Nazioni Unite, è applicabile, è ed essenziale per mantenere la pace e la stabilità, e per promuovere un ambiente ICT [‘Information and Communications Technology’, ndt] aperto, sicuro, pacifico e accessibile». Il rapporto più recente, presentato nel luglio 2015, riconosce l’importanza delle misure di costruzione della fiducia come mezzo per «rafforzare la pace e la sicurezza internazionali», e «incrementare la cooperazione interstatale, la sua trasparenza e stabilità e la capacità di previsione dei risultati». Contiene anche un numero di raccomandazioni collegate a norme volontarie e non vincolanti che riguardano i comportamenti responsabilizzanti per gli Stati, le misure di costruzione della fiducia, la sicurezza ICT e la costruzione di capacità.

Il rapporto UN GGE 2015 raccomanda che gli Stati:

  • Identifichino appropriati punti di contatto per discutere di seri incidenti ICT;
  • Sviluppino e supportino meccanismi di consultazione per incrementare le CBM interstatali;
  • Incoraggino misure per migliorare la trasparenza e la fiducia;
  • Chiariscano le proprie posizioni nazionali su categorie di infrastrutture che considerano critiche, e gli sforzi nazionali per proteggerle;
  • Rafforzino i meccanismi cooperativi tra agenzie rilevanti;
  • Sviluppino punti focali per scambiare informazioni su usi malevoli di ICT;
  • Stabiliscano dei team di risposta alle emergenze (o qualcosa di simile) e supportino la cooperazione tra tali corpi;
  • Cooperino con le richieste da altri Stati nell’investigazione di crimini correlati alle problematiche ICT, o all’uso dell’ICT per scopi terroristici.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->