sabato, Luglio 24

Crisi. Il vero bersaglio dell’informazione a metà Il caso della dichiarazione di Andrea Marcucci di ieri sul nuovo incarico a Conte, riportata in modo non fedele da ‘Repubblica’: quando fai fatica a capire le ragioni di un giornale

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Non credo ci siano dubbi sul fatto che la stampa sia da sempre un giocatore, una potente parte in causa, penso ne abbia anche diritto. Difficile, a questo proposito, non ricordare l’articolo di Paolo Mieli sulCorriere’, che qualche anno fa intervenne nella campagna elettorale, schierando il suo giornale col centrosinistra e contro Silvio Berlusconi.
Scelta saggia e al contempo coraggiosa, considerato che quella testata tende alla moderazione. Tuttavia, si trattò di una posizione aperta, niente affatto subliminale, che personalmente apprezzai molto. In genere la chiarezza rende più facili le cose. Diverso è quando fai fatica a capire le ragioni di un giornale, tra quelli che leggi con regolarità, da cui ti aspetteresti maggiore franchezza, mi riferisco a la ‘Repubblica’.

Nel pomeriggio di ieri, 26 gennaio 2021, sui siti gira un video molto tranquillo, l’intervista al capogruppo del Pd al senato, Andrea Marcucci, un uomo che mi pare di suo piuttosto equilibrato. Uno dei giornalisti presenti gli domanda se sarà un «Conte a tutti i costi», l’intervistato risponde con pacatezza. «Non c’è un Conte a tutti i costi, io credo che ci debba guidare il buonsenso e oggi il buonsenso ci guida in quella direzione». Più chiaro di così.

Il ‘Corriere della Sera’ segue fedelmente. Ore 18.25 – Marcucci: «Conte non a tutti costi, ma buonsenso porta a lui». «Per noi oggi l’ipotesi sul campo è reincaricare Conte, vedremo le indicazioni che daranno gli altri partiti e soprattutto ci atterremo alle indicazioni del capo dello Stato. A chi gli domanda se sia `Conte a tutti i costi´, risponde: «Non c’è un Conte a tutti i costi: io dico che il buonsenso ci deve guidare e ci guida oggi in quella direzione».
Chiaro come l’originale, una replica, non ci vorrebbe nemmeno una traduzione, ma ad ogni buon conto il senso è il seguente, non siamo talebani, gli interessi del Paese non ammettono irrigidimenti, ma non vedo il motivo per il quale dovremmo sostituire Giuseppe Conte.

C’è un fatto inequivocabile, dunque, le parole pronunciare da Marcucci che tutti possono sentire nel video, il ‘Corriere della Serariporta in modo fedele il relativo virgolettato. Un giornale che vuole fare un servizio all’informazione e ai cittadini non può che seguire quella strada.

La ‘Repubblica’, invece, sul suo sito fa un bel titolo, che copio, incollo, lo metto insieme al video originale e al trafiletto delCorriere’, e invio alla mia famiglia, con un piccolo commento. “Ma come si fa a non arrabbiarsi!”.
Il titolo è il seguente: ‘Conte si è dimesso. Marcucci: Non è lui il premier a tutti i costi’. La sostanza è completamente diversa, anzi, è un rovesciamento, a mio avviso volontario, della verità, perché un’ora dopo il titolo di Repubblicamuta leggermente ripetendo però il concetto, dunque persiste. ‘Marcucci: Si al reincarico ma non a tutti i costi’.

Il giornale fondato da Eugenio Scalfari (chissà se ne sarebbe contento) si ostina a omettere la seconda parte dell’affermazione di Andrea Marcucci, assolutamente decisiva, per la semplice ragione che supera la prima parte.
Il buon senso, dice ancora il capogruppo del Senato, ed è questo il cuore delle sue parole, suggerisce di puntare su Conte. La ‘Repubblica’, invece, titola usando la premessa, ossia la parte dell’affermazione che serviva a preparare la risposta di Andrea Marcucci.
Se la seconda parte dell’affermazione smentisce la prima, è lecito domandarsi perché il quotidiano decida di indulgere in questo gioco di prestigio.

Confesso di essere allergico alla locuzione ‘poteri forti’ e di preferire i nomi e i cognomi, ma non posso fare a meno di chiedermi se per caso il quotidiano di cui stiamo parlando, con questo lapsus, non abbia rappresentato il desiderio represso di un parterre senza identità ma niente affatto insignificante, vista la persistenza dell’omissione.
Sapremo nei prossimi giorni se si è trattato di un caso oppure di una strategia. Come direbbe Conte, vedremo chi è il vero bersaglio.

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