mercoledì, Agosto 4

Costa d’Avorio, Ouattara e la French Connection

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Le infrastrutture di ‘cartone’ non sono opera di ditte cinesi come potremmo essere indotti a pensare. Sono opera della speculazione di ditte edili francesi, le stesse rinomate in Europa per la qualità delle loro opere e il rispetto degli standard internazionali. Le strade vengono costruite con un manto di bitume dello spessore della carta velina. Solo in determinati punti stabiliti con le autorità ivoriane addette al monitoraggio dei lavori pubblici gli standard internazionali vengono rispettati. L’ufficiale pubblico esegue test soddisfacenti, intasca la mazzetta e se ne va contento. Stesso dicasi per l’edilizia dove il ‘cemento’ è divenuto un lusso. Le ditte francesi utilizzano un quarto di cemento rispetto alla quantità prevista dagli standard internazionali. Profitti e future tragedie assicurati. Quando gli edifici scolastici ed ospedalieri crolleranno su studenti e pazienti nessuna delle ditte realizzatrici subirà conseguenze legali, fin quando ADO è al potere e forse anche dopo. Se ciò non bastasse il governo, dietro il 12% di ricompensa personale, accetta la revisione continua del budget inizialmente approvato per la realizzazione delle opere pubbliche. Una variazione che sfiora spesso il 150% in più. L’emorragia di soldi non prevista viene tamponata con altri presti richiesti e concessi dal FMI aumentando il debito pubblico. Il governo non offre più informazione sulla entità di questo debito.

L’impatto delle infrastrutture realizzate ha un impatto negativo sulla economia reale. Di qualità inferiore a quelle realizzate dalle ditte cinesi, le infrastrutture hanno vita breve e mettono a serio rischio le vite dei cittadini. Hanno contribuito ad aumentare il debito pubblico, ormai divenuto incontrollabile. Si è instaurato il perverso meccanismo che vede ADO chiedere ed ottenere continuamente prestiti al FMI. Prestiti che servono per generare profitti alle imprese francesi, decurtato ovviamente la percentuale di corruzione (circa il 12%). Tanto il debito lo restituiranno i cittadini tra qualche decennio quando il rispettabile ex funzionario del FMI si godrà una pensione dorata probabilmente nella Madre Patria, la Francia, tra le persone civili. «Esiste un divario allucinante tra le cifre di crescita economica annunciate e la realtà. Evidentemente la situazione è migliore rispetto a quella delle due guerre civili ma solo per pochi. Noi non stiamo sviluppando la nostra economia per creare ricchezze. Noi ci indebitiamo per far arricchire gli investitori stranieri. Stiamo vivendo a credito azzerando ogni possibilità di sviluppo per le future generazioni. Anche il tasso di occupazione è una barzelletta. Non ci sono dati credibili. Ouattara non ha offerto posti di lavoro e creato una imprenditoria ivoriana come continuamente afferma. Ha creato nuovi schiavi e i pochi imprenditori ivoriani che esistono fanno parte del indotto mal pagato delle industrie francesi o sono dei semplici presta nome» spiega Mamadou Koulibaly ex ministro della Economia.

E l’industria del cacao, generatrice di miliardi? Un vero e proprio inferno per i contadini ivoriani e per l’infanzia costretta dalla povertà creata da Ouattara a non accedere alla educazione per lavorare nelle piantagioni dei Bianchi per qualche euro alla settimana. La Costa d’Avorio ha il più alto tasso di mano d’opera infantile mondiale registrata nel settore. Ogni tocco di cioccolata che ci gustiamo in Europa contiene il 35% di sfruttamento di bambini dai 7 ai 12 anni. E le loro madri? Costrette ad una vita di stenti e miserie, investono i pochi soldi per comprare prodotti di bellezza e vestiti sexy per attirare i clienti Bianchi nelle discoteche. Quale miglior paese al mondo può esistere per un Bianco al di fuori della Costa d’Avorio? Bella vita, profitti inimmaginabili in Europa e, come sadico piacere, la possibilità di sfruttare i bambini e di possedere le loro madri. Il tutto ovviamente per una manciata di Euro. Vive la France! Vice l’Afrique!

 

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