sabato, Luglio 24

Crociata di Al-Qaeda, Stato di IS ISIL - lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante- ora conosciuto come IS - lo Stato islamico - è il figlio radicale di Al-Qaeda, l'altro famigerato gruppo radicale islamico

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Beirut – Il titano del terrore, un mostro tentacolare inarrestabile che è riuscito a superare e cogliere di sorpresa le forze armate irachene e a spedire in fuga tra le colline migliaia di soldati, ISIL – lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante- ora conosciuto come IS – lo Stato islamico – è il figlio radicale di Al-Qaeda, l’altro famigerato gruppo radicale islamico.

Mentre a prima vista potrebbe sembrare che entrambi i gruppi lavorino per lo stesso obiettivo -la creazione di un onnipotente califfato islamico dalla forza incontenibile- Al-Qaeda e IS sono piuttosto diverse nella loro ideologia. Mentre entrambi i gruppi sostengono la stessa visione islamica radicale e un ideale comune -la creazione di un Califfatoil loro modus operandi e le loro strutture non sono affatto simili.

Se i media finora hanno associato Al-Qaeda e IS al punto che molti hanno utilizzato i loro nomi in modo intercambiabile, non comprendendo le loro differenze intrinseche (entrambi evocano l’omicidio e lo spargimento di sangue come sacre armi di guerra) è assolutamente cruciale distinguere tra i due in modo chiaro, se si vuole pensare di sconfiggerli.

Sarebbe ridicolo credere che, poiché IS ha basato la sua ideologia su un’interpretazione radicale e spietata dell’Islam, e il nucleo del suo ethos ruota attorno all’uccisione di tutti gli infedeli in un modello di pensiero simile a quello di Al-Qaeda, per distruggerla si debbano usare gli stessi metodi anti-terroristici.

Se i poteri regionali e la comunità internazionale, sperano di distruggere lo Stato Islamico, è chiaro che serve un cambiamento di strategia; soprattutto tenendo conto che è stato il fallimento di Washington a produrre l’aumento della radicalizzazione nel Medio Oriente e nell’Asia centrale e questo ha portato alla nascita di IS, un gruppo che ha realizzato campagne brutali per costringere Al-Qaeda a sconfessare la sua legittimità.

Molti analisti, tra i quali Kevin Barrett, Gordon Duff, David Icke, Yuram Weile, hanno effettivamente sostenuto che IS non è che altro che una creature occidentale, prodotta dall’Arabia Saudita come arma da guerra pensata per seminare il terrore nella regione e giustificare il ritorno delle truppe straniere, con la sottomissione di un intero popolo sotto il pretesto della lotta al radicalismo islamico.

Per capire meglio ciò che differenzia Al Qaeda da IS, si ha bisogno di riportare indietro l’orologio al febbraio 2014, quando i comandanti di Al-Qaeda hanno esplicitamente respinto qualsiasi legame con il futuro Stato islamico dell’Iraq e del Levante, una frattura che è stata intesa come prova del fatto di gravi divergenze ideologiche.

Ai primi di febbraio, Ayman Al Zawahiri, il grande leader di Al-Qaeda, ha annunciato in un comunicato, «Al-Qaeda non è legata allo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, perché non è stata informata della sua creazione [e]non l’accetta … non è un ramo di Al-Qaeda, non è collegato, e il gruppo [di Al Qaeda]non è responsabile per i suoi atti … sottolineiamo la nostra dissociazione dalla sedizione che si sta verificando in Siria tra le fazioni dei jihadisti, e non siamo coinvolti con lo spargimento di sangue, da nessuna parte».

È interessante notare che finora tale inequivocabile rifiuto di Al-Qaeda  di tutto ciò che è ISIL non è mai stato rinnegato. Anche se IS ha dimostrato molto più successo nelle sue campagne rispetto al suo omologo, Al-Qaeda, Al Zawahiri ha sempre rifiutato di rivedere la sua posizione. Ma questo scisma tra i due gruppi terroristici è di gran lunga anteriore al febbraio 2014.
Tutto è, infatti, cominciato nel 2013, quando l’Al Nusra Front -la branca ufficiale siriana di Al-Qaeda- si è scontrato con gli indisciplinati militanti di ISIL. Tutte le indicazioni fanno pensare che sia stata l’insubordinazione del capo dell’Al Nusra Front, Abu Mohammed Al-Golani, contro Abu Bakr Al Baghdadi    -leader di ISIL-, ad aver originariamente spedito Golani in Siria, a rivelare l’alleanza terroristica. Questa in realtà non è la prima volta che Al-Qaeda rinnega ISIL, ma il dissenso, ora, sembra essere ormai permanente.

Ma perché due gruppi che sembrano condividere ideologia e obiettivi avrebbero scelto di combattere tra di loro quando potrebbero collaborare e restare uniti contro i loro nemici? Al-Qaeda e lo Stato islamico sono veramente in lotta per la leadership e il potere? Oppure il divario è più profondo?

Per stessa ammissione di IS, il disaccordo è puramente ideologico. Quando lo sceicco saudita Abdullah al-Mohisni ha suggerito la necessità di impostare un arbitrato islamico per governare la contrapposizione frontale tra ISIL e Al-Nusra, Al Baghdadi ha risposto:  «i combattimenti in Siria non sono una spaccatura tra i mujahidin, ma piuttosto una guerra condotta da una fazione eretica contro i mujahidin». Nella visione di IS, infatti, Al-Qaeda è un gruppo apostata, e come tale va annientato. Piuttosto che una questione di politica, IS ha volutamente scelto di farne una questione di ideologia, sperando così di affermare una propria superiorità morale.

Mentre gli esperti di terrorismo hanno sostenuto che effettivamente Al-Qaeda e IS sono molto diverse nella loro ideologia, la prima meno radicale e intollerante rispetto al secondo   -IS ha severamente vietato la musica, le sigarette e i balli, e alle donne è stato ordinato di vivere come recluse nelle loro case-    ambedue sognano di ristabilire il potere del Califfato islamico come fece Saladino, dopo aver liberato Al Quds – Gerusalemme.

E anche se Al-Qaeda e IS sono nati dallo stesso calderone del terrore, le due fazioni si sono evolute in modo molto diverso, conducendo due diverse campagne con obiettivi diversi, anche se alla fin fine potrebbero anche essere considerate simili. Come spesso accade, il diavolo è nei dettagli.

Entrambi i gruppi stanno sognando un Califfato islamico, ma diversi. Lo Stato islamico dell’Iraq era stato stabilito come un’era di pace piuttosto che una struttura di guerra. Secondo il religioso salafita Mohammed Adnan, «Ci sono due tipi di Emirato / Califfato nella dottrina salafita:  un emirato islamico in generale, cioè uno Stato musulmano sotto l’autorità di un Califfo, come era al tempo del Profeta Maometto;  e uno speciale Emirato islamico,  favorevole alla jihad e del proselitismo e contestualmente desideroso di governare» . Questa sarebbe l’origine della controversia tra ISIL e il resto delle fazioni terroristiche, sostengono gli esperti.

Al-Baghdadi non si vedeva come l’Emiro di un gruppo, ma piuttosto quello di uno Stato. Dove Al-Qaeda vuole liberare le terre musulmane da qualunque oppressore, lasciando la creazione di uno Stato a un tempo molto più tardivo, Al-Baghdadi mirava a dare al suo ‘Stato’, un asse da cui lanciare campagne di invasione.

L’Emirato/Califfato’ dichiarato da Al-Baghdadi ha lo scopo di gestire gli affari dei musulmani nelle zone controllate da ISIL, mentre  ‘l’Emirato/Califfatojihadista si concentrerà sul combattimento fino a quando il nemico sarà sconfitto, e non si preoccuperà di gestire gli affari del popolo. Se Al-Qaeda rimane l’eterno crociato, IS si pone come forza coloniale.

Una differenza così sorprendente può effettivamente essere osservata nel modo in cui i due gruppi si comportano in battaglia. Dove Al-Qaeda ha messo in atto le sue tattiche di guerriglia, in perfetto allineamento con il modus operandi dei gruppi terroristici, lo Stato islamico ha agito e si comporta come un Esercito.

Questo spiega perché ISIL a giugno sia riuscito a travolgere le Forze Armate irachene e a mettere grandi distese di terra sotto il suo diretto controllo nella parte settentrionale e occidentale dell’Iraq. In poche settimane, ISIL ha fatto ciò che Al-Qaeda non era riuscita a fare nello Yemen in un decennio.

Una forza coesa, una ben attrezzata e ben finanziata macchina da guerra, lo Stato islamico si è reinventato come un Esercito terroristico, una potenza militare in grado di sfidare uno Stato sovrano in attacchi frontali.

Laddove Al-Qaeda ha sempre preferito omicidi mirati e attacchi terroristici -attentati suicidi dinamitardi, atti di sabotaggio e così via- lo Stato islamico ha organizzato campagne di invasione e di assedio.

Se Al-Qaeda è rimasto molto tribale nel suo modo di arrualare uomini, spesso basandosi su sceicchi locali per affermare il suo potere, con una leadership desiderosa di appoggiarsi alle istituzioni locali, piuttosto che creare un proprio potere per preservare una forma di indipendenza politica, lo Stato islamico ha invece funzionato istituzionalizzando la propria ideologia.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

 

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