lunedì, Maggio 17

Cuba e USA: una nuova vicinanza ricca di opportunità

0

Mentre l’embargo degli Stati Uniti contro Cuba è ancora in vigore, l’amministrazione Obama ha allentato le restrizioni commerciali e di investimento. Ciò ha reso possibile un momento storico per i rapporti tra Stati Uniti e Cuba: la Starwood Hotels, catena alberghiera americana, ha assunto la gestione di un hotel di lusso nel centro di L’Avana. Questa è la prima catena alberghiera statunitense, sull’isola, dal 1959. All’inaugurazione, il responsabile delle pubbliche relazioni dell’hotel, Nancy Sarabia, ha dichiarato: «questo è un momento storico. L’hotel è un simbolo di fratellanza e di collaborazione tra USA e Cuba».
Grazie alle nuove disposizioni meno restrittive, Starwood ha potuto investire nel territorio cubano, mentre altre società come Airbnb, hanno puntato su un’altra strategia: la condivisione di case vacanze per i turisti interessati a prenotare più facilmente un alloggio economico sull’isola. A fronte di questi recenti cambiamenti, sempre più americani hanno cominciato a visitare Cuba. Decisive le relazioni tra le due nazioni, recentemente ‘scongelate’: Cuba ha accolto 1,5 milioni di turisti nei primi quattro mesi del 2016, un aumento considerevole rispetto allo scorso anno.

Insomma, parliamo di una nuova vicinanza tra i due Paesi, anche se i rapporti restano complessi. A testimoniarlo, non solo il passato storico che coinvolge Cuba e USA, ma anche (e soprattutto) l’embargo commerciale, economico e finanziario: conosciuto come ‘el bloqueo’, esso è stato imposto dagli Stati Uniti contro Cuba all’indomani della rivoluzione castrista. Obama ha anche dichiarato l’intenzione di porvi fine, ma la decisione spetta al Congresso.

(Video tratto dal canale Youtube: teleSUR English)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->