venerdì, Ottobre 22

Cuba secondo Alejandro Torreguitart Ruiz

0
1 2 3


Alejandro Torreguitart Ruiz è un giovane scrittore cubano (L’Avana, 1979) che ha esordito in Italia con ‘Machi di carta – confessioni di un omosessuale’ (Stampa Alternativa, 2003), definito «un delicato e intenso romanzo di formazione» da Mario Fortunato. Altre opere tradotte in italiano: ‘La Marina del mio passato’ (Nonsoloparole, 2004), ‘Vita da jinetera’ (Il Foglio, 2005), ‘Cuba particular – Sesso all’Avana’ (Stanpa Alternativa, 2007), ‘Adiós Fidel – All’Avana senza un cazzo da fare’ (A.Car, 2008), ‘Il mio nome è Che Guevara’ (A.Car., 2009), ‘Mr. Hyde all’Avana’ (Il Foglio, 2009), ‘Il canto di Natale di Fidel Castro’ (Il Foglio, 2010), ‘Caino contro Fidel – Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore tra due isole’ (Il Foglio, 2014).

Sono giorni di grandi cambiamenti a Cuba, per questo è interessante sentire il pensiero di un giovane intellettuale.

 

Come vede il futuro dell’Isola?

Sta accadendo in poco tempo quello che tutti noi, fino a pochi anni fa, pensavamo impossibile. I rapporti con gli Stati Uniti – nemico storico – che si vanno normalizzando, Obama che programma di venire a Cuba, libertà economica, wi-fi accessibile persino dal cellulare…

 

Come ti spieghi quel che sta accadendo?

Raúl Castro è stato molto intelligente, sapeva che il Venezuela ci avrebbe lasciati al nostro destino. La sola via di scampo era riavvicinarsi agli Stati Uniti, oltre a non far cadere amicizie storiche con Russia e Paesi asiatici.

 

Tutto risolto, allora? Cuba è un Paese come gli altri?

Tutto risolto è una parola grossa. In tema di libertà e diritti umani niente è diverso dal passato. Cuba resta un Paese senza libere elezioni, il popolo non decide chi governa, non esiste pluripartitismo, la stampa è nelle mani dello Stato, l’editoria e il cinema pure. Abbiamo maggiori opportunità economiche e più libertà di movimento. La libertà di pensiero è tutta da conquistare…

 

I suoi primi libri non rispecchiano più la Cuba attuale?

Molte cose sono cambiate. ‘Machi di carta’ raccontava la difficile condizione degli omosessuali, che non ha più niente a che vedere con le Umap (campi di segregazione per antisociali, nda) e con la mancanza di diritti. ‘Vita da jinetera’, invece, è ancora attuale, perché la prostituzione per turisti non è certo un retaggio del passato.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->