giovedì, Maggio 13

Costa d’Avorio: elezioni a rischio violenze

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Lo scorso 20 agosto, tutti i candidati delle elezioni, accogliendo la proposta di Lucien Tapé Mambo, Presidente della Piattaforma della Società Civile della Costa d’Avorio, hanno deciso di sottoscrivere una Carta d’intenti, come promemoria del terribile scenario delle elezioni del 2010. Questa Carta è composta da nove articoli, dove i firmatari si impegnano, tra l’altro, «per agire in favore della pace sociale mantenere ottime relazioni con l’avversario, fornendo sostegno morale in caso di sconfitta» o «è ammessa solo la non-violenza, prima, durante e dopo le elezioni presidenziali».

La società civile ivoriana, vuole svolgere un ruolo attivo durante le elezioni. Per troppo tempo il suo ruolo è stato marginale e la violenza l’ha fatta da padrone. Il bisogno di pace e stabilità sta cercando di prevalere sulla questione etnica e sono stati nominati degli osservatori che dovranno monitorare i cinquemila seggi elettorali. Ma questo non ha fermato del tutto le violenze. Dopo la proclamazione dei nomi dei candidati, gli attivisti dell’opposizione hanno organizzato diverse marce contro la candidatura di Ouattara. Non ci sono stime ufficiali, ma si calcola che i morti siano una decina, gli utlimi due la scorsa settimana. I principali scontri per adesso sono avvenuti nella regione d’origine di Laurent Gbagbo. A Gagnoa, la città natale di Gbagbo, a 230 km a nord ovest di Abidjan, Abourés gioventù, il gruppo etnico locale che ha avuto origine da Simone Gbagbo, e i dioula (gruppo etnico a maggioranza musulmana del nord che viene Alassane Ouattara) si sono scontrati.

A Bayota, una cinquantina di chilometri a nord di Gagnoa, ci sono stati diversi tafferugli tra gli autotrasportatori, prevalentemente di etnia diolo, e i giovani di abourés. Scontri anche a Logouata, dove diverse case sono state bruciate.

Il direttore del giornale ivoriano ‘Oggi’, Titi Gnanhoua Joseph, vicino all’ex Presidente Laurent Gbagbo, è stato arrestato e incarcerato il 29 luglio scorso nella capitale Abidjan per avere sfidato il Presidente Alassane Ouattara in un articolo. Le ONG Reporter Senza Frontiere (RSF) ha chiesto il suo rilascio.

Il 9 ottobre i candidati inizieranno la campagna elettorale e le Nazioni Unite hanno lanciato un monito a non soffiare sulla questione etnica e mantenere i toni bassi. I candidati alle prosime elezioni del 25 ottobre sono solo 10 su 33 che avevano presentato domanda alla Commissione elettorale indipendente IEC. Il principale candidato è l’attuale Capo di Stato uscente, Alassane Ouattara, del partito ADO.L’avversario principale è Pascal Affi N’Guessan, candidato per il FPI di Laurent Gbagbo. La paura e che dallo scontro tra questi due candidati forti possa scaturire una nuova escalation di violenze.

 

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