martedì, Aprile 20

Cos’è la leadership? Non è assolutamente un concetto unico e fisso, ma è la fusione di varie tipologie di guida

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L’etimologia della parola anglosassone leadership parte dall’associazione di due termini: leader e ship. Considerate nella lingua italiana, si riferiscono ai concetti di capo/guida e condizione/professione. Collegandole non ci si può riferire che all’azione ed essenza della guida, nell’atto di dirigere un gruppo o un’azienda sia a livello istituzionale, sociale o economico.  Tale processo ha valenza generale, si riferisce ad ogni situazione nella quale si debba garantire una presenza costante per il raggiungimento di un qualsiasi obiettivo. Nel suo concretizzarsi non può essere considerato con una visione unilaterale ma multilaterale, in quanto influenza tutti gli aspetti della vita.

La vera netta distinzione tra una leadership istituzionale ed una di stampo economico-manageriale si è avuta, in modo netto, con l’avvento della Rivoluzione Industriale intorno al 1760, dove c’è stato un forte sviluppo dei settori tessile e metallurgico, con la conseguente nascita di una classe imprenditoriale, che a partire da questo momento ha dovuto dar vita ad una evoluzione di una leadership prettamente imprenditoriale e manageriale slegata da quella istituzionale evidenziata fino ad ora. Un aspetto importante di questa nuova concezione di leadership era dato dal rischio di impresa, al quale andavano in contro gli imprenditori che fondavano le varie aziende. La Rivoluzione Francese del 1789 ha dato un forte impulso alla presa di coscienza della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino ed è stata la base delle costituzioni moderne; ha avuto un’importante connotazione borghese. Sotto il profilo istituzionale ha favorito il formarsi degli Stati unitari, sotto quello economico, ha permesso il consolidarsi della posizione della borghesia. Una forte spinta alla leadership economico-manageriale si è avuta dopo la Seconda Guerra Mondiale quando c’è stata la necessità di ricostruire in toto tutto quello che era stato distrutto in cinque anni di violenti combattimenti.

La leadership non è assolutamente un concetto unico e fisso, ma è la fusione delle varie tipologie di guida che si sono venute a creare da quando è nato l’uomo. Si va da leadership istituzionali come quelle implementate in ambiti militari, religiosi, culturali e politici e quelle concretizzate in ambiti economico-manageriale.

Le forme di leadership attuali sono il frutto della somma di tutte le caratteristiche delle tipologie di guida che si sono venute a creare dall’inizio dell’umanità ad oggi. Questo significa che se qualcuno si trovasse oggi a dover esercitare una leadership all’interno di un gruppo, la capacità di guida che metterebbe in pratica sarebbe il frutto di tutte le interazioni generate fin dall’inizio della storia dell’uomo. Il principio di questo concetto va di pari passo con quello scoperto da Charles Darwin nella ‘Teoria dell’evoluzione della specie’. Nel contesto tale principio prenderà il nome di ‘Teoria dell’evoluzione della leadership’. Darwin sostenne che gli esseri viventi erano il risultato di un’evoluzione che vedeva sopravvivere l’organismo più forte. L’evoluzione non era altro che la somma di tutti quei fattori di forza che sopravvivevano di prova in prova, fino ad arrivare alla creazione dell’organismo attuale. Dalla teoria darwiniana prese spunto Herbert Spencer. Asserì che l’universo stesso è soggetto ad un processo di evoluzione, valido anche per le realtà e le scienze sociali.

Un impulso importante in questa direzione ci è stato fornito, in precedenza, anche dagli studi di Lamarck; attraverso l’elaborazione della sua teoria evoluzionistica, giunse alla conclusione che gli organismi viventi fossero il frutto di un processo di modificazione sequenziale per mezzo dei cambiamenti delle condizioni ambientali. In sintesi, i cambiamenti mutuati dall’ambiente provocano modifiche che successivamente andranno ad arricchire il corredo genetico della progenie. Queste due teorie sono ormai sorpassate ma la loro importanza risiede nell’impulso che hanno dato nel far focalizzare l’attenzione su questo genere di mutamenti. Lo sviluppo più recente ci è dato dalla teoria del 1988 di John Cairns, attraverso la quale stabilì che in risposta a stress ambientali, gli organismi possono attivamente indurre mutazioni genetiche di geni selezionati nel tentativo di sopravvivere, innescando così una ‘mutazione adattativa’ che avrà ripercussioni anche nel codice genetico della specie. Considerando questi principi anche per l’evoluzione della leadership, si può vedere il suo sviluppo come un lungo processo adattativo attraverso il quale, esperienza dopo esperienza è andata ad arricchire, di volta in volta, il corredo genetico delle tipologie di leadership fino ad arrivare all’attuale prodotto finito di una leadership caratteristica del mondo globale. L’esercizio di tale funzione, da parte dell’uomo primitivo, ha costituito il primo mattoncino che si è andato arricchendo di volta in volta delle esperienze concretizzate nei vari periodi. Affrontandola in questo modo si può parlare, senza difficoltà, di una ‘Teoria iniziale dello sviluppo della leadership’ per poi farla progredire in una teoria più attagliata, come quella di Cairns, in una definitiva ‘teoria della mutazione adattativa applicata alla leadership’.

Il percorso che ha portato da una leadership istituzionale iniziale a una di carattere globale, è stato molto lungo e costellato di nuovi impulsi. La sintesi che ha permesso di arrivare ad un simile obiettivo è stata la Commandship, che non è altro che la fusione dell’Arte del Comando (che è il cuore della leadership istituzionale) con ogni tipologia di leadership economico-manageriale che si è venuta a creare nel corso della storia dell’uomo.

La Commandship, ricollegandoci alle Teorie dell’evoluzione della specie e della mutazione genetica, non è altro che la sommatoria di tutti i caratteri ereditari legati alla leadership che ogni essere umano di oggi ha all’interno del proprio corredo genetico. La Commandship si suddivide in Inter-Commandship ed Exter-Commandship. La prima si tratta di una leadership interna che è la base; la seconda si tratta di una leadership esterna che è la proiezione della prima all’esterno. Per essere in grado di poter guidare un team occorre essere capaci di guidare noi stessi; questo si ottiene con la messa in pratica dell’Inter-Commandship. Una volta preso coscienza di chi siamo, delle nostre potenzialità, delle nostre debolezze e di quello che vogliamo, saremo in grado anche di travasare all’esterno e di guidare il nostro team, attraverso l’implementazione dell’Exter-Commandship. Il punto di arrivo dell’applicazione dell’Inter-Commandship è la scoperta della nostra eccellenza innata o talento, la nostra parte più pura, la nostra fonte inesauribile dalla quale si potrà in ogni circostanza ricavare. Se sperimentiamo sensazioni non positive significa che non siamo sulla strada giusta ed occorre, quindi, cercare la nostra vera natura in altra direzione. In definitiva, la leadership, nelle sue sfaccettature evolutive, influisce in tutti gli aspetti comunicativi e di guida, sia da un punto di vista sociale, culturale e istituzionale.

Nel mondo attuale, chi veramente è in grado di guidare qualcuno ha dovuto scoprire e crearsi una miriade di competenze, nello specifico: capacità di comunicazione verbale e non verbale; capacità linguistiche al di fuori della norma, un tempo impensabili, un leader di oggi ha la capacità di poter comunicare in molte lingue, la padronanza della lingua inglese è diventata indispensabile; capacità di conoscenza e padronanza dei social-network in modo da poter comunicare e influenzare in modo globale milioni di utenti. Chi è in grado di fare ciò, viene definito, nella nuova cultura di comunicazione globale come influencer. Ci sono molte tipologie di influencer, alcuni esempi ci sono dati dai guru della formazione motivazionale, esempi concreti sono Anthony Robbins e Joe Vitale (influencer motivazionali e della cultura del self-help); un altro esempio calzante ci è fornito dagli influencer nel campo della moda che sono in grado di influenzare gli stili e le tendenze di milioni di persone. Ulteriori esempi di leadership globali, legati alla Commandship, sono imprenditori e top manager che hanno saputo coniugare tutte le capacità intellettive, estetiche e sociali che gli hanno permesso di fare la differenza, due esempi concreti ci sono forniti dal Dott. Luca Valotta, Presidente e Direttore Generale di Virgin Active Europa, sportivo e pioniere nel settore del fitness a livello di business, riuscendo a lanciare, giovanissimo, una catena di centri fitness innovativi, riuscendo così a creare una nuova tendenza che ha implementato una vera e propria tendenza. Altro esempio di spessore lo abbiamo avuto con il Dott. Eugenio Bursi, l’attuale Direttore della Sicurezza della Ferrari; ha iniziato come allievo ufficiale dell’Esercito frequentando l’Accademia Militare di Modena, dopo un numero di anni di servizio, sulla base della formazione ricevuta e all’esperienza maturata ha iniziato la propria avventura nel campo della sicurezza manageriale aziendale, fino ad arrivare ad essere il capo della sicurezza della Ferrari.

Gli attuali leader moderni, i Commandshiper, devono essere la massima espressione di tutte le tipologie di leadership che si sono susseguite in tutto il corso dell’umanità. Sono delle calamite con magnetismo capace di influenzare in qualsiasi ambito sociale e culturale del ventunesimo secolo.

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