giovedì, Settembre 23

Crisi e riforme in Moldavia: tocca a Sturza Ion Sturza a capo del Governo

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Nei rapporti dell’Unione europea con i Paesi dell’est si è affermato da anni un copione ormai stantio: da un lato alti rappresentanti dell’Unione tuonano contro l’inefficienza nell’amministrazione pubblica, la corruzione nel sistema giudiziario, o, riassuntivamente, contro la mancanza o la lentezza delle riforme (che di solito non vengono specificate); dall’altro lato i politici georgiani, ucraini, moldavi ecc. fanno periodicamente pubblica ammenda, deprecano anch’essi il ritardo delle riforme. Recitato questo copione, con soddisfazione di entrambe le parti si torna al business. In Moldavia, in particolare, non ha cambiato il corso delle cose neppure l’Accordo di Associazione firmato il 27 giugno 2014 che prometteva, secondo Bruxelles, di mettere ordine nei rapporti fra l’Unione e il piccolo Paese confinante. L’unico effetto che finora l’Accordo sembra avere prodotto è stata l’irritazione di Mosca per l’ennesima intromissione degli occidentali nello spazio post-sovietico. E forse questo non era l’obiettivo minore dell’Unione nel firmare il trattato con la Moldavia.

Che le cose non abbiano preso il corso che, almeno a parole, ci si attendeva, è dimostrato dall’attuale crisi politica che si protrae ormai da diversi mesi e che si svolge sullo sfondo di una profonda crisi del sistema bancario del Paese, di cui ‘L’Indro‘ ha dato tempestivamente conto. Fra le due crisi, la politica e la finanziaria, c’è stretta correlazione, visto che l’ex primo Ministro Valeriu Filat, guida di un partito che fa parte della coalizione Alleanza per l’Europa, è stato arrestato nei corridoi del Parlamento due mesi fa (e si trova in regime di isolamento. Il 21 dicembre è stato vistato in carcere da una delegazione del Parlamento europeo).

Attualmente è in carica un Governo guidato da Gheorghe Brega per gli affari correnti, definito interinario e con poteri dimezzati, nominato a inizio novembre dal Presidente della repubblica Timofti. Non si è neppure presentato davanti al Parlamento in attesa di un’alternativa politica. Lo stallo nella realizzazione delle riforme ha spinto Pirkka Tapiola, rappresentate dell’unione a Chisinau, a fare l’ennesima reprimenda e ieri, forzando la situazione, Timofti ha dato un nuovo incarico scegliendo, per la quarta volta consecutiva, una personalità attualmente estranea al mondo della politica, Ion Sturza, il cui cursus honorum è un po’ la somma delle particolarità cultural-politiche dell’uomo post-sovietico.

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