mercoledì, Giugno 23

Covid-19: vaccini, quella seconda dose di Pfizer e Moderna che fa protestare Un brutto pasticcio di cui si poteva fare a meno vaccinando almeno chi aveva già fatto la prima dose

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L’importante campagna vaccinale –l’unico strumento che abbiamo per uscire (forse) dalla pandemianon gode purtroppo di buona comunicazione e porta acqua al mulino dei no-vax e dei dubbiosi.

Infatti, dopo il pasticcio Astrazeneca di cui si è detto di tutto e il contrario di tutto a livello di fonti ufficiali, ora è la volta di Pfizer e Moderna.

Il Cts, Comitato tecnico scientifico, il 5 maggio scorso ha consigliato di spostare la seconda dose del richiamo da 21 (Pfizer) e 28 (Moderna) giorni fino a un massimo di 42.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha preso la palla al balzo e ha diramato una circolare in cui ‘consiglia’ ai Presidenti di Regione lo spostamento. Alcuni hanno spostato, altri no.

Nel Lazio, ad esempio, lo spostamento è stato di 14 giorni ed ha provocato, come in altre Regioni, fortissime proteste sui social, in Emilia – Romagna è stato di 35 giorni. Anche Liguria, Toscana, Piemonte e Campania hanno aderito allo slittamento.

Sempre nel Lazio si apprende che un gruppo di cittadini ha deciso di ricorre al Tar contro lo slittamento.

Ieri la Pfizer, tramite la dottoressa Valeria Marino, direttore medico della multinazionale, ha invece dichiarato di attenersi alla prescrizione di 21 giorni per la seconda dose, altrimenti la società non ne risponde legalmente e che comunque bisogna attenersi ai dati scientifici comprovati che riguardano, appunto, solo il richiamo a tre settimane e non oltre. Infatti, l’autorizzazione all’utilizzo è stata data solo per questo intervallo testato.

Molti gli attacchi al Ministro Speranza che ha motivato lo spostamento, con il fatto che già la prima dose dà una buona immunità e così si vaccinerebbero più persone con le dosi recuperate.

Però questo cozza con l’annunciato del prossimo arrivo alle Regioni di 2,2 milioni di dosi, in prevalenza Pfizer.

Sul web, con change.org, è addirittura partita, da parte di cittadini infuriati, una richiesta di abolire lo slittamento.

Nino Cartabellotta, Presidente della prestigiosa fondazione Gimbe, ha scritto che «ritardare la somministrazione di Pfizer e Moderna non è una indicazione scientifica, ma solo una strategia per fronteggiare la mancanza di dosi».

Il Generale Figliuolo, dal canto suo, ha risposto alla Pfizer che il piano vaccinale è di competenza governativa. Insomma, un brutto pasticcio di cui si poteva fare a meno vaccinando almeno chi aveva già fatto la prima dose.

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