mercoledì, Agosto 4

Criptovalute: quale futuro per le valute virtuali? Le valute crittografate sembrano avere dei giorni luminosi davanti a loro. Lo conferma il fatto che la Cina è avviata a diventare, tra le grandi economie mondiali, la prima ad avere una moneta digitale ufficiale, lo yuan digitale

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Che si voglia assumere una posizione critica o meno, è chiaro a tutti di come e di quanto il futuro delle criptovalute sia al centro di mille attenzioni da parte di esperti e comuni cittadini. È, di conseguenza, assolutamente non dubitabile che: da un lato le criptovalute stiano divenendo, sempre più, una consolidata passione per moltissimi investitori attratti dalle loro impetuose evoluzioni e, dall’altro, che la schiera che ingloba imprenditori e il mondo del capitale di rischio, stia sempre più allargandosi, visto il massiccio rivolgersi alla valuta virtuale.

Perciò, se vi è una cosa certa, è che il futuro delle valute virtuali, o, se si preferisce, delle criptovalute, non è affatto un argomento né rivoluzionario e, tanto meno trendy. In altre parole, è evidente che le valute crittografate sembrano avere dei giorni luminosi davanti a loro. Una posizione che trova solide basi, anche dal fatto che, perfino uno Stato come la Cina, è all’avanguardia in fatto di criptovalute. Non per nulla, una iniziativa che, senza dubbio, risulta essere tra le più avanzate al mondo, è proprio riscontrabile con lo yuan digitale cinese.

Certo, i probabili scenari che possono ruotare intorno alla criptovaluta, sono sempre ricchi di possibili evoluzioni ed involuzioni ma, d’altra parte, questa è, da immemori tempi, la regola primaria che vige nei mercati finanziari ed economici a livello globale. Di conseguenza, l’idea del futuro delle valute crittografate è un qualcosa di complessa definizione. Tra i vari possibili scenari, ovviamente, vi è anche quello che delinea un forte guadagno delle criptovalute prima di scomparire in un fiasco monumentale, causato dalla esplosione di una colossale bolla.

Pur tuttavia, lo yuan digitale, fin da quando venne dato l’annuncio della sua creazione, ha visto suscitare un fortissimo interesse, incrementato, poi, dal fatto che verrà ad essere emesso, addirittura, dalla stessa banca popolare cinese, e, dunque, avrà corso legale. Il sito https://yuanpaygroup.org/it, potrà essere molto utile a comprendere meglio. Di certo, i rischi associati alle criptovalute vedono, tra l’altro, la mancanza di una regolamentazione specifica, una non sufficiente documentazione informativa relativa alle perdite di capitale, fino ad arrivare ad aspetti di non poca rilevanza come, ad esempio, frode e riciclaggio di denaro.

D’altro canto, i detrattori delle criptovalute sono sempre pronti a sbandierare il fatto che le criptovalute siano solamente una grande bolla, pronta a scoppiare da un momento all’altro. Non dimentichiamo che, alla fine del 2017, il CEO di JP Morgan definì le criptovalute come la più grande truffa della storia e che il suo valore non si basa su alcun asset reale e il suo tasso di cambio non rappresenta il valore di una economia o una parità di potere d’acquisto. Inoltre, aggiunse che l’altissima volatilità dei suoi prezzi lo squalifica, per il momento, come bene rifugio.

Altro possibile scenario, riassume nei suoi tratteggi, un punto di vista che vede le criptovalute continuare a coesistere con le valute convenzionali, governate dalle principali banche centrali. In pratica, andrebbe a ridimensionare, e non di poco, il boom a cui, invece, sono predestinate. Infatti, in ogni caso, non si può negare il fatto che, oggigiorno, siano moltissime le persone che scelgono di investire in valute crittografate.

Trader, istituzioni, banche e individui, perciò, possono acquistare direttamente una criptovaluta e tenerla su un portafoglio, oppure possono scommettere su una valuta virtuale attraverso un derivato su una criptovaluta offerta da un agente di cambio. Come è noto, dopo anni di infinite discussioni interne e stipule di documenti riservati, è divenuto di dominio pubblico il fatto che la banca centrale della Cina è interessata alla creazione di una versione digitale dello yuan.

Di conseguenza, è assolutamente chiaro e lampante il fatto che, andando a concludere, la Cina è fortemente avviata a risultare essere, tra le grandi economie mondiali, la prima ad avere una valuta digitale ufficiale.

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