sabato, ottobre 20

Cyber attacchi, la Russia ancora nel mirino Pence: 'La Cina vuole un presidente americano diverso e usa il suo potere per interferire nella politica degli Stati Uniti'

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Russia ancora nel mirino. Stavolta è l’Olanda ad accusare Mosca di avere messo a segno un attacco contro l’Opac, l’Agenzia per la proibizione della armi chimiche, che ha sede all’Aja. Il ministro della Difesa olandese ha quindi ha reso noto che per questo il Paese ha espulso quattro agenti dell’intelligence russa. I sospettati avevano passaporti diplomatici e tra loro c’era un esperto di informatica. L’Olanda ha per questo motivo convocato l’ambasciatore russo nei Paesi Bassi chiedendo spiegazioni. Per la Nato, quello di Mosca è un «comportamento sconsiderato», mentre l’Ue esprime «seria preoccupazione per questo tentativo di minare l’integrità dell’Opac, un atto aggressivo che dimostra disprezzo e che danneggia il diritto e le istituzioni internazionali».

Ma in generale ci sarebbe l’intelligence militare russa Gru dietro un’ondata di attacchi informatici a livello globale. Secondo il ministro degli Esteri di Londra Jeremy Hunt, il Gru sarebbe responsabile di attacchi «indiscriminati e temerari» contro istituzioni, imprese e media. Il National Cyber Security Center britannico cita attacchi contro l’agenzia mondiale antidoping, i sistemi di trasporto ucraini, la corsa alla presidenza degli Stati Uniti del 2016. Accuse analoghe nei confronti di Mosca sono arrivate dall’Australia. Mentre gli Usa hanno confermato che sette appartenenti all’intelligence militare russa (Gru) sono stati incriminati per cyber attacchi ad agenzie anti doping ed altre organizzazioni, ad una società energetica nucleare basata in Pennsylvania e a una organizzazione internazionale (Opac) che stava indagando sulle armi chimiche in Siria e sull’avvelenamento in Gran Bretagna dell’ex agente del Gru Serghiei Skripal.

Gli Usa tornano all’attacco nei confronti della Cina.  In particolare il vicepresidente Usa Mike Pence accusa Pechino di cercare di indebolire il presidente Donald Trump: «La Cina vuole un presidente americano diverso. Usa il suo potere in modo più attivo per interferire nella politica degli Stati Uniti». Mentre Bloomberg e BusinessWeek rivelano che la Cina ha usato piccolissimi chip per infiltrarsi nelle società tecnologiche americane, incluse Apple e Amazon. L’obiettivo era quello di agire sul fronte della proprietà intellettuale e rubare segreti commerciali. Mentre ad attaccare a sua volta Washington ci pensa l’Iran per bocca della Guida Suprema, Ali Khamenei:  «Il popolo iraniano darà uno schiaffo in faccia agli Usa sconfiggendo le sanzioni imposte».

Riunione Nato oggi. E a parlare dei temi in ballo è stato il segretario generale Jens Stoltenberg: «Il rafforzamento della risposta della Nato alle sfide sulla sicurezza, che provengono dal versante Sud», ma anche quello di accrescere il coordinamento con l’Ue, e con i Paesi partner Svezia e Finlandia, per far fronte alle minacce informatiche.

Il commissario Ue agli affari economici, il socialista francese Pierre Moscovici, non si candiderà per i socialisti alla testa della Commissione europea in occasione delle prossimi elezioni europee. Lo ha annunciato lo stesso Moscovici in una lettera inviata al presidente del Partito socialista europeo Sergei Stanishev, motivando la scelta con i profondi disaccordi con il suo partito d’appartenenza, il Ps francese.

In Turchia, almeno 4 soldati sono rimasti uccisi e altri 5 feriti dall’esplosione di un ordigno al passaggio del loro mezzo blindato in un’area rurale del distretto di Gercus, nella provincia sudorientale a maggioranza curda di Batman. La prefettura locale attribuisce la responsabilità dell’attacco al Pkk.

In Gran Bretagna, i laburisti si scagliano contro la promessa fatta ieri al congresso Tory da Theresa May di mettere fine dopo la Brexit a 10 anni di austerità nel Regno Unito. John McDonnell ironizza: la premier «ha più probabilità di vincere Strictly Come Dancing», versione britannica di Ballando Sotto le Stelle. E continua: «Ai servizi sociali per l’infanzia mancano 2,4 miliardi di sterline e nel bilancio delle amministrazioni locali il buco ammonta a 4 miliardi».

Chiudiamo con l’India, perché sono stati deportati questa mattina da Manipur, in Assam, al confine con la Birmania, sette cittadini birmani di etnia Rohingya che, sei anni fa, erano entrati in India per fuggire dalle persecuzioni nel loro Paese. I sette erano stati arrestati nel 2012 e, da allora, trattenuti in carcere con l’accusa di immigrazione clandestina.

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