venerdì, Gennaio 28

Cuba: José Lorenzo Fuentes, una vita per il racconto

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Qual è il suo maggior successo commerciale?

Il mio maggior successo commerciale purtroppo non è opera di fiction. Appena iniziato il mio esilio volontario, cominciai a pubblicare sul giornale El Nuevo Día, di Porto Rico, una rubrica settimanale di parapsicologia, misticismo, alchimia e medicina alternativa. Per anni mi ero dedicato alla pratica della meditazione buddista, negli Stati Uniti mi specializzai in Ipnologia Multidimensionale, seguendo un corso di Medicina Tibetana e Autocura Tantrica sotto la guida del Lama Gangchen Rimpoche, vicecancelliere dell’Università di Medicina Complementare dello Sri Lanka. Inoltre, grazie ai numerosi studi compiuti a Stanford, Harvard e in altre prestigiose università nordamericane, mi resi conto che la pratica della meditazione era una tecnica efficace per curare l’organismo. I meditatori esperti riuscivano a ridurre la pressione sanguigna e il livello del colesterolo, rinforzavano il sistema immunitario, vincevano lo stress, combattevano con buoni risultati un buon numero di malanni, persino una malattia perniciosa come il cancro. Avevo avuto grandi benefici dalla pratica della meditazione, per questo mi proposi di diffonderla. Uno dei miei lavori sulla meditazione pubblicati a Porto Rico finì nelle mani del consiglio di redazione della Casa Editrice Llewellyn. Una mia buona amica, la scrittrice Belkis Cuza Malé, mi contattò per propormi di pubblicare un libro. Avevo un sacco di materiale sotto forma di appunti, mi chiusi in casa a scrivere e in pochi mesi il libro era pronto. Meditación – questo è il titolo – diventò un vero e proprio best-seller. Fu pubblicato negli Stati Uniti, in spagnolo e in inglese dalla casa editrice Llewellyn, subito dopo in Russia, Repubblica Ceca, Portogallo, Grecia e India. Tutto questo mi fece guadagnare molto denaro, cosa mai accaduta con racconti e romanzi.

Eppure sei considerato da molti il più grande scrittore cubano vivente…

A niente è servito che Félix Luis Viera abbia affermato che sono il più grande narratore cubano vivente, o che un Premio Cervantes come Jorge Edwards, abbia scritto che il mio libro di racconti Después de la gaviota è dotato di grande fantasia e cura del linguaggio, o che un Premio Nobel come Gabriel García Márquez, mi abbia indicato come un grande scrittore della nostra epoca. A niente sono serviti tutti questi elogi persino imbarazzanti. Il successo e il denaro sono arrivati solo grazie a Meditación. Il denaro a volte compie percorsi imprevisti per arrivare nelle nostre tasche!

Come vede il futuro di Cuba?

Molti secoli fa, quasi agli albori dell’umanità, gli alchimisti cinesi cercarono di scoprire la panacea universale, il rimedio per tutti i mali, ma finirono per creare soltanto la polvere da sparo, questo significa che è più facile uccidere che curare. Inoltre, nella lingua cinese le parole politica e cura hanno identica radice etimologica, perciò la politica dovrebbe essere destinata a curare il corpo sociale. In realtà non accade quasi mai, anzi il distacco tra i Paesi è sempre maggiore. Per questo motivo quando due popoli ristabiliscono relazioni amichevoli provo un’allegria che rasenta la felicità. Proprio questo sentimento ho provato quando Cuba e Stati Uniti hanno deciso di riallacciare le relazioni diplomatiche interrotte per mezzo secolo. Sono ottimista per quel che concerne il destino di Cuba, un’isola che adesso si apre a nuove e incalcolabili possibilità, e che da sempre, nonostante gli alti e bassi della storia, meriterebbe un futuro migliore. Pensiamo soprattutto ai cubani della strada, che con i nuovi orizzonti devono raggiungere, rapidamente, un maggior sviluppo economico. E questa è una gran cosa.

 

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