venerdì, Maggio 14

Cota: mutatis mutandis field_506ffb1d3dbe2

0

 

 cota

 

Quei cattivacci che stanno lì a fargli le pulci si può dire che l’hanno ridotto in braghe di tela. Roberto Cota, Presidente della Regione Piemonte, sulla graticola, come un protomartire, per il malloppo di scontrini andati a rimborso in maniera indebita, diventati ormai copione di cabaret, è nell’occhio del ciclone per una braghetta, comprata nel corso della trasferta USA a Boston, patria dei più schifiltosi WASP – White Anglo saxon Protestant, ovvero la sparuta ‘aristocrazia statunitense’ – trasferta utilizzata per imparare l’inglese e diventare un Governatore International.

Quaranta euro (poco più di 50 dollari) e passa la paura, se un sabato salta l’uzzolo di andare in piscina. Non hai il costume-boxer? E chissenefrega, i negozi non ci sono forse per questo?

Così, Robertino, l’enfant gaté, entra in un negozio di articoli sportivi e ne compra uno, neanche granché costoso. Acquista l’articolo necessario, badando che abbia un’unica caratteristica: che sia del colore giusto.

Tutta la sinfonia del bianco-rosso-blu che lo accerchia non lo ha fuorviato dal colore del cuore: il verde Padania. Purtroppo, negli Stati Uniti imperversa il verde militare ed è più facile comprare una P38 che una mutanda del verde adatto.

Il poverino non può essere tanto intransigente e deve accontentarsi di un verde di scarto, verde kiwi, quello che in Italia chiameremmo ‘verde pisello’, un colore tenero e primaverile, piuttosto che vivido quale è quello della tradizione padana. E senza neanche un ricamino del mitico Sole delle Alpi prediletto dal sindaco di Adro.

Ma non stiamo qui a questionare sulle scelte di abbigliamento di Cota, sempre vestito come un rappresentante di commercio di saponette (scopro, sorpresa, che è avvocato patrocinante in Cassazione). Fatto sta che lo scontrino del costume, invece di andare a finire nel cestino – tanto, in Italia non sarebbe detraibile – s’acquatta in una busta consegnata alla segretaria che contabilizza le spese di rappresentanza.

Ebbene sì, scopriamo che si può fare rappresentanza anche a torso nudo, purché le pudenda siano coperte dal colore giusto, quello politicamente corretto.

Ci sarebbe da morire dal ridere, quando il fatto emerge sui giornali, accompagnato anche dalla giustificazione del soggetto incriminato: ‘E’ capitato per caso nei giustificativi e la segretaria addetta alla selezione delle spese portabili a rimborso non sa l’inglese’ (come il Presidente, NdR).

E allora una si chiede: con l’imperversare della disoccupazione giovanile e fior di figliole (o figlioli) che parlano l’inglese come l’italiano, possibile che uno, ricoprendo un ruolo istituzionale, si serva di una segretaria così basic (il significato è intuitivo anche se non si sa l’inglese)?

Non è che vogliamo lesinare 40 euro ad un Presidente di una Giunta regionale del lembo d’Italia primigenio dell’Unità, ma magari ci piaceva fargli un regalo di compleanno, il 13 luglio…

Naturalmente, ora ci si aggrapperà alla liana della campagna di discredito orchestrata per la solita macchina del fango – vedrete se non riciccerà in ballo il cosiddetto ‘Metodo Boffo’ – e la consueta metafora di trave e fuscello… e l’imperversare di nuove spese pazze dei politici ci distrarrà da quest’episodio… tanto, materiale a cui attingere ci sarà sempre a iosa!

Condisco quest’AMBRacadabra con una notazione di contorno, a proposito di uno dei personaggi a cui dovrei esser grata, tanti sono gli argomenti di elucubrazione che mi offre.

Anch’io ho l’edicola, come Fiorello. Il mio edicolante del cuore, sotto casa, si chiama Marco. Suo suocero, Umberto, mi fa da quinta colonna sul territorio capitolino.
Ieri ho posato l’occhio sull’epocale copertina di ‘Chi‘, house organ patinata dallo Spielberg del pregiudicato. Era un’apologia dello ‘chesedevefàpécampà’, perché non mi riesce di concepire che ci possa essere qualcuno così impudico, nel suo servilismo, da pubblicare una foto da lussuoso interno del suddetto ‘padrone’, in compagnia di Putin, macho d’esportazione (ha anche lui da poco mollato la moglie, mi pare) mentre giulivi giocano con l’onnipresente Dudù, che ormai si avvia, grazie ad un’acconcia campagna orchestrata dai maghi del settore, al suo destino di ‘Dudù for President’ (anche se qualcuno insinua che è la Francesca Pascale la predestinata, una novella Isabelita Peron per l’Italia). Un Dudù tutt’altro che mogio e apatico, malgrado qualche collega sia arrivato persino ad intervistare uno psicoterapeuta canino (non ci bastano quelli cani che spennano gli umani?) per verificare una supposta ‘depressione’ al pet di casa B.

Tornano a galla nella mente le visite in dacia al compagno di merende Putin, occasione in cui il nostro ex Premier pare fosse stato anche trascinato ad una memorabile caccia all’orso.

Dall’orso a Dudù… Darwin avrebbe qualcosa da dire…

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->