sabato, Dicembre 4

‘Culattone’ è di destra, ‘gay’ è di sinistra, la gazzarra al Senato ‘è da stronzi oltre che di destra’ Il problema di Di Maio con i gay rivela che è di destra? Più semplicemente è espressione di una mentalità arcaica, rozza e incolta, che sta a destra come a sinistra. Altro, ben altro, è quanto accaduto mercoledì al Senato, quella è la destra forcaiola, oscurantista

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Se non si trattasse di una cosa seria, serissima quella di cui intendo parlare, ci sarebbe da riderci sopra, magari ripensando a Gaber, a leggere un titolo, a dir poco ‘ingenuo’, su ‘Domani‘ che recita così: ‘Il problema di Di Maio con i gay rivela che è rimasto di destra‘. Il riferimento, come ovvio, è al balbettio incoerente e incomprensibile del giovane Luigi Di Maio (Giggino, per gli amici … e io mi considero suo amico, vedrete tra poco perché), durante l’interrogatorio di terzo grado  -sguaiato l’ho definito, e confermo-  cui il giovanotto è stato sottoposto nella trasmissione della signora (in tal caso, molto poco ‘signora’) Lilli Gruber. In riferimento al fatto che pare che qualcuno abbia definito Giggino gay (ma non si può dire la parola vera e non ambigua ‘omosessuale’? … che male c’è?), e a ciò quest’ultimo ha risposto confusamente e imbarazzato, quasi offeso che lo si ritenesse tale.


Orbene,
che una risposta del genere corrisponda ad una mentalità arcaica, e quindi rozza e incolta, non vi è dubbio; che quella risposta appartenga a chi corrisponda alle ‘ironie’ stupide di chi fa gesti e atteggiamenti inconsulti in presenza di un possibile o ‘indiziato’ omosessuale, ecc., è evidente, ma, appunto, è solo una mentalità arcaica e quindi rozza e incolta. Non necessariamente solo di destra, ma più semplicemente e più gravemente, di incultura, peggio, di ignoranza crassa, di superficialità e, per lo più di cattiveria. Certo, molto spesso la destra è così. Ma, non facciamo le verginelle, non è che a sinistra le cose siano poi molto diverse. L’omosessualità colpisce un nervo scoperto della vita di tutti e della cultura di tutti, salvo che con la cultura e l’anima si reagisce diversamente, coscienti che la cosa turba, ma fermi nella volontà di non farsi travolgere dall’istinto.
È un fatto generalizzato, siamo sinceri, che per molti sentirsi definire o temere di essere definito omosessuale è considerato una offesa, come se, appunto COME SE, essere omosessuale sia una cosa sporca, delittuosa, cattiva. Questa è una mentalità molto diffusa, orrenda e, infatti, ne riparlerò tra poco. Ma
usare l’imbarazzo offeso di Giggino come prova del fatto che è rimasto di destra, nonché ingenuo, è un modo pericoloso di considerare un personaggio, primo di una lunga serie, che non sono soltanto (perché ‘mentalmente’ lo sono) di destra, ma fondamentalmente sono incolti, a dir poco, ignoranti, pieni di preconcetti e pregiudizi. Pericoloso anche perché chi ragioni così potrebbe mancare di razionalità in un momento di crisi, e se ha potere fra le mani … Potrei dire affari suoi, ma dico, invece, che se Di Maio avesse la capacità e la forza di capire che deve studiare, imparare, capire prima di credere di ‘comandare’, potrebbe evitare di diventare l’ennesimo vivacchiatore imprevedibile, e quindi inaffidabile, della ‘politica’ … Giggino, provaci almeno, sei giovane, puoi ancora!
Ma Giggino (come la gran parte dei suoi colleghi, a cominciare da Beppe Grillo) è di destra per ben altri motivi molto più pericolosi e gravi, tali che vederlo al Ministero degli Esteri fa davvero impressione. Lo è perché non ha idee, non ha progetti, cerca il potere dovunque vi sia, per il potere usa linguaggi e movenze del peggior populismo, disprezza (anche perché non conosce) le ideologie perché qualcuno gli ha detto che in questo Paese vi sono ideologie, che in quanto tali sono perniciose, -e questa è una tipica mentalità di destra, che va da Matteo Salvini e Giorgia Meloni a Silvio Berlusconi, fino a … Matteo Renzi- e forse non solo, perché lì in genere vi è solo violenza e prevaricazione.

E mercoledì 27 ottobre, abbiamo visto una tipica manifestazione della peggiore destra forcaiola e ‘popolana’, nel senso di volgare, agire scopertamente in Parlamento. La gazzarra indegna, volgare, disgustosa delladestraal Senato, per latagliola che si è abbattuta sulla proposta di legge Zan. Appunto una gazzarra, questa volta sì, tipicamente di destra, della destra rozza e ignorante, che non dice omosessuale e nemmeno gay, maculattone‘, ‘ricchione‘, eccetera. La senatrice Barbara Masini di FI si dice disgustata dalle urla, ma forse ha dimenticato le mortadelle e quant’altro, come si dice: chi va per questi mari … E non dico nemmeno che uno da un parlamentare si aspetterebbe almeno un minimo di decoro. Dire una cosa del genere in questo Parlamento è almeno azzardato. Destra o sinistra, centro o altro, purtroppo la volgarità è una caratteristica comune a tutti, così come la superficialità, l’arroganza, la smania di potere.
I giornali e non solo sono pieni di rimbrotti al PD per non avere voluto scendere ad un compromesso con la destra. Dalla signora Gruber l’altra sera c’era un giornalista, credo de ‘Il Giornale‘, tutto sussiegoso e didascalico, che, essendo uno moderno e progredito, alzava il ditino per spiegare al PD i suoi errori nella trattativa, perché in un Parlamento si deve trattare, negoziare … mediare.

Certo, si potrebbe obbiettare: le idee si possono mai negoziare? Pare di sì, non solo, però, secondo quel giornalista azzimato e didascalico, ma anche secondo la stessa ‘sinistra’. Da alcuni giorni Enrico Letta faceva capire che era disposto a trattare su questa o quella parte della legge, per portarla in porto, mentre Renzi strepitava per essere il ‘mediatore’. E oggi viene accusato di non averlo saputo o voluto fare realmente, che sarebbe bastato un rinvio per ‘trovare una soluzione’, e chi più ne ha più ne metta. Forse anche la signora Monica Cirinnà, se nel frattempo ha trovato una nuova cameriera pagatissima, glielo avrà detto: solo per dire che certi comportamenti non sono patrimonio esclusivo di nessuno.
Letta, e va a suo demerito, lo aveva anche pensato, ma non ha fatto in tempo o non è riuscito a ‘comunicare’ la sua proposta ai suoi parlamentari e agli avversari.
Va a suo demerito?
Sì. Perché sulle idee non si tratta, non si cerca una mediazione. I princìpi sono princìpi e non si possono ritagliare a seconda delle necessità della politica. Anche se era evidente che ormai il saltafosso era pronto, Renzi era, opportunamente, all’estero, si trattava solo di agire e si è agito, e, guarda un po’, Forza Italia compatta ha votato con la destra, senza esitazioni!
Sulle idee non si tratta, si può ‘ragionare’, ma per farlo si deve essere in due, e quindi sul punto principale su cui si incentrava l’opposizione della destra era impossibile trattare: sul concetto della ‘identità di genere’, intendo, per il semplice motivo che in realtà era il cuore della proposta di legge -… a proposito: ‘proposta’, non ‘disegno’ che compete al Governo. La situazione era ormai insanabile, la legge era divenuta una questione di principio.
Ciò non toglie in alcun modo che la proposta di legge, come ho scritto varie volte qui, fosse pessima, mal scritta, raffazzonata e, questa volta sì, ‘ideologica’. Ideologica in senso deteriore, perché pretendeva di ‘celebrare’ pubblicamente la legge stessa, di inventare il giorno dell’omosessuale, eccetera. Una cosa senza senso, inutile, ideologica, specie poi quando pretendeva che nelle scuole si parlasse della legge, dimenticando che la non discriminazione culturale, prima che verbale, dovrebbe essere nel cuore e nella mente di qualunque insegnante o professore. E sorvolo su quell’art. 4: assurdo! Ma su questo ho già scritto e quindi non ci torno.

Resta il fatto che lavittoriadella destra, favorita o meno che sia stata dalla incertezza e insicurezza di Letta, è la vittoria non solo della incultura e della volgarità, ma della stupidità, è la vittoria dell’oscurantismo e, quel che è peggio, della violenza. Eh sì, perché quelle grida dicevano che l’omosessuale è un pericolo, è un nemico. E siccome ragionare non si può, se non altro per incapacità e mancanza di argomenti, l’unico mezzo per prevalere è la violenza, magari solo verbale. Si potranno fare tutte le trattative che si vorranno fare, ma sta in fatto che attraverso il Parlamento (che, ne sono certissimo, in nessuna maniera rappresenta la volontà e le convinzioni del popolo italiano), quelle urla, la caduta di quella proposta di legge, suonano come una chiamata alle armicontro‘ -e non solo, temo- gli omosessuali.
Ieri è già iniziato quello che promette essere un lungo fine settimana di manifestazioni della comunità lgbt, ma intanto il disegno di legge è già in cantina, se non proprio nel cestino.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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