venerdì, Maggio 14

Cos'è il virus Zika?

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Il virus Zika continua a fare paura in Brasile. Solo da ottobre sono ben 3500 i casi di bambini nati con microcefalia dovuta all’infezione da virus. Le raccomandazioni del report dell’European centre for disease prevention and control (Ecdc) del dicembre 2015 sono chiare: «Intensificare la sorveglianza negli Stati membri dell’Ue verso i casi d’infezione da virus Zika importata dai Paesi dell’America Latina e del Pacifico del sud, dove è probabile che la diffusione dell’epidemia continui». «La correlazione dello Zika virus con la microcefalia è reale, ed è il motivo dell’attenzione dedicata a quest’epidemia», spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani di Roma, al ‘Fatto Quotidiano’. Proprio allo Spallanzani la primavera scorsa sono stati trattati tre dei quattro casi registrati in Italia: «Nessuno di questi è un caso autoctono, cioè contratto in Italia. Inoltre nel nostro Paese non abbiamo riscontrato casi di microcefalia».

Scoperto nel 1947, in Uganda, in alcune scimmie della foresta Zika, da cui prende il nome, il virus ora è tornato di nuovo alla ribalta, tanto che a dicembre l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’ha inserito in una ristretta lista delle patologie responsabili delle principali epidemie nel mondo «contro le quali occorre intensificare la ricerca per lo sviluppo di terapie». I primi casi di sviluppo del virus Zika negli anni 60′, poi dal 2014 il nuovo focolaio in America Latina, con Brasile e Cile tra i Paesi più colpiti, complice l’elevata densità della popolazione, il clima che facilita la proliferazione degli insetti vettori e la mancanza di difese immunitarie adeguate. In questi video proviamo a fare luce sul virus Zika, sul quale però si è vicini ad un vaccino, secondo Ippolito: «Ma siamo ancora in una fase molto precoce. Del resto, per la Dengue si è, ad esempio, arrivati a un primo caso di vaccino dopo venti anni di ricerca, e molti fallimenti. Si tratta di un processo piuttosto lungo, che richiederà ancora tanti anni di studi».

(video tratti dai canali Youtube di Wall Street Journal e The Telegraph)

 

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