domenica, Settembre 26

Crisi energetica in Venezuela: blackout forzato

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Il Presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato un blackout di 40 giorni per risparmiare energia, a fronte della grave crisi energetica che sta attraversando il Paese. Il vice presidente, Aristobulo Isturiz, parlando proprio dalla principale centrale idroelettrica del Paese, ha spiegato che i dipendenti pubblici lavoreranno solo il lunedì e il martedì, a causa della crisi energetica legata alla siccità. Le correnti calde di ‘El Nino’ hanno prosciugato il bacino della centrale idroelettrica di Guri, che rifornisce il 70% del fabbisogno nazionale e, inoltre, la stagione delle piogge è ancora lontana. «Nel settore pubblico non si lavorerà i mercoledì, i giovedì e i venerdì eccetto per i compiti necessari e fondamentali», ha detto Isturiz. Così, la settimana lavorativa dei dipendenti pubblici venezuelani si riduce a due giorni. Questo, almeno, finché la crisi non sarà superata.

Il Presidente Maduro aveva già annunciato lo scorso 6 aprile che nel settore pubblico non si sarebbe lavorato il venerdì nei mesi di aprile e maggio, per ridurre il consumo di elettricità. Inoltre, già a febbraio, la crisi energetica aveva costretto il Paese ad altre misure di sicurezza: i centri commerciali, infatti, hanno dovuto ridurre gli orari di apertura e generare autonomamente energia. L’ora legale, dal primo maggio, servirà a risparmiare ulteriormente elettricità . Infine, la decisione di un black out programmato e forzato, di quattro ore al giorno, è l’ulteriore misura estrema per gestire la crisi energetica. A Maracaibo e a Caracas scoppiano proteste da parte dei cittadini.

Luis Motta, Ministro dell’Energia venezuelano, ha detto: «Continueremo a fornire i servizi necessari ai venezuelani, ma il razionamento è necessario, è un sacrificio».

 

(Video tratto dal canale Youtube: CNN)

 

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