mercoledì, dicembre 19

Cuba: José Lorenzo Fuentes, una vita per il racconto

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José Lorenzo Fuentes, (Santa Clara, 1928) è uno dei più grandi scrittori cubani viventi. Purtroppo in Italia non è conosciuto, forse perché la sua specialità è il racconto, genere in gran voga in America Latina, ma da noi cenerentola del gradimento editoriale. Professore di Storia dell’Arte, giornalista, rivoluzionario della prima ora, in seguito ribelle al regime instaurato da Fidel Castro, fino a un sofferto esilio volontario negli Stati Uniti. Abbiamo incontrato Lorenzo Fuentes per fargli alcune domande di natura politico – letteraria.

 

 

Si considera un dissidente? Perché a Cuba non pubblicano le sue opere?

Come la grande maggioranza dei giovani della ma generazione, preoccupato per la direzione che prendevano gli avvenimenti sotto una feroce dittatura, che impoveriva la classe media del Paese, decisi di partecipare alle attività politiche, unendomi al movimento rivoluzionario. Fui corrispondente di guerra al Secondo Fronte dell’Escambray, combattei al fianco di Che Guevara nella battaglia di Santa Clara, ma nel 1969 fui arrestato e condannato a tre anni di prigione da scontare nelle carceri di Pinar del Río. Nel 1991 fui tra i firmatari della famosa Carta de los Diez, nella quale si reclamavano riforme democratiche a Cuba. Compresi che Cuba non era più il posto mio, dopo essere stato invitato all’Università di Iowa decisi di stabilirmi negli Stati Uniti. Questo spiega perché da molti anni i miei libri non vengono pubblicati nella Cuba che tanto amo.

Veniamo ai suoi libri. Può parlarci delle sue opere?

Ho cominciato a scrivere dalla mia adolescenza. Avevo 15 o 16 anni, non di più. Dopo aver scritto il mio primo racconto lo sottoposi al giudizio di Emilio Ballagas, uno dei più grandi poeti cubani di sempre. La sua risposta fu indulgente: “Eccellente, continui a scrivere”. Non era un buon racconto, ma le tre parole di Ballagas segnarono il mio destino. Da allora mi sono sempre guadagnato la vita scrivendo, come giornalista, perché a Cuba non esistevano case editrici e avrei avuto un futuro simile a quello di Luis Felipe Rodríguez, il grande scrittore cubano che morì in totale povertà. Nel 1952, alla fine della mia adolescenza, vinsi il Premio Internazionale “Hernández Catá”, il più importante riconoscimento di cui poteva vantarsi uno scrittore cubano, cosa che mi aprì le porte di Bohemia, una rivista diffusa anche fuori dall’Isola che poteva contare sulla collaborazione di firme molto prestigiose in America Latina. A Cuba e a Miami, città dove attualmente risiedo, ho pubblicato un buon numero di libri, tra questi i romanzi: Los ojos del papel, Brígida pudo soñar, El cementerio de las botellas, La piedra de María Ramos y Viento de enero, che ottenne a Cuba, nel 1967, il Premio Nazionale del Romanzo e fu tradotto in tedesco e pubblicato in due edizioni dalla casa editrice Reclam. Il racconto è il genere per me più congeniale, le mie raccolte più significative sono: Hierba nocturna, Después de la gaviota, Cuentos completos, El hombre verde e Mis mejores cuentos. (Lorenzo Fuentes è del tutto inedito in Italia, nda).

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