martedì, Aprile 13

Cronache di poveri amanti Terzo incontro Renzi-Berlusconi al Nazareno

0

05-desk-riapertura-Matteo-Renzi-elezioni

E’ la terza volta che si vedono al Nazareno. Ben di più quelle che si son visti senza occhi indiscreti. E ancor di più (benben di più) quelle in cui si sono parlati telefonicamente, scambiati messaggi, interloquito coi rispettivi ambasciatori… Sfiorando le tre ore, la riunione tra il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ed il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi (accompagnato da Gianni Letta), è servita soprattutto (almeno ufficialmente) a rinnovare il Patto sulle Riforme, particolarmente Legge elettorale e Senato. «Incontro positivo. E’ stato confermato il cammino delle riforme. Sulle regole elettorali continuiamo entro l’impianto stabilito», dice il vicesegretari del Pd Lorenzo Guerini. «Eventuali modifiche sulle soglie di accesso saranno oggetto di ampio coinvolgimento. Sulle preferenze andrei cauto. Alla ripresa verrà perfezionato l’accordo, con l’intenzione del massimo coinvolgimento di tutte le forze politiche in questo percorso». Anche la responsabile comunicazione forzista, Deborah Bergamini, è convinta che «dopo la pausa estiva sarà trovato definitivamente il punto d’incontro». Già trovato in realtà, visto che il vero Patto del Nazareno consiste, checché se ne dica, di un solo, sinteticissimo, punto, risancito dai due nel segreto del Palazzo: “Noi siamo noi, e voi (forze politiche, parlamentari, compresi anche e soprattutto i propri, vecchi professori, regole, cittadini) non siete…”.

Intanto il Senato va veloce sulla strada della propria autoriforma (diciamo così), e si appresta a chiudere sulla Boschi. Un emendamento dei relatori abbassa di nuovo il numero dei sottoscrittori per il Referendum, riportandolo a 500.000 (da 800.000 che si volevano imporre). Bocciata la modifica per ampliare il corpo elettorale per il Quirinale. Soprattutto fiducia al Governo solo dalla Camera. Piccolo, ma significativo, risultato quello raggiunto con l’abolizione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. L’avevano auspicato e promesso in tanti, precedentemente, senza successo. .

Bracci di ferro e chiacchiere sparse, per una volta non riescono a coprire i dati economici che non rientrano né nelle previsioni, né sotto controllo. Quanto comunicato dall’Istat è peggio di quanto si aspettava il governo ed era stato previsto, a inizio luglio, proprio dallo stesso Istituto di Statistica. Saltano definitivamente le stime elaborate (ed ufficializzate) per il Documento di Economia e Finanza. L’andamento del Prodotto Interno nel 2014 sarà nella migliore delle ipotesi piatto. Bene, anche se l’avevamo già sentita, ripetutamente, in questi anni da parte del Giuffrè di Arcore. Nel frattempo sale lo spread, Piazza Affari va in rosso, la Commissione dell’Unione Europea avverte che ci sarà “impatto sulla finanza pubblica”. Così si complica la preparazione della legge di Stabilità per il 2015. Dopo Cottarelli, ormai all’uscio, anche Padoàn cresce in perplessità ed irritazione, anche se sta esercitando al meglio le proprie notevoli doti di pazienza (ma, come ben sanno, amici, collaboratori ed interlocutori in generale, quando sbotta recupera con gli interessi e succede casamicciola).

Ma su tutto questo vola benedicente l’idillio Renzi-Berlusconi. Purtroppo, a differenza del romanzo dell’altro toscano, Vasco Pratolini, loro sono amanti, e noi sempre più poveri.

Anche per oggi questo è tutto, ragazzi.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->