domenica, Settembre 19

Cosa succede ai preti molestatori field_506ffb1d3dbe2

0

20140122

La Chiesa e le violenze sui minori: uno strano rapporto, da un po’ di tempo a questa parte. Dando ascolto alle chiacchiere da bar sembra che tra le fila dei parroci ci sia una concentrazione maggiore di molestatori di ragazzini e ragazzine rispetto al resto della popolazione. Forse per via di quella storia della castità o forse proprio perchè si tratta di chiacchiere da bar.

La Chiesa, d’altro canto, si difende sostenendo che tra le proprie fila ci sono persone come tutte le altre, con la stessa percentuale di vizi e birtù riscontrabili in qualsiasi campione rappresentativo della popolazione.

E’ impossibile definire quante siano in generale i molestatori di minorenni a piede libero. Da qualche giorno è invece possibile sapere quanti sono stati i preti ridotti allo stato laicale per aver abusato di minori nel solo biennio 2011 – 2012 da papa Benedetto XVI: oltre 400.

La riduzione allo stato laicale è una procedura lunga. Devono essere raccolte delle prove degli abusi, deve essere segnalato il tutto, c’è un procedimento durante il quale l’accusato ha sempre la possibilità di difendersi e, nella peggiore delle ipotesi, quando le accuse vengano ritenute fondate, al parroco viene chiesto di appendere la toga al chiodo e di incamminarsi per la strada della laicità. Il molestatore cessa da quel momento di essere un parroco, poichè la sua condotta è stata giudicata incompatibile con l’ufficio religioso.

Tutto chiaro, no?

Le cifre citate sono state recentemente diffuse dall’Associated Press e subito smentite dalla Santa Sede attraverso il portavoce ufficiale Federico Lombardi. Infine sono state confermate: in due anni sono stati ridotti allo stato laicale 400 parroci le cui accuse di molestia nei confronti di minorenni sono state ritenute fondate. Si tratta di dati che provengono da documenti segretissimi e che sono venuti alla luce tramite indagini alla “codice Da Vinci”.

Si tratta di dati che segnalano anche un aumento di preti “sollevati dall’incarico” per abusi su minori: nel biennio 2008 – 2009 i casi erano stati “solamente” 170.

Che cosa credere, quindi? Che effettivamente tra le fila dei parroci si nasconda un’orda di molestatori? Sinceramente lascio al bar le chiacchiere da bar.

Quello che mi sarebbe piaciuto leggere sui giornali che si sono occupati dell’argomento, oltre all’evidenza sui numeri del fenomeno, chiaramente in crescita, chiaramente allarmante, chiaramente da riportare, sono le “altre” sanzioni previste per questi preti che sono stati ritenuti colpevoli, in seguito ad un percorso accurato e democratico di raccolta di prove e testimonianze, di aver molestato dei minorenni.

Invece leggo solo che sono stati “ridotti” allo stato laicale, come se la vita per una persona che non ha scelto la strada della vocazione fosse già di per sè una condanna.

Della suora Roxana, che qualche giorno fa a Rieti ha dato alla luce il piccolo Francesco, scambiato inizialmente dalla neomamma per un violento mal di pancia, esattamente come a volte si vede su MTV, si parla in tutt’altri termini. Anche per lei si chiude la porta del convento, ma nella sua situazione monsignor Gianfranco Girotti usa termini quali “è preferibile che conduca vita secolare“.

Per Roxana, quindi, nessuna “riduzione” alla vita laicale, ma la scelta di condurre una vita da madre, dignotosa quanto quella da religiosa.

Due trattamenti, quelli riservati ai parroci colpevoli di molestie e a Roxana, perfettamente identici sotto alcuni aspetti, ma profondamente differenti per altri.

Identici perchè, che si tratti di una gravidanza e di una nuova vita che nasce, oppure di molestie e di giovani vite sconvolte da esse, il risultato finale non cambia: religiosi che vengono caldamente invitai ad abbandonare le vesti sacre per condurre la vita che conduce qualsiasi altra persona. Differenti perchè le cause che hanno condotto al provvedimento sono completamente diverse.

Mi chiedo che cosa accada ai parroci dopo la terribile sanzione della “riduzione” alla vita secolare. Mi chiedo, e mi sarebbe sinceramente piaciuto leggerlo, se abbiano dovuto cercare un lavoro come tutte le altre persone, magari come educatori di comunità per minori, viste le precedenti “esperienze professionali”, oppure se oltre alla riduzione allo stato dei comuni mortali siano stati presi anche altri tipi di provvedimenti.

Stiamo parlando di persone che sono state ritenute effettivamente colpevoli di ciò di cui sono state accusate, non stiamo parlando di chiacchiere da bar, e che a mio giudizio meriterebbero una pena aggiuntiva oltre alle difficoltà che una vita normale riserva.

Ma questo non ci è dato saperlo, come se non stessimo parlando di vite di ragazzini e ragazzine che sono state stravolte per sempre, ma solo di una incredibile fuga di documenti segreti da uno degli archivi più segreti del mondo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->