martedì, Maggio 11

Covid-19: la vita presa per la borsa Inguadati, poeticamente parlando, o in mezzo al guado e non solo perché mancano vaccini: all’universalismo dei diritti si contrappone un individualismo dei profitti

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Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile

Philip Roth

Del pari con le difficoltà dell’amore ai tempi del colera, la vita ai tempi della pandemia muta affetti e relazioni sociali, mortifica la cultura e l’istruzione tenute colpevolmente chiuse da un anno e oscura menti e coscienze di una specie umana sbandata, fragile, irritabile, aggressiva. Che ormai trova un ‘nemico’ in ogni altro simile. Dal tradizionale “come stai?” siamo al bíos del “tu in che fascia sei, ti hanno già chiamato per il vaccino? Ma quale, che AstraZeneca è?” ecc. ecc. Sullo sfondo, muovono forze e poteri, governi e denaro, salute scambiata con profitti, che aggiungono un che di ombroso in una pandemia che ci ha già cambiati. E non in bene. Enuncio alcune affermazioni introduttive di cui poi dirò: Entro quattro mesi, ad aprile, l’Italia avrà 10-15 (come fosse lo stesso) milioni di vaccinati” 31 dicembre 2020, speranze nel futuro; “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino. L’Italia è prima in Ue per numero di persone vaccinate” 15 gennaio 21, competizione nazional-sovranista; “Le notizie dalle aziende produttrici sono preoccupanti. Il numero dei vaccini consegnati hanno avuto un taglio importante. Faremo causa” 23 gennaio 21, ritorno alla realtà. Si incrociano nella vita al tempo dei vaccini politiche e gestione della crisi pandemica, potere dei produttori di farmaci salvavita, profitto del capitalismo e, laggiù, vita umana.

Tra ‘troppissime’ parole il mondo pandemizzato è inguadato’ tra mortifere ansie del passato e speranze vaccinatorie, con la variabile che tutto (s)piega di mega profitti dei possessori dei brevetti dei vaccini, i colossi mondiali del farmaco, in un triste mercato al rialzo del migliore offerente. Brevetti la cui proprietà intellettuale va tutelata ma non contro il benessere collettivo, curiosamente dimenticando che i laboratori ricevono finanziamenti miliardari con denaro pubblico dai governi, mentre vengono finanziati da noi con le tasse. Ma i governi poi si ricomprano i vaccini al prezzo imposto dagli oligopolisti del farmaco. Il contrario dell’utilità sociale. Dinanzi ad un tale disastro è stata chiesta la sospensione della proprietà vaccinale dinanzi ad un’evidente situazione di emergenza globale. Tutto il mondo sociale ed economico è comandato dai voleri di élite private che ricattano governi e collettività.

Un mondo a rovescio complice una politica subalterna, una stampa sempre meno indipendente ed intellettuali sovente a libro paga. Come fanno d’altronde i grandi colossi della distribuzione nelle piattaforme digitali, le compagnie di trasporto cibo e tanti altri. È il tanto decantato, dai neoliberisti, capitalismo, bellezza… Dove all’universalismo dei diritti si contrappone un individualismo dei profitti. Alcuni corollari. Il primo discrimine sui vaccini è dove si nasce. Se in ricchi Paesi contano le opzioni vaccinali sul mercato e le migliori strategie per vaccinare la popolazione. Nei Paesi poveri il problema è ben altro. Lì sperano che arrivi qualche vaccino, augurandosi che lo stanziamento ed erogazione di 7 miliardi di dollari devoluti dai paesi ricchi a quelli privi di risorse arrivino e vengano ben spesi. Non per solidarietà ed altruismo, ché vaccinare i poveri permette ai ricchi di accaparrarsi materie prime, in Africa soprattutto e riduce la diffusione di varianti del virus. Più interesse che gran cuore.

Secondo punto, la produzione in loco dei vaccini in alcuni Paesi o il trasferimento agli altri Paesi firmatari di contratti di fornitura. Verifichiamo l’azione dell’Unione Europea e dell’Italia. Da noi la nuova era Draghi doveva dare la sterzata radicale dopo la difficile ma anche fumosa gestione del governo Conte. In meno abbiamo Arcuri, in più il generalevetrinavivente di medaglie più di un albero di natale. Invece l’Italia ritarda, e le più o meno sgangherate Regioni si assolvono perché mancano dosi. Vero, ma solo in parte. A proposito, in un Paese serio il commissario generale non va in Lombardia ad affermare con una bugia che le cose vanno male ovunque… Eh no, vade retro, militare, abbi il coraggio di dire che i ‘lumbard’ forza italioti e leghisti sono da 1 anno incapaci.

Con presidenti confindustriali che con toni non ‘bonomi’ hanno da subito sparato l’anno scorso contro l’allora premier-pochette. Mentre lassù dove gira il dané non volevano zone rosse se no il pil scendeva! Moltiplicandosi i morti ed il capo industrialotto lombardo da Formigli qualche giorno fa tra i dentini stretti stretti ha dovuto riconoscere che lì qualche errore è stato commesso (qualche? errore? Si chiamano morti!). Ed avevano chiamato pure ‘i nostri’ rivelatisi brocchi, i Bertolasi, quello che “Antani come se fosse Antani, anche per il direttore, la supercazzola con scappellamento! – Come? – A destra, per due! Mi scusi dei tre telefoni qual è come se fosse tarapia tapioco che avverto la supercazzola?” nello straordinario Tognazzi, il Conte Mascetti, in “Amici miei”, con il ‘managerone’ a dire che a giugno tutti i lombardi saranno vaccinati! O le Moratti, non le sigarette ma la supermanagèr, a certificare che il pesce lassù puzza dalle teste di.. leghisti e forzaitalioti (remember Gallera?), per non dire dei camici di… famiglia! Con la centrale regionale acquisti, ‘Aria’… fritta leghista che si è pappata (da chi per farne che?) ca. 20 (!) milioni di euro per un portale di prenotazione inutile con i centri vaccinali vuoti di persone nelle città! Appunto, Antani… Che se succedeva al Sud… Con il sito di Poste Italiane gratis ed ora infatti usano quello, ma poi come si magnava?

Dirlo è doveroso: le tanto sminuite regioni Lazio (ve li ricordate i razzisti fascioleghisti urlare contro ‘Roma ladrona’, mentre si pappavano i lauti stipendi parlamentari?) e Campania hanno surclassato la ex efficienza lombarda, derubata di una medicina pubblica di territorio mangiata dai privati con aiuti di tante ‘comunioni e liberazioni’. Fatevene una ragione e state sereni, se non educati. Nessuna regione ha stranamente risposto al generalone, per poi offendersi per qualsiasi altra questione. La riduzione unilaterale di scorte vaccinali fregandosene di contratti molto, troppo vantaggiosi per i produttori che ci tirano il collo obbliga governo e media ai periodi ipotetici, così ‘se’ riceveremo vaccini faremo, diremo, potremo e giù numeri, somministreremo 100 mila dosi, no forse 250 mila, ma dopo Pasqua, forse a maggio, ma a giugno sicuramente (?) anche 500 mila. Insomma si danno numeri. Come diceva mio padre, “se” piccola parola dal grande significato. Usata dal generalone ma anche dal ‘Messia’ Draghi.

Speravamo in qualcosa di più. Del numero minore di dosi una cospicua parte è stata data ai molti amici degli amici (prima era tutto un “lei non sa chi sono io!”, mentre oggi si favoriscono coloro i quali si sa benissimo chi siano!), magistrati che minaccianorallentamento del lavoro se privi di copertura, con ministro Cartabia a dover intervenire!, avvocati ed affini, professionisti ed affini… ma non gli ultra 80enni e soggetti più fragili! E nessun permaloso presidente regionale a dir nulla, perché quelli sono voti, ma contro i Governi invece eh, mica le mandano a dire! Tranne in Lombardia, dove non essendoci un vocabolario Bertolaso-Moratti-italiano non hanno capito di che cosa parli tutto il mondo da un anno! Ripercorriamo alcuni passi salienti pandemici per ricordarci i fatti accaduti quando forse finirà, che auspichiamo non sapendone nulla di e per verificare la congruenza sui vaccini tra affermazioni e fatti, vale a dire il fidarsi o meno di chi ci governa.

C’è poi la figuraccia dell’Europa sui contratti e la sua mancanza di autorità verso i colossi farmaceutici per cui la mediocre Von der Leyen al guinzaglio di una Merkel declinante avrebbe dovuto pensare alle dimissioni. Con le sue scelte si sono acuiti ritardi italiani anche per colpa nostra. L’incapace Presidente europea il 19 marzo dinanzi ai ripetuti giochetti annuncia di “aver messo in mora” (cioè?) AZ causa ritardi nelle forniture. La medesima criticata ovunque per lentezze e ritardi (sospetti), ai media internazionali dichiara che manterrà la promessa (!!) di vaccinare il 70% degli adulti entro l’estate, arrivando con faccia tosta a dichiarare che se non ci fossero stati i contratti oggi la situazione sarebbe stata ancora più “devastante”. Roba incredibile, questa dipendente mediocre della Merkel addirittura ipotizza pure che non ci fossero contratti, quei fogli scritti che firmano due o più contraenti per un patto non fiduciario ma sancito e vergato, in genere con clausole e penali, altrimenti non onorabile! Inaudito e nessuno che ne chieda il licenziamento. Entro l’estate dice, mentre qui da noi si parla ormai di vaccinarci verso l’autunno, ma forse sarà l’inverno, o magari la primavera prossima… non ci sono parole. Qualche altra perla di questa modesta burocrate chiarisce ancor meglio. Sulla minaccia di bloccare i vaccini AstraZeneca verso Londra prodotti in altri paesi europei afferma che senza reciprocità non si va avanti, “altrimenti non posso spiegare ai nostri cittadini perché noi forniamo vaccini ad altri Paesi che li producono e da parte loro non riceviamo nulla” (la Repubblica 19 marzo 21). Alla domanda se dinanzi ad un’Europa che ha esportato 10 milioni di dosi verso gli inglesi, quante ne sono arrivate da lì, la tizia addirittura afferma che “da contratto con AstraZeneca era previsto che l’azienda consegni all’Unione sia da impianti europei che britannici, ma finora non abbiamo ricevuto nessuna fornitura”! e dopo settimane in cui dall’Europa non si fa nulla, la Commissione addirittura fa un atto di guerra, annunciando una lettera all’azienda sulle controversie come da contratto. A domanda: è la premessa di un’azione legale? La UVdL risponde “Abbiamo mandato una lettera di messa in mora ad AZeneca perché vogliamo attivare un (udite) processo strutturato di soluzione delle dispute”. C’est à dire, quindi, che vor dì? Lascio a chi legge pensieri e retro su formule vaghe favori ed elargizioni a colossi con contratti che neanche un ragioniere scriverebbe. Intanto resta da sottolineare che i contratti che dovrebbero garantire 470 e passa milioni di cittadini europei sono secretati, zeppi di omissis.

I soldi di ognuno di noi gestiti da figuri a cui non possiamo neanche render conto di ciò che fanno grazie a noi. Il tutto mentre Biden insediatosi tra tumulti golpistici il 20 gennaio 2021, qualche giorno fa ha comunicato che il 19 aprile saranno vaccinati l’80% degli americani. E i miei parenti di New York che qualche mese fa erano chiusi in una metropoli deserta oggi sono vaccinati confermandomi aperture quasi ovunque, anche cinema e teatri, qui sbarrati. Lo hanno fatto in meno di 4 mesi ed avevano l’eredità di Trump! Il quale va detto, oltre le parole fasciste incendiarie di circostanza, senza capir nulla della pandemia con migliaia di morti in più su una coscienza labile, aveva silente il 2 marzo 20 convocato i direttori esecutivi di Sanofi, Johnson & Johnson, Pfizer. Intanto il21 gennaio 2020 Fauci, il contestato immunologo newyorkese afferma: “siamo già (già) al lavoro per lo sviluppo di un vaccino… testabile sull’uomo in meno di 3 mesi contro i 20 di quello per la Sars. E l’Italia? È già infetta ma pure da noi si parla di un vaccino “È teoricamente possibile già da adesso metterlo a punto”, afferma Rino Rappuoli, direttore scientifico e responsabile del colosso farmaceutico GlaxoSmithKline (Notizie da la Repubblica 7 febbraio 2021). A Castel Romano due aziende potevano partecipare alla ricerca sul vaccino, la Takis srl e Reithera. Passiamo al 17 marzo 2020 con l’Italia chiusa da una settimana. Alfredo Nicosia già presidente di Reithera srl che ha laboratori attrezzati ed già prodotto 1 milione di dosi dimostratesi poi efficaci, dichiara che la società ”è pronta a iniziarne lo sviluppo”. Manfredi, allora ministro, suggerisce la costituzione di una società pubblico-privata, ne parla con Zingaretti. Viene firmato un protocollo tra Federico II, Reithera e Ospedale Spallanzani. Ora si tratta di trovare 8 milioni di euro. Spera  di coinvolgere il Consiglio Nazionale delle Ricerche che riceve dallo Stato 656 milioni di euro. Dunque con una spesa che inciderebbe per appena l’1,2%. Il 16 aprile il CNR firma il protocollo d’intesa. Conte al governo ci crede ma lo invitano alla prudenza, soprattutto ufficiali dell’intelligence capiscono che il vaccino non è solo una questione medica, scientifica e di sanità pubblica. Ma geopolitica. P. S.: le affermazioni iniziali sono di Giuseppe Conte il quale ha provato a gestire come poteva e sapeva. Poi arrivò Draghi grazie ad una congiura del solito ‘pugnalatore saudita seriale’ e qui stiamo. Inguadati, poeticamente parlando, o in mezzo al guado e non solo perché mancano vaccini. La storia non finisce qui….

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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