sabato, Aprile 10

Croazia, festeggiamenti per i vent'anni dall'indipendenza Una commemorazione per non dimenticare la storia passata del Paese

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Tra oggi e domani la Croazia festeggia i venti anni dalla vittoria finale nella guerra per l’indipendenza del Paese dalla Jugoslavia socialista, conclusasi il cinque agosto del 1995 con la conquista da parte delle forze di Zagabria di Knin, in Dalmazia, roccaforte della minoranza serba ribelle, che per quattro anni aveva goduto dell’appoggio di Belgrado. Stasera nella capitale si terrà un’imponente parata militare alla quale prenderanno parte 3.000 soldati e ufficiali, 300 mezzi motorizzati e una trentina di velivoli. Si tratta della prima sfilata delle forze armate croate, ora parte della NATO, dalla fine della guerra.

L’ultima volta una parata militare fu organizzata nella primavera del 1995, per dimostrare alla comunità internazionale e al nemico a Belgrado che il Paese è pronto a riprendersi con forza il terzo del territorio nazionale controllato dalla popolazione ribelle serba, che non volle accettare nel 1991 la secessione del Paese dalla Jugoslavia. Domani a Knin è prevista la tradizionale cerimonia in occasione della Giornata della Vittoria e dei Veterani di Guerra, denominata festa nazionale in Croazia in ricordo dell’offensiva vittoriosa conosciuta sotto il nome di ‘Tempesta’. Il quattro agosto di 20 anni fa l’allora presidente Franjo Tudjman diede il via all’offensiva contro la regione ribelle di Krajina, popolata in maggior parte da serbi. Le forze serbe furono sconfitte in 4 giorni e si ritirarono in Bosnia insieme a circa 250 mila civili serbi. La Croazia nega che si trattò di pulizia etnica o che ci fu un piano predisposto per far fuggire quasi l’intera minoranza dal Paese, mentre per Belgrado l’evento è uno dei più tragici nella recente storia nazionale. Centinaia di civili furono uccisi e interi villaggi dati al fuoco. Per questi crimini furono processati all’Aja tre generali croati, poi completante assolti in appello

(tratto dalla sezione ‘Euronews TV‘, del sito di ‘EuroNews‘)

 

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