domenica, Maggio 16

Covid-19, preparando il Consiglio europeo Il carniere comprende molte proposte. Non resta che aspettare a vedere come il Consiglio europeo di domani pensa di trovare una soluzione accettata da tutti

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All’incontro dei Ministri responsabili per gli affari europei, che si è tenuto oggi in via telematica come avviene da varie settimane per le riunioni europee, i termini più usati sono stati ‘unità, solidarietà, vicinanza’.

Lo ha detto Maros Sevcovic, uno dei Vicepresidenti della Commissione europea che ha partecipato all’incontro presieduto dalla presidenza croata dell’Ue.  Nell’accordo verbale con cui si è concluso l’incontro sono stati iscritti i tre principi «che dovranno ispirare i negoziati necessari per uscire dalla crisi ed affrontare le conseguenze socio-economiche della pandemia». Si è anche ricordato che ben 130 iniziative sono state messe sul tavolo e che nel complesso 3,3 trilioni di euro verranno iniettati nell’economia dell’Ue. Le proposte della Commissione europea per aiutare la ripresa dopo la pandemia, ha anche ricordato il vicepresidente, vanno ad aggiungersi al grande sforzo di coordinamento emerso dalle parole dei ministri che puntano su due obiettivi primari: la realizzazione di un ‘green deal’ per l’Europa come previsto e sollecitato dalla Commissione europea, e la ripresa dalle tragiche conseguenze del virus che ha messo in ginocchio molti paesi europei e non solo.

Se qualcosa di positivo emerge da questa esperienza terribile che l’Europa ha dovuto e deve affrontare è la consapevolezza, ha concluso Sefcovic, che i valori globali stanno cambiando e che l’Europa seguirà questa strada maestra mostrando di voler accrescere la sua capacità di produzione. Ma quanto tempo ci vorrà? L’auspicio della Commissione Ue è di accrescere le sue capacità di ‘fuoco’, intervenendo con un nuovo bilancio Ue, attualmente in discussione con il Parlamento europeo, che sarà ‘la pietra angolare della ripresa’. Una ripresa che vedrà in futuro convergere i piani nazionali, come sta avvenendo per tutte le iniziative prese per combattere il Coronavirus.  E ce ne sono oltre 130! C’è però un avvertimento importante: tutti questi ‘poteri eccezionali’ che l’emergenza e la repentina diffusione del virus ha reso necessari ‘vanno considerati temporanei!’.

La decisione è nelle mani dei capi di stato che nell’incontro del 23 aprile (e soprattutto nel vertice che si terrà a fine giugno a conclusione della presidenza semestrale dell’Ue attualmente nelle mani della Croazia) dovranno decidere non solo sulla gestione del nuovo bilancio quinquennale dell’Ue, ma soprattutto come arrivare in tempi non troppo lontani alla creazione di una politica fiscale comune nell’Ue coordinata dai 27 suoi membri per sostenere il mercato interno europeo. Lo ha detto il Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola in un dibattito online in cui ha anche parlato dei ’nodi’ che i governi devono ancora sciogliere anche senza parlare di eurobond.

I quattro punti sul tavolo dei ministri e domani dei capi di stato europei sono stati già discussi nei giorni scorsi dall’Eurogruppo dei paesi dell’euro.

1) Fondo Bei. Se sul fondo messo a disposizione dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) non ci sono problemi trattandosi di prestiti di lunga durata e a tassi ridotti, sul
2) Fondo Sure (la cassa integrazione guadagni proposta dalla Commissione europea con un aumento del bilancio Comunitario),  si tratterà invece di capire la disponibilità dei governi ad allargare i cordoni delle borse incrementando il proprio contributo ai fondi Ue. Non facile.
3) Recovery Fund:  Fondo per la Ripresa che servirà a sostenere il rilancio economico dell’Ue e che potrà arrivare fino a € 1500 miliardi garantiti dalla Ue da restituire ma a tassi molto bassi e in tempi lunghi (e su cui pare che la Germania inizialmente contraria sia ora d’accordo).
4) Ma il vero nodo da sciogliere sarà il quarto punto, la possibilità di fare intervenire il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilizzazione, un trattato lanciato nel 2012 che prevedeva interventi economici in momenti di crisi ma che non sembra adatto ad una crisi simmetrica come quella attuale. Ecco perché si è pensato alla ‘foglia di fico’ di ricorrere al Mes solo per aiutare gli stati che vi fanno ricorso per sostenere le spese mediche che hanno dovuto affrontare in seguito alla pandemia da Coronavirus.

In effetti, secondo Amendola, ci sarebbe bisogno di nuove politiche e di nuove idee, e soprattutto di interventi solleciti. Il Recovery Fund, proposta lanciata dalla Francia e appoggiato dall’Italia, non potrebbe ad esempio mettere a disposizione fondi prima di un anno. Si tratta di un fondo che va sostenuto da titoli sul mercato e che, secondo alcuni, dovrebbe essere inserito nel prossimo bilancio pluriennale dell’Ue. Ma su questo punto non tutti concordano. Secondo il commissario Ue Paolo Gentiloni il fondo potrebbe essere uno strumento comune e velocemente disponibile. Usando il bilancio Ue come garanzia, la Commissione Ue potrebbe emettere obbligazioni da vendere sul mercato per raccogliere i 1000 miliardi di euro da distribuire ai paesi che lo richiedono sotto forma di prestiti a tassi molto bassi.

E l’Italia? L’Italia secondo il Ministro «chiede tempi certi e altre forme di sostegno». E allora? Bisogna trovare strumenti innovativi per fare queste scelte. Come ha fatto la Commissione europea che ha fatto una cosa inaudita: ha sospeso il patto di stabilità data la gravità della crisi creata dalla pandemia. Uno di questi potrebbe essere il Fondo per la Ripresa ma anche le scelte che farà la Banca Centrale europea.

E il piano spagnolo presentato dal premier Sanchez? Esso prevede trasferimenti (non prestiti) agli Stati in base all’impatto del Covid sulla loro economia. Ma per realizzarlo sarebbe necessaria una completa armonizzazione fiscale nell’Ue.

Il carniere comprende molte proposte. Non resta che aspettare a vedere come il Consiglio europeo di domani pensa di trovare una soluzione accettata da tutti. Non sarà facile.

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