domenica, Settembre 26

Covid-19: gallerie, musei e teatri in streaming, ma fino a quando? La diffusione dei contagi e i ritardi nelle vaccinazioni allontanano la data delle riaperture, ma il mondo museale e dello spettacolo è allo stremo. Programmi e idee di Uffizi Accademia e Museo del Novecento non mancano, ma rischiano altri stop

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Michelangelo, Brunelleschi, Anna Maria Luisa de’ Medici, ed altri ancora, tra cui il nuovo Leonardo televisivo: sono ancora loro a tener viva l’attenzione in questo periodo di crisi pandemica e di incertezze sul futuro prossimo, a suggerire iniziative d’ogni tipo, storico, artistico, teatrale. Ciò avviene, rigorosamente in streaming, mentre il personale dell’Opera  (circa 350 persone) che gestisce biglietterie, book shop accoglienza e comunicazione dei grandi Musei, manifesta con striscioni e cartelli davanti agli Uffizi deserti, temendo una inattività senza limiti, 200 di loro hanno un contratto a tempo indeterminato, eppure nessuna certezza sul proprio futuro. Per i restanti 100, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente.

E’ vero che il Ministro Dario Franceschini ha indicato la data del 27 marzo per la riapertura e di musei e sale teatrali e di spettacolo, pur con tutte le misure di sicurezza possibili, ma è altrettanto vero che molte di queste attività – a Firenze e in varie parti del Paese – non riapriranno, lo hanno già preannunziato, senza avere la certezza di un futuro che non sia uno stop and go continuo, estenuante, stressante sotto ogni profilo. Perché non tutti hanno potuto mettere in atto le misure di sicurezza che un ente importante come il Maggio Musicale Fiorentino ha potuto fare attraverso  l’effettuazione di più di 10 mila esami sierologici, sui dipendenti e sugli artisti e collaboratori impegnati dall’agosto del 2020 nelle diverse produzioni, andate in scena rigorosamente in streaming, operazione che ha interessato 350 persone, resa possibile da un accordo con l’azienda farmaceutica Menarini, che ha fornito i kit sanitari richiesti. Ma se il Maggio ha potuto registrare opere come OtelloLinda di ChamounixRigoletto e numerosi concerti sinfonici, altrettanto non han potuto fare altri teatri e musei il cui  personale  è sottoposto alle  regole generali stabilite.

Ma torniamo ai nostri grandi del passato, che non è solo fiorentino, ma mondiale, citati all’inizio. Parliamo del compleanno di Michelangelo Buonarroti, avvenuto il 4 marzo del 1474, passato  tra l’indifferenza ( o quasi) generale. Ebbene, il 4 marzo scorso, la Galleria dell’Accademia che ospita il David e altri capolavori del Genio, ha ricordato quell’anniversario, facendo un bilancio delle iniziative portate avanti dall’Associazione Amici della Galleria, nata 4 anni fa, da un’idea di Cecilie Hollberg, direttore del museo, per sostenere le attività di questa importante istituzione, coinvolgendo i giovani, i fiorentini, gli italiani e i tantissimi stranieri che adorano proprio questo museo: un modo per riappropriarsi dell’Accademia, di viverla. Oggi conta circa 350 soci (tra soci fondatori, ordinari, aderenti e under 28) e dal 2019 aderisce a Fidam – Associazione Italiana Amici dei Musei.

L’anniversario michelangiolesco è stata dunque l’occasione per rilanciare l’attività dell’Associazione presieduta da Fausto Calderai, cui si devono conferenze,  convegni, momenti musicali interventi di restauro e l’acquisizione   del busto marmoreo ritraente Giovanni Battista Niccolini, opera del celebre scultore Lorenzo Bartolini. L’ultimo evento, una tavola rotonda sul copyright David, l’immagine protetta e Arte fra mercato e museo. L’altro grande Museo – la Galleria degli Uffizi –  ha colto la Festa internazionale della donna, per  diffondere tramite Facebook  un video  che racconta le storie di Caterina de’ Medici, Vittoria della Rovere e Anna Maria Luisa de’ Medici: tre personalità più forti del loro tempo e per questo entrate nella storia. Sui social del museo, visibili anche oggi un cortometraggio, una diretta e tanti post a tema. L’assistente museale Carolina Forasassi,  racconta, attraverso i loro ritratti, la storia di tre donne straordinarie che hanno lasciato un segno: Caterina de’ Medici: nata a Firenze nel 1519, diventerà la prima regina italiana di Francia, Paese nel quale porterà raffinatezza, cultura e il gusto fiorentino per il bello. La seconda è Vittoria della Rovere, nata a Pesaro nel 1622, favolosa ereditiera del ‘600. Ultima discendente del Ducato di Urbino, che porterà alla famiglia Medici e a Firenze una dote prodigiosa: settanta carri stracolmi di oggetti d’arte e dipinti straordinari provenienti dal Palazzo Ducale di Urbino e dalle dimore del suo ducato, oggi custoditi alle Gallerie degli Uffizi: tra questi capolavori di Raffaello Sanzio, Piero della Francesca, Tiziano, solo per citarne alcuni. Terza del trittico – ma non certo per importanza storica – è infine Anna Maria Luisa dei Medici, nata a Firenze nel 1667 ed ultima discendente della famiglia, saggia quanto la nonna Vittoria della Rovere. Le collezioni raccolte della sua dinastia sarebbero disperse nel mondo se lei non avesse deciso di legare il patrimonio artistico dei Medici alla sua Toscana. L’Elettrice Palatina, che Firenze non celebrerà mai abbastanza, stipulò un ‘Patto di Famiglia’ il 31 ottobre del 1737 che vincolava tutti i beni medicei, rendendoli inamovibili dal territorio, comprendendo in anticipo sui tempi che questo avrebbe portato turismo, commercio e ricchezza a tutta la regione. Il cortometraggio racconta di una bambina in visita agli Uffizi, il cui viaggio nel museo ha un risvolto fiabesco: la bimba,  si sofferma ad osservare i ritratti delle grandi donne del passato (tra le quali anche la celeberrima Eleonora da Toledo del Bronzino) e scopre che le parlano, raccontandole le loro storie.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ricorda che ogni le Gallerie celebrano l’8 marzo con una Mostra, dedicata a figure femminili. Ce n’è una già allestita dal titolo: Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane. Questa saràvisibile dice Schmidtnon appena i musei riapriranno. Nell’attesa, abbiamo deciso di ricordare questa data simbolica con una serie di eventi online rivolti al pubblico globale dei social.

Il Museo del Novecento, ha presentato il calendario degli eventi del 2021, che prevede una nuova Mostra in omaggio allo scultore Henry Moore a 50 anni dalla grande e memorabile esposizione al Forte di Belvedere. Sono in programma mostre di artisti che hanno segnato l’arte moderna come Arturo Martini e LeoncilloJenny Saville, tra i maggiori esponenti del movimento Young British Artists, Giulia Cenci, finalista al Maxxi Bvlgari Prize 2020, invitata per il ciclo Duel, mentre la giovanissima Chiara Gambirasio realizzerà un intervento sulle pareti del loggiato interno al museo. La valorizzazione delle collezioni prosegue con il nuovo progetto étoile, riservato alle collezioni civiche. Sarà scelta un’opera tra quelle conservate nei depositi, un assolo che permetterà di concentrarsi, in questa prima occasione, su Titina Maselli, autrice di un ritratto ideale di Greta Garbo. Il progetto, a cura di Stefania Ricci Sergio Risaliti, è realizzato in collaborazione con il Museo Salvatore Ferragamo. A seguire, un altro progetto del cicloétoile sarà invece dedicato a Vinicio Berti, maestro dell’arte toscana del Novecento , tra i fondatori dell’astrattismo classico, di cui ricorre il centenario della nascita e di cui il Museo Novecento conserva un importante fondo di opere, frutto della donazione della vedova dell’artista.

Questo il programma,  perché  – dice il direttore  artistico Sergio Risaliti l attività di un museo non si improvvisa dall’oggi al domani, ma si prepara nell’arco di mesi e anni; ci sono impegni, scientifici e organizzativi, già avviati di cui dobbiamo tenere conto nonostante le grandi difficoltà di bilancio. Come nel 2020, anno complicatissimo in cui abbiamo portato comunque a compimento i progetti prefissati, dobbiamo fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per compiere il lavoro avviato. L’autorevolezza di un’istituzione pubblica si riconosce anche da questa capacità di restare saldi nelle avversità ed essere pronti al momento dovuto. Oltre alla valorizzazione delle collezioni permanenti, è necessario investire sulla ricerca, sulla produzione di eventi e sulla formazione. Per questo abbiamo puntato tanto su mostre internazionali, quanto sui giovani artisti nell’ottica di un museo che non sia solo deposito d’arte o macchina spettacolare ma anche luogo di sperimentazione e di sostegno al talento creativo.

“Nell’attesa di poter di nuovo riaprire presto i nostri luoghi di cultura” – dichiara l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – “siamo lieti di presentare: un mix di ampio respiro che accanto ai nomi più conosciuti mette giovani di talento continuando nella sua missione di supporto e valorizzazione della nuova generazione di artisti contemporanei, anche assegnando loro spazi per produzione e mostre. Il museo si conferma così, per qualità e innovazione, snodo cruciale per l’arte contemporanea a Firenze e non solo, rafforzando la nostra convinzione che una nuova rinascita dopo mesi funestati dalla crisi sanitaria non può che arrivare dalla cultura e dall’educazione dei giovani”. Impegni di collaborazione sono previsti con il Museo Bardini, Palazzo Vecchio, l’Accademia di Belle Arti,  La Fondazione Alinari e il Maggio Musicale mentre il Museo annunzia la nascita della Scuola del Pensiero Interdisciplinare che, dai primi di maggio, proporrà dei laboratori volti ad affrontare questioni fondamentali del secolo scorso e della nostra epoca, prima fra tutte ‘La Rivolta’. Le idee e l’impegno  non mancano, ma al momento tutto è fermo o quasi o si  produce per le varie piattaforme on line.

In streaming è visibile – sul portale della Farnesina – anche il video-spettacolo della Compagnia TsKrypton dal titolo ‘Filippo Brunelleschi nella divina proporzione’, vincitore del bando del Ministero degli Affari Esteri su ‘Vivere all’italiana’. Nato nel 2020 per celebrare i 600 anni dalla fondazione della Cupola di Santa Maria del Fiore in Firenze, il regista Giancarlo Cauteruccio ha commissionato la drammaturgia originale di questa opera a Giancarlo Di Giovine, autore di grande sensibilità storica e collaboratore di Rai Storia.

Brunelleschi è interpretato da Roberto Viscontiattore di cinema e di teatro, musiche originali di Gianni Maroccolo, scenografia digitale di Massimo Bevilacqua.

Questo nuovo lavoro, girato al Teatro  della Pergola, mette in luce la vita e l’opera di Filippo Brunelleschi, svelando il particolare carattere che si nasconde dietro il grande talento e le geniali intuizioni dell’artista che ha dato vita al Rinascimento. Da pochi giorni è diffuso all’estero per far conoscere  l’arte e la genialità del nostro paese.

“ Tutto si fa oggi in streaming” – mi dice Rosanna Barioperatrice del settore – “la data del 27 marzo indicata per la riapertura pare illusoria rispetto all’andamento  dei contagi, che potrebberotrasformare  le zone gialle o arancioni in zone rosse.  Noi non ci facciamo illusioni e chiediamo al Governo Draghi, di affrontare in maniera risolutiva il problema delle vaccinazioni da espletare in un tempo il più ravvicinato possibile. Questa è la prima cosa che deve risolvere, l’altra è l’estensione dei ristori a quelle categorie, come le nostre, che da un anno sono ferme, nonostante i tanti progetti messi a punto,  e le idee e- per quanto belle e interessanti –  rischiano di restare ancora a lungo tali.. Insomma, la nostra è una fatica di Sisifo. Se lo vogliono mettere in testa o no?”

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