sabato, Settembre 18

Covid-19: i profitti dei vaccini sulla salute Con evidenza prevalgono opachi interessi reciproci che si coprono, delle convergenze immorali di interessi…che l’Europa sia non solo incapace ma impigliata a difesa di interessi di pochi con azioni a dir poco ambigue. Un complotto? No, è il capitalismo, bellezza….

0

Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto;

è quanto mi hanno dato al posto di un fucile.

Philip Roth

Molti pensano, non sapendo, che la sociologia e le scienze sociali non servano, vuote parole lì dove è necessaria la concretezza. Una vulgata comune, di cui sono responsabili i tenutari accademici ed istituzionali della disciplina, dove le carriere individuali superano l’interesse generale. Perché ne parlo a proposito dei vaccini, dei brevetti, del bene comune? Perché penso a John Nash, eminente matematico americano Nobel per l’economia. E pure vincitore dell’Abel Prize, sofferente di una grave forma di schizofrenia che nel 1959 lo porta in una struttura psichiatrica. Il suo contributo è per la vita di tutti i giorni sulla natura delle informazioni che orientano il caso ed i processi decisionali nei sistemi complessi con la ‘Teoria dei giochi’, faccenda seria ed interessante sui modelli di cooperazione ed i comportamenti che applichiamo alla vita sociale. Ossia tutto ciò che sperimentiamo ogni giorno anche se non lo sappiamo.

La vicenda dei vaccini si avvicina ad un enunciato di Nash secondo il quale a parole “bisogna cercare il meglio per sé tenuto conto anche del profitto per gli altri”. Pare facile, in sintesi è l’“equilibrio di Nash” rompicapo per le scienze sociali. Il caso vaccinale si presta per l’incongruenza dei boss farmaceutici che prendono il meglio per sé da contratti miliardari, mentre il profitto per noi sarebbe costituito da un bene extraeconomico come rimanere in vita. Qui le cose si complicano ma le tralascio.

Dunque il Covid-19. Parlarne, con-viverci, significa provare a capire qual è il mondo sociale che abitiamo. Con la variante seria nella comico-tragica vicenda dei vaccini di denaro e mega profitti vendendoci la vita. Anche giusto, ricerca e sviluppo costano, peccato che molti dimenticano che i finanziamenti sono pubblici pagati con tasse! E qui una barzelletta di Bucchi dove un mago consulta una palla di vetro che è la Terra attorno a cui girano simboli del dollaro con la scritta “Il mago AstraZeneca aveva previsto la variante inglese del contratto”. Perché parlare dei vaccini significa denaro. Facciamo qualche ripasso. Con le settimane di mancato invio dei vaccini, le controindicazioni che ne bloccano per poi ripartire i diversi prodotti, si alimentano dubbi in una popolazione già non serena sulla partita vitale nella fase di somministrazione vaccinale, sì, no, forse, quando sarà possibile, intorno al vaccino anglo-svedese AstraZeneca (sarà la componente Brexit a prevalere…), ormai a Napoli e dintorni denominata AstraZeppola, che un mio caro amico denomina Arzachena. Ora superata da J&Janch’essa stoppata per 6 (!) casi trombotici su milioni di somministrazioni in America. Vicenda cominciata con trionfali dichiarazioni prosegue tra ritardi ed inganni sulle quantità, ridotte in Italia di un terzo, con l’evanescente Europa responsabile della volatile credibilità per risibile competenza, non casuale, sui contratti.

Con le minacce di Draghi di blocco delle scorte per l’estero prodotte in Italia alle ditte inadempienti. E l’Europa che ha fatto finta di ‘benedire’ un eventuale blocco, di fatto accodandosi al presidente italiano che però avrebbe poi dovuto seriamente bloccarne l’uscita verso l’Australia. Poi è cominciato il teatrino mediatico dell’associazione trombosi-vaccino AZ, quando pare (boh) che quello Pfizer forse sia più letale. Letalità dello zero zero zero qualcosa. Quindi di che cosa si parla? Forse di motivazioni meno nobili di una guerra vaccinale a suon di profitti megagalattici. Inizialmente AZ viene valutata da Ema, l’ente europeo di validazione dei farmaci sotto pressione dai governi, somministrabile fino ai 50 anni. No, passa qualche giorno e si arriva ai 55. Poi 60 ed oltre. Forse ce la fa ad entrare nella fascia giusta senza essere magistrato, avvocato, professionista, amico di… parente di… No, contr’ordine compagni, si diceva una volta, il vaccino AZ non va sotto 60 anni e non alle donne (sarà un vaccino maschilista…). In questo atroce balletto tutto mi è chiaro: non ci capisco più nulla, nonostante mi informi il più possibile. Mi vacilla la razionalità ed allora accolgo l’imponderabile: toccherà a me schiattare? La vita è una roulette russa, che non dorme mai…

Altre considerazioni sugli effetti collaterali più letali dei bugiardini, quelli dei bugiardi produttori dei vaccini. Con il denaro si compra tutto, accesso alle stanze che contano, affari illeciti, relazioni con amici e politici. Storia antica. E rispettabilità, reputazione, credibilità, i fondamenti della fiducia. Si compra pure la vita degli altri, le loro anime, corpi, menti. Il denaro compra le persone ed i loro ideali. Il denaro determina un’equivalenza tra le cose ma provoca pure uno squilibrio tra le persone. L’unica cosa che non si può fare è comprarsi la morte, unica pratica democratica universale. Ma si possono comprare migliori condizioni del morire. Perché un conto è morire tra agi e comodità, altro tra macerie, bombe, territori scomparsi, nebbia dell’esistenza. Paradossale, morire stando bene o stare bene per morire meglio, piuttosto che malandati con cronicità. Lo scarto è ciò che può garantirti il denaro che possa alleviare l’incontestabile finale di partita, sola modalità della vita su cui, finalmente!,nessuno può profferir verbo.

Qui siamo, sospesi tra un passato di sfumati ricordi, un presente di inoppugnabili pesantezze ed un futuro… ecco il futuro, che cosa è, che forma ha, di che colore lo coloreremo, come ci arriviamo, quando lo vedremo. Al tempo del virus riscriviamo la nostra storia tra sconfitte e speranza, grande locuzione cristiana a cui molti si votano. Ché senza speranza non si vive, speranza, non il ministro, l’illusione di poterciaggrappare a qualcosa, qualcuno. Che ci sia qualcosa a cui aggrapparci. Come per la fiducia, senza la quale albergheremmo un’afasia relazionale. E qui un’altravignetta, di Bucchi, che con Altan sono forse le unichescuse per comprare ogni tanto una Repubblica brutta sciatta, scritta male con una proprietà che non mi piace. C’è un uomo affranto a testa china dinanzi ad una bottiglia mezza scolata che dice a proposito della “Incertezza dei ritorni: che poi la mia vita in presenza è stata una catena di fallimenti”… Una distanza che assolve. Ma chissà mai quanti riusciranno a riprendersi segregati in casa e non fallire più. Noi umani, mentre i rapaci padroni del mondo speculano e si arricchiscono in forme insopportabili. Sperando in un chiarore nel buio interiore perché la speranza è la manifesta assunzione di un’impotenza di chi non trova altro a cui aggrapparsi, un gancio immaginario nell’oppressiva ed opprimente realtà a cui appendere una vita alternativa che non esiste.

Insomma pare lo sfogo del ‘vorrei ma non posso’, del ‘tanto è tutto inutile’, dello smarrimento che scolora in indifferenza, assuefazione, capo chino, servitù volontaria. Ma poi come si dice, c’è la dura realtà e qui occorre essere il più attrezzati possibile a provare a capire che accade, potendo poco e non contando quasi nulla, ma almeno essere fregati con stile, non stupendosi, fottuti ma informati! Provando a lottare, soli o uniti, quando possibile. Quindi per una riflessione sulla salute al tempo dei profitti sanitari parto da una ‘gallina’. Anzi ‘dalla’ gallina. Non il bipede con cresta che becchetta tutto, no, un altro tipo di bipede con crestona invisibile che becchetta altro. Questa si chiama Sandra Gallina ed è a capo della direzione generale Salute della Commissione europea, colei che ha negoziato con Big Pharma i pessimi contratti sui vaccini di cui dovrebbe essere costretta a render conto. La responsabile operativa su input della Presidente Ursula Von der Leyen del disastro su logistica e distribuzione dei vaccini in tempi e quantità certe, con contratti scritti in modo tale da non ‘urtare’ i colossi farmaceutici, privi di vincoli chiari e certi, con pagamento di penali, ecc. Sbadataggine? Viene il dubbio. Legittimoperché Ella il 22 marzo (Domani dixit) partecipa in incognito (come una ladra), “ad un incontro sui brevetti dei vaccini con l’industria farmaceutica” con il titolo adamantino, ma sforzandosi si comprende, “Tutela e valorizzazione della proprietà intellettuale”, ovvero tenersi stretti i brevetti ed a caro prezzo come accaduto. Incontro molto riservato di un circolo lobbistico presieduto da un ex ministro del berlusca. Strano che la Gallina nega di esserci andata. Come mai? Incontro online con clausola di riservatezza.

Il dubbio si rafforza perché la Commissione “è tenuta a rendicontare i suoi incontri ed i direttori generali devono dichiarare gli incontri con le organizzazioni”. La Gallina nega ma il ‘Corriere della Sera’ ne conferma la presenza. Ma c’è di più, perché compare allo stesso panel pure una “participation of AG Petruzzella in an industry led event”, industria, perché c’è non a caso Farmindustria. Si è discusso di brevetti e vaccini, non di salute e vaccini e brevetti. Due lobbisti di associazioni impegnate nella trasparenza delle istituzioni europee, Alberto Alemanno per The Good Lobby e Olivier Hoedeman per il Corporate Europe Observatory, scrivono a Koen Lenaerts, giurista fiammingo che presiede la Corte di giustizia europea. Sì perché il Petruzzella è avvocato generale della Corte di giustizia Ue e Vice presidente di Aspen Institute Italia.

Nella lettera si legge “Esprimiamo preoccupazione per la partecipazione di un membro della Corte a un panel con l’industria del farmaco. Difficile non ritenere quel panel un evento di natura lobbistica: la partecipazione di europarlamentari in veste di uditori corroba l’idea che il seminario fosse volto a influenzare il ‘decision making’ dell’Ue sulle regole di proprietà intellettuale sui vaccini”. Alemanno afferma: “il ruolo di influenza dei think tank il cui modello si basa sulla facilitazione di incontri tra portatori di interessi e decisori”. Cioè Big Pharma ed Unione europea. I due estensori affermano inoltre di non ricordare precedenti simili con altri membri della Corte. Sintesi: AZeneca toppa sui vaccini, ne invia molti meno di quelli forse pattuiti, i contratti sono secretati, non si conoscono i termini ed i favori forse elargiti. Pfizer e Moderna firmano altrettanti contratti miliardari e le quantità di dosi oscillano, e noi non sappiamo nulla. Chiunque di noi a metà aprile 2021 per molto meno sarebbe già stato perseguito e denunciato, ma qui con evidenza prevalgono opachi interessi reciproci che si coprono. Intanto non ci possiamo vaccinare come vorremmo. I volutamente incapaci responsabili europei a giugno non rinnoveranno il contratto con la ditta anglosvedese! Punto, tutto qui. Se non sono queste delle convergenze immorali di interessi…che l’Europa sia non solo incapace ma impigliata a difesa di interessi di pochi con azioni a dir poco ambigue emerge con chiarezza nelle parole del Prof. Pagano del Forum Disuguaglianze e Diversità (il manifesto 14 marzo 21) secondo il quale “sulla sospensione dei brevetti (richiesta da più parti, mio) siamo davanti ad un’assenza di trasparenza totale”. Con l’aggravante per il voto contrario alla proposta di India e Sud Africa al Wto, organizzazione del commercio mondiale, di sospendere i brevetti sui vaccini anti Covid per pressioni dei farmaceutici. Con l’ausilio di tutti i voti europei contro quella proposta, benché non si sia formalmente votato.

Gli anni ’90 sono centrali per molte delle dinamiche odierne perché nel 1994 è sorto il Wto ed i Trips, l’accordo del mondo occidentale per la tutela della proprietà intellettuale e brevetti con scienza e mercati chiusi dove domina il brevetto industriale. Poi la conclamata cessione brevettale di Moderna e AZeneca sono trovate propagandistiche, con Bill Gates che lo aveva imposto “per poi fare mecenatismo: in pratica ricicla in beneficenza i proventi del brevetto stesso”. Risultato? Non abbiamo sufficienti vaccini, al netto degli italioti che lo hanno fregato ai bisognosi. Ed aumentano gli auspici sui ‘miracoli’ vaccinali “qualora.. se… quando”, tra generali o caporali, ritardi ed arrivi di vaccini, i governi si barcamenano, il caos aumenta, esasperazione e rabbia esplodono in forme dure, tra bisogni reali e strumentalizzazioni di destra. Un complotto? No, è il capitalismo, bellezza…. Intanto, nel mappamondo c’è un’isoletta colorata ed accogliente, con ideali trasmutati in un regime autoritario, dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato la somministrazione di un vaccino, che si chiama ‘Soberana’, Sovrana, l’isola è Cuba, querida presencia… Alcuna nostalgia, ma un apprezzamento non ideologico per un vaccino che sarà somministrato a tutti.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

End Comment -->