mercoledì, Agosto 4

Costa d’Avorio, Ouattara e la French Connection

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Il presidente Ouattara viene rigorosamente presentato a livello internazionale come un ex funzionario del FMI, un uomo nuovo dallo spirito imprenditoriale e attaccato ai valori democratici che si differenzia da Ggagbo l’incarnazione del capo di stato africano che basa il suo potere sulla dittatura e le connivenze tribali. In realtà ADO è stato anche un signore della guerra, leader occulto della opposizione armata Forces Nouvelles (Forze Nuove). Un gruppo armato che ha combattuto contro il precedente regime ottenendo la vittoria grazie alle truppe francesi. Questo gruppo è formato da etnie del nord e da migliaia di mercenari africani provenienti dai paesi vicini, in particolare dalla Burkina Faso che ora reclamano il bottino dei vincitori: la cittadinanza ivoriana che apre la possibilità di ottenere legalmente la proprietà delle terre già rubate ai vinti. Per onorare la promessa ai miliziani rei di spaventose pulizie etniche contro le tribù ivoriane del sud, l’ex funzionario del FMI e rispettabile Capo di Stato ha annunciato la modifica della Costituzione per quanto riguarda la cittadinanza che crea grossi ostacoli agli stranieri per acquisirla.

L’economia ivoriana sta realmente crescendo, non ai tassi dichiarati per ragioni di propaganda, ma a tassi comunque interessanti sopratutto per gli industriali francesi che sono costretti ad operare in competitivi e deprimenti mercati occidentali. In Costa d’Avorio sono i padroni assoluti. Come per ogni rapporto coloniale che si rispetti non è la colonia ad usufruire della crescita economica ma la Madre Patria e la ristretta élite indigena messa al potere e difesa per garantire gli interessi dei Bianchi. La classe operaia e il terziario creato dalle imprese francesi riceve bassi salari rispetto alla loro alta professionalità. I profitti sono esportati in Madre Patria e il sistema fiscale ivoriano deve accettare pesanti evasioni considerate un diritto per i colonizzatori. Perché pagare l’assistenza sociale ivoriana a detrimento dei profitti personali messi al sicuro presso gli istituti finanziari francesi? La licenza di evadere si accumula alle esonerazioni fiscale di vari anni. Un regalo di ADO ai suoi amici civilizzati.

I risultati di questi regali si vedono. La maggioranza della popolazione vive nella povertà. Scuola e sanità pubbliche sono allo sfacelo, pressoché inesistenti a profitto del settore privato anche esso controllato dai francesi. Si calcola che solo il 6% degli imprenditori presenti nel paese sia ivoriano, spesso dei presta nomi di ditte francesi. La moneta ivoriana non esiste essendo controllata da Parigi tramite l’inganno coloniale del CFA. I Ministeri di Economia, Commercio, Industria, Minerali, Interni e Affari Esteri sono semplici succursali della Cellula Africana del Eliseo (France-Afrique) gestiti da fedeli del partito di Ouattara, spesso ex criminali di guerra delle Forze Nuove con grande esperienza di brutalità e massacri ma scarse conoscenza di gestione amministrativa  e senso civico.

I miliardi spesi per le infrastrutture nascondono una speculazione finanziaria ed edilizia senza precedenti. Si sospetta anche attività di riciclaggio di denaro attuate dalla mafia francese di cui il governo di Parigi sarebbe propenso a tollerare in quanto i finanziamenti illeciti apportati entrano nel circuito finanziario francese. «I miliardi spesi per rifare la rete stradale del paese sono stati praticamente regalati alle imprese straniere. Sono bastate due stagioni delle piogge per creare un universo di buche sulla maggioranza del manto stradale. I miliardi spesi per migliorare le infrastrutture universitarie? Altri soldi regalati. A distanza di un anno dalla loro realizzazione la rete idrica, elettrica, le attrezzature di laboratorio, informatiche, audio visive, persino i banchi sono rotti in quanto di pessima qualità. L’Università Ivoriana versa in uno stato di degrado talmente evidente che uno straniero non può credere che siano stati spesi miliardi di euro per riabilitarla», denuncia il famoso analista politico africano Sèraphin Prao. Denunce evidenti che hanno costretto ADO ad accettare la realtà e a promettere una indagine…

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