sabato, Maggio 15

Cresce la paura per Ebola Riesplodono le violenze a Ferguson nonostante il coprifuoco. Oltre 1700 Yazidi iracheni accolti in Turchia

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 EBOLA GUECKEDOU CONAKRY GUINEA 2014

 

Secondo l’ultimo bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, datato 15 agosto, l’epidemia di Ebola in Africa occidentale ha raggiunto i 2.127 casi con 1.145 decessi. Per la Liberia il bilancio è di 786 casi e 413 morti, mentre in Sierra Leone i casi sono stati 810 con 348 morti. Alle forze armate della Liberia è stato dato l’ordine di sparare a chi cerca di passare illegalmente il confine, per entrare nel Paese dalla vicina Sierra Leone. La frontiera fra le due Nazioni è stata chiusa settimane fa nel tentativo di arginare l’epidemia di virus Ebola. Ancora nessuna notizia intanto dei 17 malati fuggiti lo scorso fine settimana da un centro di cura di Monrovia, attaccato e saccheggiato da uomini armati di bastoni e coltelli. «Anche stamattina siamo ancora impegnati nelle ricerche dei pazienti fuggiti dal campo, che non abbiamo ancora localizzato», ha riferito il Ministro dell’Informazione Lewis Brown. «La cosa peggiore è che quelli che hanno saccheggiato il centro hanno preso materassi e lenzuola impregnati dei fluidi dei corpi dei malati. Si rischia di ritrovarsi in una situazione difficile da controllare», ha sottolineato il Ministro. Brown ha quindi ipotizzato una possibile messa in quarantena del quartiere West Point, dove è situato il centro di cura, che conta quasi 75.000 abitanti. Alcuni liberiani hanno gridato slogan contro il Presidente Ellen Johnson Sirleaf, sostenendo che nel Paese non ci sia l’Ebola e che il virus sia un’invenzione dell’Occidente per opprimere gli africani.

La Commissione Ue ha annunciato oggi una serie di misure straordinarie per aiutare gli agricoltori europei colpiti dall’embargo russo di un anno sull’import di frutta e

verdura, deciso come ritorsione a seguito della crisi ucraina, l’importo si aggira intorno ai 125 milioni di euro. Kiev ha inoltre accusato i separatisti filorussi di aver causato numerosi morti civili sparando con mortai e lancia missili multipli Grad contro una colonna di rifugiati vicino a Lugansk, sulla strada tra Khriaschuvate e Novosvitlivka. I Ministri degli Esteri di Russia, Germania, Francia e Ucraina hanno nel mentre concordato il proseguimento, nei prossimi giorni, dei colloqui di Berlino svolti sulla crisi nella ex repubblica che riguardano il cessate il fuoco, le consegne di aiuti umanitari, controlli di frontiera più efficienti e condizioni per l’avvio del processo politico – al fine di arrivare a una formulazione reciprocamente accettabile. I quattro discuteranno anche la possibilità di fissare in un documento scritto alcuni accordi per poi riportare il tutto ai rispettivi capi di Stato.

Il Governo pachistano ha creato due commissioni che avranno il compito di cercare di negoziare con due partiti di opposizione che chiedono le dimissioni del Premier Nawaz Sharif e che hanno portato ad Islamabad decine di migliaia di persone in piazza, minacciando di lanciare una campagna di disobbedienza civile di massa. Il Pakistan non si trova per la prima volta a fronteggiare una situazione politica tesa e che vede da una parte una maggioranza molto forte e un’opposizione che gode di un nutrito sostegno tra la gente. I deputati del partito del leader dell’opposizione pachistana Imran Khan hanno intanto annunciato che lasceranno in blocco il Parlamento per protesta contro il Governo centrale.

Nonostante il coprifuoco, i manifestanti si sono scontrati ancora la scorsa notte con le forze dell’ordine a Ferguson, il sobborgo di St. Louis, in Missouri, dove un giovane nero di 18 anni, disarmato, è stato ucciso il 9 agosto scorso da un poliziotto. Il ragazzo è stato raggiunto da almeno sei colpi, di cui due alla testa e quattro al braccio destro. Il governatore del Missouri, Jay Nixon, dopo la notte di violenze e scontri ha deciso che arriverà la Guardia Nazionale per cercare di contenere le rivolte. Il Presidente Usa Barack Obama incontrerà nel pomeriggio alla Casa Bianca il Ministro della Giustizia Eric Holder, per essere informato degli ultimi sviluppi della situazione in corso.

Si combatte ancora attorno alla diga di Mosul, sebbene un portavoce dell’esercito iracheno, Qasim Atta, abbia annunciato oggi la riconquista dell’infrastruttura, caduta in mano ai jihadisti dello Stato islamico il 7 agosto scorso.

Mentre le forze aeree statunitensi hanno condotto quindici incursioni aeree in Iraq contro le posizioni delle milizie dello Stato Islamico nei pressi della diga di Mosul oltre 1.700 di yazidi in fuga dai combattimenti e dalle violenze sono stati accolti nelle  ultime ore in una tendopoli allestita nella Turchia sudorientale. La struttura si trova nel distretto di Midyat; in seguito potranno poi essere accolti in un campo profughi al termine di controlli medici.

Da oltre un mese esperti di Amnesty International e di Human Rights Watch stanno tentando di ottenere da Israele il permesso di entrare a Gaza, ma vengono respinti con motivazioni varie dalle autorità israeliane. Le motivazioni non sono note, quello che invece è certo è l’ultimo bilancio aggiornato delle vittime, si contano 2.016 persone rimaste uccise, tra cui 541 bambini, 250 donne e 95 anziani. Altre 10.196 persone sono rimaste ferite. Il Presidente egiziano Abdel

Fattah Sisi e quello dell’Anp Abu Mazen si incontreranno al Cairo sabato per definire le misure della tregua. Intanto A poche ore dalla pausa con Hamas, Benyamin Netanyahu si è recato nel Neghev occidentale per incoraggiare la popolazione che potrebbe presto trovarsi di nuovo esposta al fuoco palestinese da Gaza.

Julian Assange, che si trova all’Ambasciata dell’Ecuador a Londra da oltre due anni è pronto a lasciare in qualsiasi momento, appena questo assedio fuori cesserà e gli sarà garantito un passaggio sicuro.

«Ritornando a Roma dopo la mia visita in Corea, desidero rinnovare a lei eccellenza e ai suoi cittadini l’assicurazione dei miei migliori voti, e invoco la divina benedizione sulla sua terra». È questo il testo che Papa Bergoglio ha indirizzato al Presidente Xi Jinping, nel momento in cui l’aereo papale della Korean Airlines è passato sul territorio del Paese al ritorno dalla visita pastorale in Corea appena conclusa. È la prima volta in assoluto che un Papa sorvola la Cina, Paese con il quale la Santa Sede non ha rapporti diplomatici dall’epoca di Mao Tse-tung.

 

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