mercoledì, Settembre 22

Crowdfunding, la rivincita dei sognatori

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E se vi dicessi che la Statua della Libertà non sarebbe esistita senza un crowdfunding? Ebbene si, sembra proprio che i primi esempi di raccolta fondi dal basso risalgano all’ ottocento, quando la rivista The World lanciò una raccolta per finanziare il piedistallo e l’installazione dell’emblema di NYC per raggiungere il budget prefissato dal Comitato. Oggi il crowdfunding è un vero e proprio fenomeno non solo economico, ma anche sociale.  Soprattutto negli ultimi due anni si è affermato come forma di finanziamento alternativa oppure, volendo concederci qualche tecnicismo, come micro finanziamento basato su un processo collaborativo di persone e risorse che utilizzano il proprio denaro per sostenere una causa, una persona, un organizzazione di interesse comune.  Il tutto è reso più facile dalla tecnologia: in Italia sono già tantissime le piattaforme attive per la raccolta fondi online (qui la lista stilata da EconomyUp.it) grazie alle quali chiunque e per qualunque disparato motivo può appellarsi alla comunità web per finanziare la sua causa, che sia per aiuto umanitario o sostegno all’arte e ai beni culturali, che si tratti di giornalismo partecipativo fino alla ricerca scientifica. Uno degli esempi portanti di crowdfunding fu sicuramente la campagna elettorale per la presidenza di Barack Obama, realizzata in parte grazie alle donazioni dei suoi elettori.  Tuttavia sembra che a giovare maggiormente dell’ ‘elemosina 2.0’ siano i creativi, gli artisti, tutti coloro che hanno una grande idea e un grande talento ma per sfiducia o mancanza di risorse non riescono ad andare oltre la propria cameretta. Tantissimi musicisti ricorrono al crowdfunding per coronare ‘il’ sogno, quello di produrre un disco. In un panorama come quello moderno, dove l’industria discografica è un mondo sempre più selvaggio dove sopravvivere, o anche solo entrarci, è una vera e propria ( e costosissima) sfida, il crowdfunding si è sostituito alla custodia della chitarra lasciata sul marciapiede pronta ad accogliere lo spicciolo del passante, diventando l’unico mezzo per portare la propria musica al grande pubblico, grazie e attraverso il pubblico stesso, grazie a ogni singola persona che con un piccolo aiuto ha contribuito a raggiungere un obiettivo molto più grande. Il primo album realizzato interamente grazie a una raccolta di fondi online fu pubblicato nel 2004 negli Stati Uniti. Nel 2003 Brian Camelio, musicista e programmatore di Boston, lanciò ArtistShare, un sito internet dove i musicisti potevano chiedere una donazione ai propri fan per auto produrre la propria musica. Il primo progetto di crowdfunding su questa piattaforma fu quello di Maria Schneider, una giovane cantante jazz. La sua campagna le fece guadagnare più di 130.000 dollari, che le permisero di comporre la sua musica, pagare i musicisti, registrare in un moderno studio , produrre e mettere sul mercato il suo primo album, Concert in a Garden, che nel 2005 vinse un Grammy come migliore album jazz.  Di storie come questa, dall’Italia e dal mondo, ce ne sono tante, tutte bellissime.

La storia di cui parleremo qui è quella di Carolina Faroni, in arte Carolina, una giovane artista di Brescia nata e cresciuta con un grande sogno: diventare una cantante. A 19 anni trova sotto il cancello di casa una busta con dentro la foto di uno studio di registrazione, un biglietto per Londra e due lettere da parte di due amici e futuri colleghi, in cui si dichiarano pronti a collaborare con lei. Non le manca nulla, solo un budget adeguato. Nasce così la Carolina Crowdfunding Campaign che nel luglio scorso le ha permesso di raggiungere l’obiettivo e cominciare a lavorare al suo primo album.  Abbiamo intervistato Carolina per capire cosa si prova ad essere un giovane cantante in Italia oggi. E cosa vuol dire realizzare un sogno grazie a migliaia di persone.

Come nasce l’idea del crowdfunding?

L’idea del crowdfunding nasce dal concetto di indipendenza , uno dei pilastri fondamentali di questo progetto. La raccolta fondi non mi ha solamente dato la possibilità di raggiungere il budget necessario per  registrare un album ma è anche stata un forte stimolo per continuare a sentire l’impulso di migliorarmi, per me stessa e per tutte le persone che hanno creduto e che tutt’ora credono in me, nella mia passione.  Un altro elemento molto importante  è la componente sociale legata al crowdfunding, il fatto che attraverso la campagna di raccolta fondi le persone possano rafforzare il proprio legame unite sotto un comune denominatore.

Sono sempre di più le persone che ricorrono alla raccolta fondi online per realizzare il proprio sogno. Reduce dalla sua esperienza positiva, pensa nasca dal bisogno di una rinnovata fiducia verso l’altro?

Senza dubbio la fiducia è un fattore fondamentale. Ha presente quel detto “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio?”. Ecco, io da inguaribile romantica qual sono penso tutto l’opposto. Detto questo si, penso che la fiducia sia il carburante necessario per questo tipo di progetto. È proprio la fiducia incondizionata da parte di persone sconosciute a darmi l’energia necessaria per continuare a fare del mio meglio.

Pensa che un giorno diventerà l’unico modo che un ‘non ricco’ ha per produrre un disco?

Non penso sia tanto una questione ricchezza, la vedo più come un desiderio di creare un legame sociale tra persone che condividono la stessa passione.  Detto questo penso di no, non credo il crowdfunding diventerà mai “l’unica via”, ma sicuramente è qualcosa di innovativo. In Italia oggi viene ancora sottovalutato, tra qualche anno sono convinta prenderà sempre più piede, è un’opportunità che ogni grande sognatore ha per poter trovare il modo di realizzare i propri obiettivi.

Quali sono le difficoltà che incontra oggi un giovane con il sogno di fare musica?

Le idee sbagliate che il mondo della grande discografia italiana cerca di inculcarti in testa. “Devi cantare così”, “Devi passare da Sanremo Giovani piuttosto che dal Talent Show del momento”, “Devi essere un personaggio” , (il personaggio che viene deciso da loro, è chiaro). Ti fanno credere di non essere abbastanza e cercano di modellarti in base a ciò che secondo loro piace. C’è tanta chiusura nella discografia italiana in questo momento. Credo che la difficoltà principale oggi sia la depersonalizzazione dell’artista che le case discografiche spesso impongono ai giovani emergenti. Eppure sono propositiva, so che qualcosa cambierà.

Come convive l’industria dello spettacolo con questi nuovi modi di fare business, come si modifica e si adatta secondo lei?

L’industria discografica risente fortemente della presenza di strutture indipendenti a base sociale come quella del crowdfunding. Parliamo di un meccanismo potente, che con la giusta presenza scenica può annientare la discomafia delle grandi etichette a cambiare il rapporto tra consumatore e musica in quanto tale, non più intesa come un industria. Spero che l’industria discografica indipendente possa rappresentare una vera e propria rottura con i vecchi schemi del passato.

Parliamo di una storia a lieto fine. Cosa ha provato quando ha raggiunto l’obiettivo di 10.000 euro?

Tante cose! Il grande entusiasmo e la profonda gratitudine prima di tutto. È stato il primo step effettivo da quando è iniziato questo progetto. Ho detto a me stessa: “Ok, è tutto vero, ora devo fare qualcosa di bello”. Certo,  la pressione sale. A Settembre si va in studio e oltre alla grande, grandissima adrenalina che aumenta ogni giorno c’è anche la paura della prima volta, la paura di poter deludere me stessa e tutti quelli che hanno creduto in me. Insomma, non si tratta più del mio sogno, ma del sogno di tutti coloro che hanno contribuito.

So che ha partecipato a X-Factor. Pensa che i talent siano l’ultima spiaggia per spaccare nello spettacolo? O solo una nuova possibilità?

I talent hanno un unico problema:  la pretesa di legarsi al mondo della musica partendo da un programma che di base è 80% televisione e 20% musica (con tutte le eccezioni del caso). Non solo, quanti ragazzi vengono illusi di aver raggiunto la fama durante il programma televisivo? Gli stessi che poi vengono sfruttati per un paio di mesi dalle Major sull’onda del successo momentaneo post talent e in seguito dimenticati come nulla fosse. I talent sono un modo facile e veloce che hanno le grandi casi discografiche di fare soldi in un momento in cui la discografia si trova parecchio in difficoltà. Sicuramente i talent sono una grande possibilità di farsi conoscere a livello mediatico ma credo che per spaccare realmente ciò che serva siano dedizione, energia e passione.

Il ruolo del web. La sua campagna di raccolta fondi è stata quasi esclusivamente ‘social’. Quanto conta ad oggi costruirsi un’immagine ‘online’?

Non ho cercato di costruire un’immagine. Volevo che fossero le persone stesse ad attribuirmi un volto nuovo.  Non posso negare che una buona strategia di marketing online possa essere un notevole valore aggiunto agli occhi del pubblico, ma lo dico con dispiacere,  perché spesso l’immagine supera la musica per importanza.

Oltre al crowdfunding ha cercato sostegno anche tra i passanti, cantando per le strade della sua città. Tra il vecchio e il nuovo, non trova?

Si, questo è un aspetto fondamentale sia per la mia filosofia che per il mio album (piccola anticipazione). Il giusto connubio tra passato e presente: da un lato ho approfittato del web per promuovere la campagna e dall’altro ho voluto esibirmi per le strade in modo che i passanti potessero liberamente decidere di fermarsi ad ascoltare un po’ di musica e scoprire qualcosa di più su di me. Ricordo quando ad ascoltarmi cantare erano più di duecento persone, è stato incredibile il legame che si era creato.

Cosa si prova a condividere un risultato con tantissime persone che hanno creduto in lei, anche solo con un contributo minimo?

Credo che tutto questo crei un’intimità profonda tra. Se fosse possibile vorrei portare tutti in studio a registrare con me questo probabilmente non sarà realizzabile…ma alla fine rimarrò io, a impegnarmi al massimo per realizzare i miei sogni e a dare il meglio anche per chi mi ha dato la possibilità di arrivare a questo punto.

 Quando potremo ascoltare il suo primo album?

L’album sarà pronto a fine ottobre, la data di rilascio si saprà a breve. Nel dubbio, seguitemi online!

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