mercoledì, Aprile 14

Cronache del 2068. Il mondo di Salvini e Orbán Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 66

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Era un venerdì 13 capitato il 14, di settembre 2018, giusto giusto cinquanta anni fa ed oggi si festeggia quindi l’avvio del percorso che ha portato al Governo Salvini-Orbán dell’Unione Europea prima, poi dell’Europa tutta e delle coste mediterranee (Israele e Marocco esclusi, almeno nella prima fase). Prodromo della successiva espansione a macchia d’olio sino all’attuale egemonia mondiale. E quindi in questo luminoso, e numinoso, venerdì (sempre) 14 settembre 2068, rievochiamo quel giorno glorioso e quelli ancor più radiosi che sono stati via via attraversati e fecondati. Guardando a quelli ancor più straordinari e munifici verso cui certamente ci stiamo incamminando.

E pensare che tutto era iniziato non diciamo in sordina, anzi, ma non in modo tale da far immaginare tali magnifiche sorti, e progressive. (Beh, secondo qualcuno soprattutto regressive, e repressive, ma mica si può avere il consenso di tutti nella vita). C’era stata nuovamente tensione sui migranti nel giorno in cui il Vicepremier italiano e Ministro dell’InternoMatteo’ era in trasferta a Vienna per discutere di questi temi con i colleghi di Germania e Austria. Salvini, protagonista di un diverbio con il collega lussemburghese Asselborn, così, giusto per tenersi in allenamento, era tornato a difendere l’amico ‘Viktor’ ed insistere sull’asse con l’Ungheria«Le sanzioni contro il popolo ed il Governo ungherese sono un atto politico, una follia di quell’Europa di sinistra che non si rassegna al cambiamento. Resto convinto che tra qualche mese ci troveremo a governare l’Europa in compagnia di Orbán». Aggiunge lo stesso dioscuro Orbán con riferimento diretto alle elezioni Europee del 23-26 maggio 2019: «L’anno prossimo cambieremo completamente l’Europa escludendone i socialisti dal Governo, mettendo al centro il diritto alla vita, al lavoro, alla famiglia, alla sicurezza. Stiamo lavorando con altri partiti, popoli e Governi europei per cambiare la storia di questo Continente nel maggio incipiente ed il nucleo parte proprio da Vienna, da Milano, da Roma. La Presidenza austriaca dell’Ue, l’Italia, hanno portato energia nuova dando la sveglia ad un’Europa che dormiva. I giorni di questo Parlamento e della Commissione sono ormai contati. Spero che in quello eletto in futuro non ci sia una maggioranza pro-migranti».

Da Ministro dell’Interno Salvini ha poi parlato, sempre in quel venerdì14 settembre 2018 di cinquanta anni fa, dell‘accordo con la Germania sui profughi. «Quello con i tedeschi, che non ho ancora firmato, sarà un accordo a tempo, fino a novembre e a saldo zero. Non riguarderà il pregresso e sarà sottoscritto se la Germania ci darà una mano a sostenere il cambio delle regole della missione ‘Sophia’, che per colpa del Governo Renzi ha sbarcato in Italia 45mila persone. Pronto a firmare ma deve essere favorevole a noi. Tra le nuove misure innovative ed efficaci non è da escludere quella di un’identificazione sulle navi, una volta soccorsi i migranti a bordo dei barconi».

Date queste premesse, tutto quello che è venuto dopo non è che occorra spiegarlo nel dettaglio, cari topolini in ascolto (anzi in lettura), impresso com’è a lettere di granito nelle vostre testoline.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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