sabato, Settembre 18

Cresce il divario salariale in Australia field_506ffb1d3dbe2

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In Australia la differenza di retribuzione tra uomini e donne, a parità di lavoro, è arrivata a sfiorare il 19%, attestandosi al 18,8% nel corso di quest’anno. La percentuale, che si ottiene calcolando la differenza dello stipendio medio delle donne rispetto a quello degli uomini, non è mai stata così alta. Inevitabile, dunque, che la diffusione di questi dati provocasse un intenso dibattito non solo politico in un Paese che, dati alla mano, risulta essere uno dei più virtuosi al mondo sotto tanti altri aspetti.

Il PIL pro capite australiano, infatti, aggiustato secondo la parità del potere d’acquisto, è di 40.073 dollari, ovvero il decimo più alto al mondo; il tasso di disoccupazione è in parte stagionale ed è del 6,4%; l’Indice di Libertà Economica (Index of Economic Freedom) è il quinto al mondo, con un punteggio di 81,4; la qualità di vita è la più alta al mondo secondo l’OCSE, l’Indice di Sviluppo Umano (HDI) dell’ONU è 0,937, il secondo più alto al mondo; l’indice Freedom in the World australiano è il più alto in assoluto; l’indice di corruzione percepita è tra i migliori al mondo all’ottavo posto; l’aspettativa di vita è di 83 anni, la nona più alta, mentre la mortalità infantile è molto bassa, con un valore analogo a quello della media UE.

Stupisce quindi, almeno al primo impatto, che il divario salariale australiano sia così elevato, soprattutto se paragonato a quello europeo, maggiormente penalizzato dall’onda lunga della crisi economica internazionale. Il pay gap nell’Unione Europea è, infatti, del 16,4%, ovvero di 2,4 punti percentuali più basso, ma stupisce ancor di più l’analisi dei singoli Paesi. Tra i 28, l’Italia risulta essere la quarta nazione più virtuosa nel campo del divario salariale tra uomini e donne, con “solo” il 7,3% di differenza, la Grecia è al 13° posto (15%); la Francia è al 14° (15,2%), alla pari con la Svezia; la Danimarca è al 18° (16,4%); la Spagna è al 21° (19,3%); segue il Regno Unito (19,7%) mentre la Germania compare solo al 24° posto, con il 21,6% di differenza salariale.

Un report ufficiale dell’agenzia governativa australiana Workplace Gender Equality Agency (WGEA), appena pubblicato, fornisce dati e statistiche utili a comprendere meglio il fenomeno. In Australia, la paga media settimanale per un lavoro full-time (40-50 ore) è di 1.307$ per le donne e di 1.591$ per gli uomini, con una differenza netta di 284$ a settimana. Lo Stato più virtuoso in questo ambito è il South Australia, con un divario del 10,8%, mentre il Western Australia detiene la maglia nera con il 26%. Analizzando con maggiore attenzione i dati, si scopre che il settore in cui la differenza è minore è quello della cosiddetta hospitality, ovvero ristorazione e alberghiero (media del 7%), mentre quello dove è maggiore è il comparto finanziario e assicurativo (30,5%). Il divario salariale, inoltre, colpisce in maniera diversa a seconda che il lavoro svolto sia nel settore pubblico o in quello privato. Nel primo caso, infatti, la differenza di retribuzione si attesta al 12,2%, mentre nel secondo caso questa cifra sale al 21,3%. Studiando in che modo tale fenomeno colpisca le diverse fasce d’età, poi, il report della WGEA mostra come la disparità maggiore avvenga, mediamente, tra i 45 ed i 54 anni, mentre la differenza minore si trova nella fascia d’età compresa tra i 18 ed i 20 anni.

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