giovedì, Ottobre 21

Cronache vaccinali marziane dal pianerottolo Italia Dovremmo inculcare in colui/lei che ignora il senso della conoscenza. Così come Governo ed istituzioni, avrebbero dovuto maneggiare meglio la comunicazione

0

Non crediamo mai abbastanza

a ciò in cui non crediamo

(M. Conte S. 2004)

Usare il linguaggio vuol dire esemplificare un pensiero con una sintassi adeguata. Ovvero organizzare il pensierocon una sintassi coerente. Provate a tanti a far comporre una frase principale ed alcune subordinate. Molti andranno in panico. Bisogna spingersi ad un pensiero riflessivo con la semantica, ramo della linguistica che studia il significato degli enunciati come un rapporto tra il significante e il significato, relazioni reciproche tra i significati di una fase cronologica (s. sincronica). Poi c’è la semantica diacronica ma fermiamoci qui. Il linguaggio ed il corretto uso della parola è l’elemento decisivo evolutivo tra le prime scimmie (il 96% di patrimonio genetico è comune, il restante 4% diverso), sulla Terra 15 milioni di anni fa, le Ramapithecus, da Rama divinità indiana. Vivevano sugli alberi e si spostavano con arti superiori ed inferiori. Dopo si affacciò il più famoso Australopithecus, il primo appartenente alla famiglia degli ominidi avendo andatura bipede. Fino ad Homo Sapiens Sapiens, passando per Homo Habilis, Erectus e Neanderthalensis, comparso appena 30 mila anni fa, quindi un soffio rispetto alla storia della Terra. Qui H. sapiens innerva nella storia dell’evoluzione biologica dell’uomo moderno quella culturale.

Visti i tempi forse siamo ancora con il foglio rosa, in prova. Ad alcuni però forse sarebbe desiderabile un foglio di via da Homo Sapiens che si evolve con pensiero astratto e ragione, causa ed effetto, ipotesi e sua validazione. Forse l’argomento ha toni troppo seri per un tema in fondo di bassa… Lega ed amichetti e camerati vari, in competizione de-cerebrata per toni e soprattutto contenuti cui inorridirebbero i progenitori. Mini fenomeni da baraccone finto politici nell’epoca della società dello spettacolo di una stagione incolta, arrogante perché incolta, incolta e dunque arrogante, amplificata dall’uso anonimo della rete elettronica. Eccetto i fascistissimi non perseguiti oggi riemersi dalle loro tane con protervia che si mostrano con croci celtiche, runiche, aquile imperiali, moti nazisti. Gente amica e bracci armati dei fasci leghisti salviniani o di quelli pericolosamente nostalgici fasci de’ giorgia che minacciano, menano, urlano. Insieme a greggi di incolti che straparlano con megafoni digitali di pseudo teorie orwelliane, che strologano di dittature sanitarie mentre liberi cazzeggiano dinanzi ad un microfono! Non conoscendo vere dittature dove andrebbero mandati come in Egitto dove si eliminano persone come Giulio Regeni, operché parlano come Patrick Zaki in detenzione preventiva da 16 mesi! O in Corea del Nord, o in Russia dove dovremmo mandare i vari fascioleghisti incolti. Russia a cui addossiamo sanzioni ma non ai salvini che fanno affari equivoci, magari complottando contro Italia ed Europa con un criminale politico che fa eliminare tutti i suoi avversari.Qui si parla di un grumo sub culturale, ideologico, politico, qualunquistico, a suo modo antropologico, fatto di antiscientismo, oscurantismo stregonesco, teorie complottiste che è la malattia senile del cretinismo, carenza di studio. Con qualcuno che amplifica paure perché non si sa “che cosa ci iniettano”. Che volete che sia? Il solito, zenzero, curcuma, estratto di cannabis, gocce di limone e frammenti de “Il Capitale” di Marxidrosalino!!!!! Ma perché decine di vaccini nei decenni sapevamo che c’era salvando centinaia di milioni di persone? Tutti diventati biologi o chimici? E mia figlia che studia chimica da 5 anni allora ha scherzato?

Insomma sentimenti urlati privi di semantica, cazzate che si sparano come se fosse antani, la supercazzola con doppio scappellamento a destra in una società livorosa ma dagli emozionali conati e vomiti d’ignoranzacontraddistinti da violenti comportamenti, con cui entriamo in microconflitti relazionali per il progressivo abbandono di ragione ragionante sottratta per parvità di materia al faticoso ed impegnativo esercizio della ragione. Che necessita di silenzio elaborazione, mappe mentali e selezione di strumenti e modi con cui manifestare ipotesi provate con conoscenza, studio, comprensione, interiorizzazione, emissione di parole congruenti. Insomma siamo in presenza ovunque di uniperproduzione di sfiducia sistemica, rivolta contro governi,istituzioni e Stato (talora a ragione), ed interpersonale, nei rapporti con gli altri sulla scena della rappresentazioneteatrale. Dove ciò che conta è orecchiato dalla Rete, la nuova babele globale, per rielaborarlo ad usum di un’ignoranza da tempo divenuta un merito (cfr. pentastallati per abbattimento intelligenza con emissioni zero), avendo sdoganato il senso di vergogna. In passato quando non sapevamo qualcosa in genere ci si raccoglieva in se stessi e si studiava da libri che dicevano di tesi ipotesi validazioni empiriche.

Oggi dalla profondità di anni di studio universitario si prende la schiuma superficiale e si imbastisce uno pseudo discorso privo di riscontri, prove sperimentali, validazione delle ipotesi. Anche per fini politici strumentali come a destra confermano ogni giorno. Tutte condizioni di un a-priori con cui la fiducia si esprime in una realtà contemporanecontrassegnata da un’indistinta produzione di senso e comunicativa offerta dalla tecnologia elettronica. Con sforzo e sprezzo del pericolo ho provato a leggere, dopo esercizi di training autogeno, alcune farneticanti incomprensibili, stupide e grottesche affermazioni che i politici diffondono, Matteo e Giorgia su tutti (fatemi fare una battuta, ma seria, almeno se le si toglie la “i” ci resta il Gorgia di Platone, dove la filosofia è di ausilio della vera politica quell’azione concepita quale “servizio” il ci fine è il miglioramento morale dei concittadini. Vabbè scherzavo…) a persone comuni, vicini di casa, al lavoro, ad una festa, in un circolo, che sparano iperboli tra lingenua scoperta del mondo, arroganti verità inesistenti nei libri di media divulgazione e la crassa ignoranza. neriporto alcune: il Green Pass come la schedatura di Hitler (!!!????), Il vaccino è come la stella di David(?????????), Il vaccino è come Norimberga (??????), L’informazione non è al servizio del fruitore, ma di correnti politiche, partitiche e di potere” nientemeno, scoperta incredibile!. Ma sono le ultime due su cui persone serie e non ideologiche dovrebbero riflettere, soprattutto quelli che li votano.

Una è di ella, Il reddito di cittadinanza è come un metadone di Stato (Meloni)!!!Metadone? Ma ottusa ignorante hai idea a che serve e per quali terapie? Oppure quando intervistata dice bugie riguardo alla durata del green pass che sarebbe maggiore della durata del vaccino, mentre è uguale il tempo. Bugie, menzogne, mezze ammissioni ignoranti, a cui tutti gli ignoranti e nostalgici rispondono in un solo modo: ideologicamente. Ideologie che dicevamo essere scomparse, purtroppo, per dire che il comunismo era battuto, ma non il risorgente neofascismo. Qui ed in Europa, ed in America in un’internazionale nera solleticata da tanti ex conservatori. L’altra affermazione è sopraffina, richiede tutto lo staffetto di 13 omuncoletti per pensarlo: Il vaccino produce le varianti (Salvini)”!!! Per non occupare troppo testo volevo immettere almeno una cinquantina di esclamativi ma penso che si abbia idea. Ciò che affascina è che sta gente ovviamente piace ai sodali per il medesimo livello d’incultura, sì da specchiarsi in un simile che non ti pone problemi. Il problema è che i libri sono l’oppio della persona colta, come dice un personaggio di Philip Roth. Ma non è che io non leggo più perché se no l’ignorante non capisce.

È che dovremmo inculcare in colui/lei che ignora il senso della conoscenza. Così come Governo ed istituzioni, avrebbero dovuto maneggiare meglio la comunicazione altrimenti caotica sui vaccini, i passaporti, le cause gli effetti, i come ed i perché. Qui cerco di comprendere lo smarrimento dinanzi ad incerte e caotiche informazioni elaborate miscelate presentate con tesi diversi da decine di ‘esperti’ a cui ci siamo nevroticamente rivolti per cercare di capirci qualcosa. Andrebbe aperto un capitolo sull’uso mediatico della comunicazione con cui le televisioni ci marciano da oltre un anno sparandola sovente una più grossa dell’altra. Poi che Burioni contraddica Bassetti che non condivide Galli ecc. non ci vedrei nulla di sconvolgente, solo per le menti basiche, perché tesi contrapposte sono il quid della scienza che al contrario delle religioni non hanno verità deterministiche da far primeggiare. A me come ad altri in passato per farmi crescere mi indicavano quelli bravi e mi dicevano: guarda quelli ti possono dare qualcosa di più, quelli come te non ti fanno crescere, ti mantengono a quel livello ma se tu te la senti e lo vuoi devi spremerti per sapere ciò che non sai, non crogiolarti nel comodo sapere che già conosci. Questo è crescere e misurarsi con il mondo esterno, prendendo tranvate per presunzione. Mentre oggi gigioneggia quello che dice che gli hanno detto che hanno letto che qualcuno ha detto che mio zio al mercato comprò… che le potenti influenze che ha lo zenzero, no, è il limone l’antico rimedio, sì perché i prodotti naturali animali, ma volete mettere i benefìci della curcuma, e poi tanta meditazione che il corpo così reagisce meglio agli attacchi esterni dei Soros, Bill Gates, il 5G che va bene su tutto, il complotto ebraico che è come il cacio sui maccheroni, le scie chimiche come dicevano i primi scopritori, quei pentastallati della prima vulgata, quella che non necessitava di prova ed oggi a prendersi soldi nostri, Giggino estero su tutti, e poi Obama il nigeriano, i Clinton a capo di una setta di pedofili (lo hanno detto nell’ignorante America e ci credono in molti!!!), i comunisti e magari pure la Juventus, ma questo è un vile attacco delle milanesi….

Insomma lo scibile umano nei piedi di novelli proto imbecilli privi di ironia, che richiede intelligenza, sacrificio, impegno, tempo. No, qui è tutto in tempo reale, il fascio leghista ex Papeete ne è esempio massimo, nel volgere di minuti va dietro con il suo cretinesco staff di ometti ad ogni magagna sortita impudenza. Manco la camerata da’ Garbatella riesce ad inseguirlo, più pericolosa perché il suo pensiero cova per decenni in un fascismo da strada, è nostalgico, sfrutta il tempo che fu senz’altro meglio dell’attuale caotico, perché ella, la paranostalgica della Nazione, sdogana il peggio dei neri d’estrema destra, con un manipolo (ampio) che…marcerà su Roma. Insomma alla fin fine la relazione che instaura il non vaccinato, il no mask il no carta verde, il no tutto, con la realtà si fonda su una pressoché totale incapacità di correre un qualsiasi rischio, non sapendo che la vita è rischio, e dunque di non riuscire a superare un ponte verso un ignoto affidandosi alla fiducia nelle nostre relazioni. Vogliono e pretendono certezza, in carenza della quale sospendono relazioni sociali per rifugiarsi in una caverna dove l’inconoscibile non conoscendolo li dovrebbe rassicurare. E nel far ciò aderiscono tra le quattro modalità con cui ho suddiviso il prisma della fiducia (confidare, affidamento, rischio, incertezza) alla prima, il Confidare, che è un a priori cui aderire nelle molteplici situazioni imposte dalla realtà sociale, ovvero alla seconda, un Affidamento o accesso alle molteplici fonti comunicative nel palcoscenico societario. Piuttosto che provare il Rischio ovvero la strutturazione dell’agire orientato alla costruzione di una complessa articolazione cognitiva o, più complesso, l’Incertezza, ovvero la strutturazione dell’agire orientato alla costruzione di una complessa articolazione cognitiva. La vita è foriera di paura ed angosce, ma un sorriso uno sguardo un’allusione amorosa un convenire uno scambio sono parti di un metterci in gioco provando ad utilizzare una fiducia selettiva che permetta dialogo comunicazione conflitto. Perché la vita è un immenso gioco di società.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

End Comment -->