lunedì, Aprile 19

Crisi di governo: Povero Renzi se gli italiani conoscessero la Costituzione! Alzi la mano chi pensa che si stia discutendo del bene del Paese. Il programma è solo il solito mercato delle poltrone, condotto in maniera illogica, e non secondo Costituzione. Se a scuola si studiasse la Costituzione, sarebbe ben chiaro a tutti, e forse a Renzi il gioco non riuscirebbe

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Crisi di governo: latrattativa’, se volete chiamarla così, continua in maniera sempre più incomprensibile, nell’assenza di quello che è diventato il convitato di pietra di questa commedia: Giuseppe Conte – pochette, chiuso ermeticamente nel bunker di Palazzo Chigi, con uno scolapasta in testa perché la sua ‘battaglia’ in realtà semplicemente non c’è.

Si parla di contenuti’. Cosa bella a dirsi, ma assurda a farsi ora. In realtà che cosa si fa? Renzi dice che questo o quel punto del programma è sbagliato e gli altri dicono (più o meno è così che stanno andando le cose) che è vero e che si deve cambiare quella cosa. Ma attenzione, al trucco, ascoltateli questi italoviventi parlanti di nulla: il punto sarà cambiato, ma il contenuto del cambiamento non c’è, e quindi Renzi & co. dicono che ora vogliono leggere i contenuti (non si capisce chi li scrive … e non è secondario! Ora ci torno); dopo di che dice che ci sono altri punti da approfondire e per i quali vogliono leggere i contenuti; mentre se ne discute dicono che Arcuri (che sembra farlo apposta a fare e dire assurdità, tipo il “state sereni”, roba da … ) non ne fa una giusta; infine, alla domanda di fondo su chi dovrebbe andare a Palazzo Chigi, gli italoviventi dicono che non è importante.
E il PD? silenzio, passività, Bettini. Alla fine, se qualcosa si concluderà, si dirà che ha fatto tutto Renzi e che si deve tutto a lui. L’unica cosa che balbetta il PD è che vuole la legge elettorale proporzionale e Renzi dice no: e tutto resta lì. Questa è la ‘linea’ del PD, o meglio del super consigliere Bettini, amico di Renzi.

Ma, come ho scritto prima, il problema è quali siano i contenuti, non i titoli dei punti di programma in discussione con Fico: i contenuti! L’unica cosa che gli italoviventi (corsari, ovviamente) fanno trapelare rumorosamente, come è loro abitudine, è che la gestione dell’economia è sbagliata: cioè, tradotto, qui si parla di nomi, non vogliono Roberto Gualtieri, che a me sembra l’ultimo dei giapponesi, e infatti è l’ultimo del PD, forse sordo a Bettini.
E dunque, i contenuti. Il punto è che, siano quelli che siano i contenuti, quello che poi deve gestirli è il Presidente del Consiglio, che è appunto quello che non solo viene tenuto fuori dalleinterlocuzioni’ sul programma dirette fatte e disfatte da Renzi, ma ci si riserva di nominarlo alla fine, cioè si pensa di indicare una persona che dovrà eseguire il programma, per di più scritto da altri.
Ovviamente gli italoviventi, contando sul fatto che la gente queste cose non le sa, citano i tedeschi, che, infatti hanno scritto un programma con tanto di calendario (loro sono raffinati e dicono “cronoprogramma”, così la gente non capisce) ma quel programma è stato scritto, tra gli altri, dalla signora Merkel, cioè da chi doveva realizzarlo. Qui si pretende di fare il contrario, come a suo tempo quando gli stellini erano amici cari di Matteo Salvini -lo ricordate Toninelli concentrato! Ma in realtà si gioca a poker. Si cede sulla sanità e Renzi vuole fare furoi Arcuri; si cede sulla scuola e Renzi vuole far fuori Gualtieri; si accettano lepropostesul piano di rinascita e Renzi vuole una bicamerale sul piano. Lo diceva anche Prodi: se accetti il ponte sullo stretto di Messina, Renzi vuole quello da Civitavecchia a Nuoro. E così via.

La logica invece vorrebbe che fosse il Presidente del Consiglio a decidere e dirigere. Ma se il Presidente del Consiglio nemmeno partecipa alla redazione del programma, come fa a dirigere il Governo, come prevede la Costituzione, ma come è anche elementare esigenza logica … se si fa sul serio.
Ma Renzi dice che non è importante il nome, per ora: è talmente poco importante che si sta discutendo da pazzi solo sui ministeri, e non sono voci, quando si sente di eliminazione di Gualtieri (un suicidio!) Bonafede (ottimo, ma non perché è “giustiliazista”, che non vuol dire nulla), Azzolina, Catalfo ecc., da sostituire, guada un po’, con Meb, Marcucci (cioè Renzi), Rosato ecc. Insomma, il programma è solo il solito mercato -lo diciamo tutti, cito il ‘Corriere’, ‘Repubblica’, ecc.

Non a caso i renziani e i loro amici attaccano la Costituzione, che secondo loro stupidamente -e perciò si dovrebbe cambiare tutto (puah!)- prevede una cosa sbagliata, e cioè che sia nominato prima il Presidente del Consiglio.
La Costituzione, infatti, dice che il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio. Lo nomina lui, indipendentemente da tutto e tutti. Non è un caso, badate bene, è logico. Il Presidente della Repubblica ha solo questo potere, di ‘fareil Presidente del Consiglio e di incidere decisamente sul Governo. È ovvio che il Presidente della Repubblica, che non è un pazzo né uno scemo, non nomina uno avversato dalla maggioranza dei parlamentari … ecco, dei parlamentari, non dei partiti.
Nella prassi, per ovvi motivi di rispetto della volontà dei partiti (ma dei partiti, non di raggruppamenti fittizi come gli italoviventi e gli eventuali “responsabili”) e per il loro tramite del popolo, il Presidente fa quelle ‘consultazioni’ che servono proprio a capire quale maggioranza e con quali obiettivi si possa formare (anche perché in un Parlamento eletto col proporzionale di maggioranze ce ne è più di una possibile!) e quindi, solo quindi, dare un incarico a qualcuno che, avuto l’incarico, prepara un programma e sceglie dei possibili ministri, che li indica al Capo dello Stato che nomina quelli che ritiene nominabili (il Presidente del, Consiglio ‘propone’ i ministri, non li nomina) e manda il Presidente del Consiglio a presentare programma e lista dei ministri al Parlamento, perché quest’ultimo gli dia la fiducia’.
Il voto sulla fiducia viene fattoper appello nominalenon per caso, ma proprio perché, partito a parte, ogni parlamentare deve decidere se dare o meno la fiducia, e potrebbe legittimamente decidere di non darla. Il parlamentare è, dice la Costituzione, rappresentante del popolo, non del partito.
Ottenuta la fiducia’, il Governo, diretto eindirizzatodal Presidente del Consiglio, svolge il programma.
Se si distribuisse nelle scuole una copia della Costituzione a tutti gli studenti, forse ci sarebbero meno analfabeti dei diritti.

Non per caso le cose più odiate da Renzi e dagli stellini, e in particolare dal primo che ha proposto una riforma costituzionale tesa appunto a rovesciare questa logica, tutta questa logica, e tesa a ‘semplificare’ le procedure legislative ed esecutive, cioè a sottrarre il Governo al controllo del popolo attraverso il Parlamento. A suo tempo, il popolo italiano (confesso la mia emozione a suo tempo e la mia ammirazione per i miei concittadini che capirono e respinsero quell’obbrobrio) respinse quella roba … oggi la confusione, specie comunicativa, è tale che non so come andrebbe. Quanto agli stellini, poi, siccome grazie alle fulgide idee del comico e di Casaleggio sono populisti e non amano il Parlamento (anzi, non lo vogliono affatto, come dice spesso Grillo e non solo), hanno ottenuto l’assurdità di una riduzione secca del numero dei parlamentari, il che servirà solo a complicare le cose, piuttosto che semplificarle. E ora puntano anche a fare passare (qui in pieno accordo con Renzi) una assurda norma per obbligare i parlamentari eletti a rispettare, anzi, a eseguire, le decisioni dei partiti: non del popolo, dei partiti!
E ora?

Ammesso che si riesca a scrivere un programma (silente il PD, ormai inutile!), si pretenderà che qualcuno accetti, non avendo partecipato a farlo, di portarlo avanti. Chi potrebbe accettare? Conte quasi certamente (il suo cinismo è immane), ma sarebbe un burattino nelle mani di Renzi, che dunque potrebbe anche accettarlo. Altri, se in un sussulto di orgoglio Conte-pochette rinunciasse, non ne vedo, a meno che alla fine dal cappello non si tiri fuori, a parte lo stesso Renzi (io non mi stupisco più di nulla) un altro personaggio passivo: perché non Giggino … ? pensate che bello!

Segnalo solo una cosa, o due. Siamo nel pieno di una epidemia mostruosa per la quale il Governo ha dato prove alternanti, ma complessivamente non disastrose, e per affrontare la quale si dovranno ancora mettere soldi a palate. Abbiamo una crisi economica senza precedenti e un piano di aiuti altrettale: che vuol dire gestire in vario modo quantità di denaro mai visto. Cosa credete che voglia Renzi insieme ai suoi affamati disperati, e cosa credete che stiano difendendo stellini e pidiini?
Chi pensa che si stia discutendo del bene del Paese?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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