venerdì, Aprile 16

Crimea, 3 anni dopo cosa è cambiato?

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Sono passati tre anni da quel 18 marzo 2014, quando il presidente russo Vladimir Putin annunciò il riconoscimento del risultato del referendum della Crimea e della città di Sevastopol, con il quale la popolazione votò quasi all’unanimità a favore dell’unione con la Russia. E la situazione rimane la stessa, con l’Ue che continua a richiedere la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Lo ha dichiarato sabato l’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, in una dichiarazione ‘a nome dei 28 Stati membri dell’UE’, in cui «si ribadisce che Bruxelles non riconosce e continua a condannare questa violazione del diritto internazionale che resta una diretta sfida alla sicurezza internazionale, con gravi implicazioni all’ordine legale che protegge l’unità e la sovranità di tutte le nazioni».

Intanto Kiev ha ribadito che potrebbe introdurre sanzioni nei confronti dei politici europei in visita in Crimea. A dirlo il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa (Snbo), Oleksandr Turchinov: «I servizi segreti (Sbu) devono preparare e presentare al Snbo dell’Ucraina una lista di funzionari del Parlamento europeo, come anche di politici dei Paesi Ue, della Comunità degli Stati indipendenti (Csi) e dell’America latina, che stando alle informazioni diffuse dai media russi, sono venuti in visita per tre giorni in Crimea».

Intanto la Russia si muove: in corso un’esercitazione dell’Esercito in Crimea che coinvolge la flotta del Mar Nero e le forze aeree con il dispiegamento per la prima volta di tre divisioni in contemporanea. In totale ci sono 2500 unità e 600 mezzi militari.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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