lunedì, Dicembre 6

Cos’è l’urban roofscape? Riconvertire aree cementificate in aree verdeggianti, sfruttando il potenziale dei tetti

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Oggi, le città devono affrontare parecchie sfide legate ai cambiamenti climatici, all’inquinamento atmosferico e alla riduzione dello spazio verde. Per rendere vivibili ed ecocompatibili gli spazi urbani in cui viviamo, bisognerebbe progettare una città del futuro, che sia responsabile della salute dei propri cittadini, che punti a ridurre un negativo impatto ambientale, che migliori la qualità della vita, riduca il consumo di energia ed elimini i rifiuti.

A questo proposito, si potrebbero sfruttare le coperture dei tetti, presenti sulla sommità di ogni edificio, che possono essere utilizzate per conservare o generare energia, gestire l’acqua piovana e creare spazio per la biodiversità, così da trasformare superfici, spesso trascurate, in funzionali oasi verdi.

Il progetto prende il nome di ‘Urban Roofscape‘, che tradotto significa ‘spazio urbano’, e consiste nel riconvertire aree cementificate in aree verdeggianti, sfruttando il potenziale dei tetti.

La società olandese ‘Roofscapes‘, con sede ad Amsterdam, si sta occupando del progetto con la collaborazione delle istituzioni. La loro missione è quella di realizzare tetti verdi, interamente ecocompatibili, in grado di immagazzinare l’acqua e rilasciarla gradualmente. Un sistema che sfrutta appieno la potenzialità delle piante e che potrebbe contribuire ad abbassare drasticamente le temperature delle nostre città.

La maggior parte degli edifici sono progettati per raccogliere l’acqua piovana e, solitamente, sono costruiti con superfici di copertura dure e impenetrabili. Ma, l’acqua piovana raccolta è un ricettacolo di impurità, compresi i batteri infettivi provenienti dai rifiuti animali, nonché pesticidi e fertilizzanti nocivi per l’ambiente. Gli architetti paesaggistici hanno pensato, quindi, di utilizzare piante viventi e posizionarle in cima ad un edificio per assorbire, raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana, prevenendone la fuoriuscita.

L’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) incoraggia la creazione di tetti verdi per attenuare l’effetto serra, a causa del quale le temperature, nelle città affollate, possono aumentare di circa 10 gradi Fahrenheit rispetto alle aree meno sviluppate che si trovano nelle vicinanze. Altri vantaggi che, secondo l’agenzia, potrebbero derivarne sono: il fornire spazio per gli inquilini dello stesso palazzo in sostituzione di un cortile o di un patio; ridurre i costi di riscaldamento e di raffreddamento dell’edificio, a causa dell’effetto di bufferizzazione della materia vegetale e del suolo; filtrare inquinanti come l’anidride carbonica e i metalli presenti nell’aria e provvedere alla costruzione di habitat per gli uccelli.

Il CRRC (Cool roof rating council) suggerisce, invece, superfici di copertura che riflettono il calore del sole in modo da ridurre l’effetto serra, migliorando così l’efficienza energetica residenziale. Secondo il gruppo «un tetto fresco riflette e emette il calore del sole e lo fa arrivare fino in cielo».

Un’altra qualità che rende indispensabile la costruzione di tetti verdi è la resistenza nel tempo. I tetti in metallo, ad esempio, non necessitano di una manutenzione frequente rispetto ai tetti in ardesia, che sono resistenti, ma sono altrettanto costosi e di conseguenza hanno bisogno di continue riparazioni.

Dunque, il progetto ‘Urban Roofscape’ permetterebbe una riconversione degli spazi urbani che diventerebbero aree ecocompatibili rispettose della salute degli abitanti e dell’ambiente circostante.

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