giovedì, Dicembre 9

Crisi di governo: governo politico a guida esternA Un governo politico, ma ‘retto’ da un ‘esterno’ e con un paio di pezzi da novanta dentro. E allora, la desinenza di ‘esterno’ potrebbe essere una ‘a’. Sarebbe un governo Mattarella più qualcuno che non si vede ma che si sa che c’è, tipo Draghi

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Spiluccando da titoli e sottotitoli di giornali vari: ‘Non mi umilio per Renzi’, ‘Il gioco delle tre carte’, ‘Rientra in gioco Gentiloni’, ‘Lady Mastella litiga’, ‘Proviamo con una donna’ e infine, sublimemente volgare e inutile ‘Metterò il veto a Conte? No. La verità è che non mi cagano’.
La Francia esercita la prelazione e impedisce l’acquisizione dei cantieri francesi da parte di Fincantieri, che li ha pagati profumatamente. Quest’ultima notiziola sfugge ai più.
Eppure, è il paradigma di tutta questa vicenda, anzi, è il paradigma della nostra storia, almeno di quella recente.

Sorvolo sulla rozzezza brutale e maschilista, ma profondamente stupida, del ‘proviamo con una donna’. Che significa, perché, cosa cambia la gonnella? Beninteso, nulla esclude che si possa giungere a ciò, ma non, spererei, perché ha la gonna, ma perché abbia qualcosa da dire: si parla tanto di femminismo eccetera, ma è certo che ‘proviamo una donnaè la cosa più schifosamente maschilista che si possa dire, specie quando viene detto da una donna … mi viene in mente una che lo fa tutti i giorni, Lilli Gruber.

Comunque, tra le molte ‘voci’ che corrono ce ne è una, molto verosimile anche se disperata. Sergio Mattarella ha visto e sta vedendo lo sfascio totale del nostro ceto politico, e specialmente vede il pericolo terrificante di un altro pasticcio appiccicato con lo sputo e destinato a durare tre giorni, e davanti ha il semestre bianco. Incidentalmente, penso (e spero) abbia i brividi nella schiena ad osservare certe contorsioni e certi segnali, da cui potrebbe emergere una soluzione Di Maio. Perchè anche di questa ipotesi si parla, messa in giro specialmente dagli italoviventi (anche se non ‘cagati’, dicono loro), al doppio scopo di terrorizzare il PD e di spaccare gli stellini, che, consci responsabilmente, della gravità del momento, litigano come cani tra il ‘gruppo Dibba-Lezzi’ e il gruppo ‘Giggino-Patuanelli’ (Fico, battitore libero) perché non vogliono Di Maio a Palazzo Chigi o lo vogliono per ‘prendersi’ il partito … insomma non si sa: ciò che si sa è che litigano. Tutti litigano.

L’unico che si diverte come un pazzo è Goffredo Bettini. Direte che ce l’ho con Bettini. Sì, infatti: è il perfetto paradigma della nostrapolitica’, fatta di agguati, trattative segrete e non, inciuci, trucchi, colpi bassi, eccetera, diuominidietro le quinte, che credono di essere eminenze grigie e invece sono solo grigi, di democristiani che non hanno ancora imparato come si è democristiani, come dice Gianfranco Rotondi. Idee, progetti, ipotesi? Zero, via zero … ah no, dimenticavo: il predetto partecipa a sussiegose ‘interlocuzioni’ (ora le chiamano così) con Massimo D’Alema via Zoom, sui destini e gli obiettivi della ‘sinistra’ italiana, europea e, già che ci siamo, mondiale, ma su quali siano il tutto resta nel buio.
E comunque, il prode Bettini inciucia, si dà da fare, negozia, tratta, discute e strizza occhi qua e là, ormai a furia di strizzare non gli bastano più e se li deve fare prestare. Ora dice che Renzi è, , un fetente, ma si deve trattare con lui: geniale. E si va avanti così.

Ma, non l’ho dimenticata la donna. Ripeto: la sola idea che in una situazione del genere la proposta di soluzione consista nel ‘mettici una donna’ a me pare al limite del surreale, anzi, oltre. Ma, sorvoliamo su questo. Perché in realtà Mattarella, può avere tutti i difetti del mondo, ma in questo bailamme mostruoso ci si sa muovere: è folle doverlo dire, lo so, ma è la verità. Ci si sa muovere, ma ad alto livello: ecco, c’è una forbice tra lui e i burattini che si picchiano, immensa. Mattarella ha capito benissimo che ormai con questo ceto di buzzurri arrabbiati non cava un ragno dal buco e, per di più, diversamente dai predetti, legge i giornali. E quindi sta capendo bene, invero ha già ben capito, che qui la situazione non ha sbocchi seri e che la posizione dell’Italia sta diventando difficile assai: vedi i cantieri di cui sopra.

Da Bruxelles più che esterrefatti, ci guardano terrorizzati; se affondiamo (e stiamo facendo di tutto per farlo) ci trasciniamo dietro anche tutti loro; se ci danno i soldi e noi li sprechiamo in lecca-lecca (a leggere il piano di Conte, in gran parte è così) idem; se non ce li danno, figuriamoci: la troika? No, impossibile. Un’altra delle cose che i nostri politicanti, stellini e salviniani in testa, non capiscono è che anche la trojka è impossibile: chi ci si mette in questo casino mostruoso? E quindi hanno una paura tremenda e, giustamente, l’unica persona di cui si fidano, o meglio le uniche, sono Mattarella (non Conte, lui vuole farcelo credere, ma non è così … la signora Merkel ha finto di restare affascinata dall’invito in camera sua di Conte, ma la signora Merkel è una ‘lenza’ non dappoco, e ha capito, è il solito piacione italiano: in Germania li chiamano magliari, col ‘gl’ pronunciato ‘duro’) e, in linea subordinata, Mario Draghi e Carlo Cottarelli, forse Paolo Gentiloni.

Ma Gentiloni, e Mattarella lo sa bene, deve assolutamente restare dove sta: serve lì. Draghi in questo pasticcio non ci si mette.
Draghi è un banchiere, un economista e un monetarista, che conosce le cose economiche ed europee alla perfezione e che è abituato fare le cose, subito e bene; e quando dà un ordine, si aspetta che lo si esegua, non a caso ha messo in riga il brutale Weidmann. E giustamente non ci si mette. Non ce lo vedo proprio Draghi a mettersi a discutere con Renzi o con la Bellanova o con Giggino (pur se quest’ultimo lo apprezza, ricordate?) e sorvolo su Bettini! Ve lo immaginate Draghi che parla con la Azzolina o con Toninelli? Ma certo, però, una mano la può dare: già l’ha data pesantissima, dimostrando quanto vale, con un ‘semplice’ articoletto di due colonne sul ‘Financial Times’ … pensateci, ragioniamo sul serio. Che credete che quell’articolo ha risolto le cose? Questo lo può credere Giggino e Salvini. No, la cosa è molto più complessa: quell’articolo era solo il termine di un’operazione complessa, lunga, attenta e competente e gestita magistralmente. L’Italia dovrebbe dargli la medaglia d’oro al valor civile in triplice copia e fargli un monumento a cavallo in piazza del Quirinale, e invero anche l’Europa. Perché con quell’articoletto e con ciò che lo ha preceduto, parliamoci chiaro, ha salvato l’Europa, solo la signora Merkel lo ha capito subito, poi tutti gli altri … solo Rutte e Weidmann faticano ancora, ma si sa, cresceranno anche loro.

E dunque, pensare che voglia mettersi a Palazzo Chigi, lo escluderei. Ma potrebbe essere la gamba forte (magari anche invisibile) di Palazzo Chigi. Ma certo non di un Palazzo Chigi abitato da pochette o da Giggino (beh, forse da quest’ultimo … magari) o, figuriamoci, da Renzi. Che non ha mancato uno show infinito e ipocrita, giungendo al punto, davvero ridicolo e inammissibile, di fare il ‘bravo presentatore’, dando perfino la parole agli attori comprimari … alle spalle. Male, devo dire, malissimo che Mattarella lo abbi permesso: quell’intervento ha falsato tutta la cerimonia che pure Renzi dice di voler valorizzare perché istituzionale. Così le istituzioni sono nel fango, ancora di più di quanto non ce l’abbia portate l’ingorda ridicola caccia a chi si vende meglio da parte di Conte. Lo ho detto più volte: i due sono perfettamente identici quanto a idee, a ipocrisia e a gigioneria.

Quanto a Zingaretti che ha la faccia scura, ma non dice altro che slogan, peggio di Renzi, è evidente che il gioco lo guidano Renzi e Bettini. Ilpiù grande partito della sinistra italianaha deciso di non esserci più e di lasciare a qualchetecnico’, più o meno cattolico ufficiale, il Paese, in preminente forza di Renzi ‘cattolico’ di destra … filo-mussulmano!

E allora? E allora, forse, Mattarella ci sta pensando, ma non da oggi, ma da molto e con attenzione. E allora ciò spiegherebbe sia la ‘calma’ con cui ha preso in mano la crisi, sia la ‘pazienza’ con cui ha sopportato gli isterismi di Conte e lo lascia ancora sbattersi.
La partita potrebbe essere proprio quella (non dico che ci spero, ma è molto probabile): lasciarli spompare, strapparsi i capelli, e poi tirare fuori, non, si badi, un governo tecnico, quello servirebbe solo per le elezioni, ma qualcosa di molto più raffinato: un governo politico, marettoda un esterno e con un paio (non di più) di pezzi da novanta dentro, ma non in primissimo piano. E allora, la desinenza diesternopotrebbe essere unaa’: farebbe scena, e farebbe gioco, magari ammantandola di competenza, anche se non c’entra molto e magari è poca, ma l’apparenza spesso conta più della sostanza. Insomma, sarebbe un governo Mattarella più qualcuno che non si vede ma che si sa che c’è.
A quel punto, il prezzo, però, dovrebbe essere (credo che in tal caso non sarebbe mania di potere, ma necessità) una rielezione di Mattarella, perché tenere le fila di un meccanismo così delicato, e per di più con le elezioni di mezzo, potrebbe farlo solo lui.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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