lunedì, Agosto 2

Covid-19: in arrivo un’ondata di povertà? Da Firenze a Udine iniziative nel nome di Padre Ernesto Balducci, ‘Osare per progettare il futuro‘. Le proposte di Tito Boeri e Maurizio Landini sulle strategie per la centralità e la riorganizzazione del lavoro, il welfare, politiche sociali e ambientali. ‘Testimonianze’ ricorda il fondatore e la sua visione planetaria

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Osare per progettare il futuro. C’è chi, in piena pandemia Covid-19, è preso dalla preoccupazione di come festeggiare il Natale, chi, preda di quella che Papa Francesco ha definito ‘febbre consumistica’, teme  per il consueto rito dei ‘regali di Natale’ e chi invece  si chiede se e dove potrà trascorrere le vacanze sulla neve nelle stazioni sciistiche. Ma c’è anche chi si pone il problema del ‘dopo’ in termini più realistici. Quindi, con la preoccupazione di come affrontare una crisi drammatica, che sta mietendo vittime e contagi in tutto il pianeta e, soprattutto come   ‘preparareil futuro. Che non potrà essere un semplice ritorno alla ‘normalità’ di un passato durante il quale gli eventi catastrofici   riguardanti l’ambiente la salute il lavoro si sono susseguiti fino allo sbocco attuale.

Tra questi,  la Fondazione Balducci, e la rivista ‘Testimonianze’, fondata da padre Ernesto Balducci, il padre scolopio  scomparso nel ’92 a seguito di un tragico incidente stradale a Cesena, uno dei promotori del rinnovamento ecclesiastico, e degli animatori di quella  grande stagione del cattolicesimo fiorentino che vide l’impegno sul fronte religioso  sociale culturale antifascista  e pacifista di figure straordinarie come l’Arcivescovo Elia Dalla Costa, mons. Enrico Bartoletti, Giorgio La Pira, don Lorenzo Milani, il prete operaio don Borghi, don Rosadoni, padre Turoldo e vari preti di frontiera, quelli che nel suo recente libro, di cui L’Indro si è occupato, lo scrittore Mario Lancisi definisce ‘folli di Dio – La Pira,Milani,Balducci e gli anni dell’Isolotto’ ( ed.San Paolo).

Quel grande intellettuale che sapeva guardare ai mali del presente per  prefigurare  il futuro secondo una visione planetaria ( L’uomo planetario, è uno dei testi più diffusi della sua  profonda riflessione),  nel ’90, guardando ai grandi processi migratori già in atto,  scriveva un saggio dal titolo ‘Un debito che dovremo pagare’. Questa del 1990 scrivevaè un’alluvione morale che sembra non lasciare scampo. Le acque oscure vengono da lontano, dai continenti della fame dove si vanno facendo più gravi le contraddizioni di un sistema politico ed economico mondiale di cui noi godiamo l’iniquo vantaggio. Fino ad oggi siamo riusciti a tenerle al di fuori del raggio visivo, ma ormai esse si propagano, lacerando dall’interno le strutture della società del benessere.

Ogni volta che rifletto sulle cifre fornite dagli esperti, secondo le quali il 20% degli abitanti del pianeta consumano l’80% delle risorse a disposizione dell’umanità, è come se sentissi un remoto rumore di valanga. L’umanità è un corpo vivo, ed è un corpo unico. Essa provvede da sé, con la forza del suo slancio vitale, a ristabilire gli equilibri, così come avviene nel corpo fisico della terra attraverso gli sconquassi sismici. In termini conformi al linguaggio giuridico, si potrebbe dire che il diritto naturale tende per forza sua a sgretolare gli ordinamenti positivi con cui i popoli del privilegio credono di legittimare sé stessi. Padre Balducci concludeva la sua riflessione con queste parole che in parte riecheggiano quanto già La Pira andava sostenendo circa la ‘collera dei poveri:  «Si può pretendere da uomini e donne spinti dall’esigenza primordiale della sopravvivenza che rientrino nelle norme di controllo dello Stato in cui cercano scampo? No, non si può. Ecco le contraddizioni da cui pare impossibile uscire. Per uscirne infatti si dovrebbe rimettere in questione l’intero sistema politico internazionale. Ed è questa l’unica meta che dà dignità alla politica».

Questo suo scritto lo ritroviamo nell’ultimo numero del quadrimestrale ‘Testimonianze’, appena uscito, e in buona parte dedicato alle riflessioni ed alle iniziative sul tragico momento che il mondo sta vivendo. Tra queste, merita senz’altro una segnalazione, il Convegno tenuto dal Centro Balducci su come ‘Osare per progettare il futuro. Un convegno tenutosi in presenza di alcuni esperti nei vari settori (lavoro, migrazioni, società), con interventi on line, tra i quali Marina Brollo, ordinaria di Diritto del Lavoro, Università di Udine, Maurizio Landini, segretario generale CGIL, Marco Omizzolo, sociologo, esperto in migrazioni e l’economista Tito Boeri.

Come avvenne con la rivoluzione industriale, spiegava nella sua introduzione Valeria Filì, ordinaria di Diritto del Lavoro, Università di Udine – anche oggi ci troviamo  alle prese  con profondi cambiamenti:  la pandemia ha guastato la festa,  consegnando a noi una nuova questione sociale, accrescendo il senso di precarietà,  la disoccupazione, l’espulsione dal mondo del lavoro, la trasformazione dello stesso, la crisi del lavoro autonomo. Insomma, la pandemia ha tolto il velo.”  E oggi sono aumentati i dualismi  all’interno del mondo del lavoro o, come lo definisce Boeri, del non lavoro”.  Già la rivoluzione tecnologica – sostiene l’ex presidente dell’INPS –  aveva introdotto cambiamenti profondi, che la pandemia ha portato alla luce, a cominciare dalla disoccupazione di lunga durata, che non può essere affrontata solo attraverso misure ( in molti casi necessarie) di assistenza o di cassa integrazione, o le nuove disuguaglianze introdotte dal lavoro remoto, o alle tutele  che non hanno i rider e altre categorie sociali, anche lavoratori autonomi  sospinti verso la soglia  di povertà. Boeri indica nuove misure e nuove forme organizzative, anche  attraverso luoghi di co-working, cui devono concorrere i Comuni con i piani urbanistici.

Il tema che sta a cuore a Maurizio Landini, è la centralità del lavoro umano, anche quello considerato più umile, la  cui importanza  si è vista proprio durante la pandemia, ma centralità  significa anche discutere su cosa si produce, perché si produce, se le produzioni  hanno una sostenibilità sociale e ambientale oppure no. E’chiaro anche per lui che bisogna andare verso nuovi modelli di organizzazione dell’impresa. Il cambiamento superaccelerato ci ha mostrato le disuguaglianze e la fragilità  di un sistema economico e produttivo affidato esclusivamente al mercato, che richiede una adeguata iniziativa del pubblico ( lo si è visto  riguardo al sistema sanitario, scolastico e della formazione professionale).

D’accordo con Boeri: occorre rivedere lo Statuto dei Lavoratori estendendo l’area delle tutele ( a qualsiasi persona  che lavora,  in forma subordinata o autonoma), affrontando anche il modello organizzativo. Le nuove frontiere riguardano le grandi transizioni: tecnologica ( oggi in mano alle grandi multinazionali), welfare ( sanità, salute, sicurezza), scuola (formazione) e ambiente: che significa aria, terra,acqua, economia  circolare e riuso.  L’obbiettivo, secondo Landini, è un  nuovo modello sociale che superi le disuguaglianze in Italia e in Europa e favorisca un ridisegno geopolitico.  Centralità del lavoro tutela della salute e dell’ambiente,  accoglienza e solidarietà  sono  le tematiche riaffermate in questo  convegno del Centro Balducci.  

Ma questo numero di ‘Testimonianze’ riferisce anche di una singolare iniziativa di un giovane sacerdote, don Ravagnan, 26 anni, che dalla sua parrocchia di Busto Arsizio sta celebrando messe in streaming. E le sue prediche, su temi socio religiosi,  lanciati all’insegna del motto ‘Aver fede non è da sfigati’, sono seguite  da circa 100-150 mila fedeli su Youtube e Instagram. Di questo impegno diffuso ne parlo brevemente con il Direttore di Testimonianze, Severino Saccardi. “Questo numero della rivista contiene ricordi  che ci restituiscono la profondità delle  intuizioni e lavisione planetaria di padre Balducci. E’ una visione che ritroviamo anche in Papa  Francesco. Proprio ora sono di ritorno da un dibattito al Circolo  Arci Vie Nuove di Firenze,  che aveva per oggetto la sua ultima enciclica ‘Fratelli tutti’, della quale sono state letti alcuni brani. Si è trattato di un incontro a più voci in video conferenza al quale   hanno partecipato Enzo Bianchi, Vannino Chiti, Marinella Perroni, Lucetta Scaraffia. Coordinatori il sottoscritto e Piero Meucci. Per quanto ci riguarda cerchiamo di diffondere la conoscenza  del pensiero di papa Francesco e  di promuovere, nel solco della nostra storia  e tradizione, iniziative di approfondimento sulle tematiche che  percorrono il mondo e angustiano  popoli e comunità  diverse. Saccardi, con la modestia che lo contraddistingue,  riconosce che   in questi anni, quella di padre Balducci  e di Testimonianze è stata una buona semina,  tant’è che in varie parti si trovano centri, gruppi, comunità, iniziative che si richiamano alla sua illuminante figura, come il Centro Balducci di Udine, che ha promosso  il Convegno sul lavoro e la pandemia, o varie altre. Di fronte alle sfide che  attendono  tutti,  e che richiedono un profondo cambiamento, non possiamo restare né passivi, né indifferenti. E’ auspicabile che l’intero fronte progressista , nella sue diverse componenti culturali, sociali, religiose e politiche, si muova  con fantasia  coraggio e  dinamismo”. 

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