mercoledì, Maggio 25

Cosa sono le armi chimiche? Si teme che la Russia, sempre più in difficoltà in Ucraina, possa prendere in considerazione l'uso di armi chimiche. Cosa sono? Quali le tipologie di sostanze chimiche? Cosa causano? Quando sono state usate? Cosa prevede la Convenzione che le vieta?

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I leader del G7, nel vertice dello scorso 24 marzo, hanno formalmente messo in guardia la Russia dall’utilizzo di armi chimiche, timore sollevato ripetutamente nelle ultime settimane da Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi, preoccupati che il fallimento della Russia nel raggiungere una rapida vittoria in Ucraina significhi che potrebbe prendere in considerazione l’escalation delle armi che usa per evitare sanguinosi conflitti urbani, che favoriscono i difensori, e passare dunque all’utilizzo di armi chimiche.
Spesso quando la Russia sta per fare qualcosa, inizia ad accusare il suo avversario della stessa cosa. Nei giorni scorsi il Presidente russo Vladimir Putin aveva accusato l’Ucraina di ospitare armi chimiche, di avere laboratori di armi chimiche e biologiche sostenuti dagli Stati Uniti. Affermazione immediatamente respinta da Stati Uniti e Ucraina che aveva, però, fatto pensare che la Russia potrebbe rilasciare armi chimiche e incolpare dell’attacco l’Ucraina.
Una delle azioni militari sul terreno è sembrata confermare questi tesi.
Il bombardamento russo dell’impianto chimico di Sumykhimprom, a Sumy, in Ucraina, il 21 marzo, che ha rilasciato ammoniaca nell’area e ha costretto la gente del posto a chiudersi in casa, indica un modo in cui la Russia potrebbe intensificare il conflitto in Ucraina: provocando contaminazione chimica anche senza l’uso diretto e attivo di sostanze chimiche, bensì simulando un incidente industriale, e attribuendo la responsabilità alle forze ucraine. Infatti, la responsabilità dell’attacco a Sumykhimprom è stra attribuita dal Cremlino agli estremisti ucraini.
Giovedì 24 marzo, in conferenza stampa, è stato chiesto, per ben due volte, al Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, se la Nato avrebbe risposto con un’azione militare nel caso la Russia usasse armi chimiche in Ucraina. «Risponderemo», ha detto Biden nella sua risposta. «Risponderemo se lo usa. La natura della risposta dipenderebbe dalla natura dell’uso». «Farebbe scattare una risposta in natura», «prenderemmo quella decisione in quel momento».

COSA SONO LE ARMI CHIMICHE?

Per armi chimiche si intende qualsiasi tipo di munizione che trasporta tossine o sostanze chimiche che attaccano il sistema del corpo.
L’Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW), Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, spiega più dettagliatamente. «Un’arma chimica è una sostanza chimica usata per causare morte o danni intenzionali a causa delle sue proprietà tossiche. Anche munizioni, dispositivi e altre apparecchiature specificamente progettati per armare sostanze chimiche tossiche rientrano nella definizione di armi chimiche. Una concezione comune di un’arma chimica (CW) è di una sostanza chimica tossica contenuta in un sistema di consegna come una bomba o un proiettile di artiglieria. Sebbene tecnicamente corretta, una definizione basata su questa concezione coprirebbe solo una piccola parte della gamma di cose che la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) proibisce come ‘armi chimiche’. Secondo la CWC, la definizione di arma chimica include tutte le sostanze chimiche tossiche e i loro precursori, tranne quando utilizzate per scopi consentiti dalla Convenzione, in quantità coerenti con tale scopo».

OPCW precisa tre tipologie. «Sostanze chimiche tossiche e loro precursori». Definite come: «qualsiasi sostanza chimica che attraverso la sua azione chimica sui processi vitali può causare morte, incapacità temporanea o danni permanenti all’uomo o agli animali. I precursori sono sostanze chimiche utilizzate per la produzione di sostanze chimiche tossiche»; «Munizioni o dispositivi». Ovvero: «Qualsiasi munizione o dispositivo specificamente progettato per infliggere danni o causare la morte attraverso il rilascio di sostanze chimiche tossiche. Tra questi potrebbero esserci mortai, proiettili di artiglieria, missili, bombe, mine o carri armati»; «Equipaggiamentodirettamente in connessionecon munizioni e dispositivi». Cioè a dire: «Qualsiasi attrezzatura specificamente progettata per l’uso “direttamente in connessione” con l’impiego di munizioni e dispositivi identificati come armi chimiche». La definizione completa e legale di arma chimica può essere trovata nell’articolo II della Convenzione sulle armi chimiche.

TIPOLOGIA DELLE SOSTANZE CHIMICHE
Esistono diverse tipologie di armi chimiche
,ovvero di agenti chimici. E’ sempre OPCW a farne il quadro. «Agenti soffocanti: Infliggendo lesioni principalmente alle vie respiratorie, gli agenti soffocanti irritano il naso, la gola e soprattutto i polmoni. Quando inalati, questi agenti fanno sì che gli alveoli, le sacche d’aria nei polmoni, secernono liquido, essenzialmente annegando le persone colpite. Esempi di agenti: Cloro, Cloropicrina, Difosgene, Fosgene». «Agenti blister: Una delle armi chimiche più comuni, queste sostanze oleose agiscono per inalazione e contatto, colpendo gli occhi, le vie respiratorie e la pelle, prima come irritante e poi come veleno cellulare. L’esposizione ad agenti vescicali provoca vesciche cutanee grandi e spesso pericolose per la vita che assomigliano a gravi ustioni e spesso provocano cecità e danni permanenti al sistema respiratorio. Sebbene le vittime siano elevate, i decessi rappresentano una piccola percentuale. Esempi di agenti: mostarda di zolfo, senape di azoto, lewisite e fosgene ossima». «Agenti del sangue: Questi agenti inibiscono principalmente la capacità delle cellule di utilizzare l’ossigeno, provocando efficacemente il soffocamento del corpo. Alcuni agenti del sangue possono anche influenzare la capacità delle cellule del sangue di trasferire ossigeno. Gli agenti ematici vengono distribuiti attraverso il sangue e generalmente entrano nel corpo per inalazione. Esempi di agenti: Acido cianidrico, Cloruro di cianogeno, Arsina». «Agenti nervosi: Gli agenti nervosi bloccano un enzima chiamato acetilcolinesterasi (AChE) nel sistema nervoso. Ciò provoca l’accumulo di un neurotrasmettitore tra le cellule nervose o attraverso le sinapsi che porta all’iperstimolazione di muscoli, ghiandole e altri nervi. Gli agenti nervosi sono altamente tossici con effetti rapidi. Agiscono principalmente per assorbimento attraverso la pelle e i polmoni. Gli agenti nervosi sono divisi in due gruppi principali: agenti della serie G e agenti della serie V, chiamati per le loro designazioni militari. Alcuni agenti G, in particolare tabun e sarin, persistono nell’ambiente solo per brevi periodi. Altri agenti, come il soman e la ciclosarina, persistono più a lungo e rappresentano una minaccia maggiore per la pelle. Gli agenti V sono estremamente potenti, con solo milligrammi necessari per causare la morte e persistono per lunghi periodi nell’ambiente. Esempi di agenti: Tabun, Sarin, Soman, Ciclosarina». «Agenti antisommossa: Gli agenti antisommossa hanno lo scopo di inabilitare temporaneamente una persona causando irritazione agli occhi, alla bocca, alla gola, ai polmoni e alla pelle. Gli agenti antisommossa, come i gas lacrimogeni, sono considerati armi chimiche se usati come metodo di guerra. Gli Stati possono legittimamente possedere agenti antisommossa e usarli per scopi di applicazione della legge nazionale, ma gli Stati che sono membri della Convenzione sulle armi chimiche devono dichiarare che tipo di agenti antisommossa possiedono. Esempi di agenti: Gas lacrimogeni, Spray al peperoncino».

I PRECEDENTI E LA CONVENZIONE
Tutti questi agenti chimici sono proibiti dalla Convenzione sulle armi chimiche del 1997
,firmata dalla stragrande maggioranza delle Nazioni -189 Nazioni, che rappresentano circa il 98% della popolazione mondiale-, inclusa la Russia. La Convenzione vieta la produzione, lo stoccaggio e l’uso di armi chimiche. L’organismo di vigilanza globale per le armi chimiche si trova all’Aia, nei Paesi Bassi, ed è l’OPCW, il quale monitora l’uso illegale di queste armi e cerca di prevenirne la proliferazione.

L’utilizzo delle armi chimiche nel passato, anche recente, è stato importante. Armi chimiche sono state usate nella prima guerra mondiale, nella guerra Iran-Iraq negli anni ’80 e più recentemente dal governo siriano contro le forze ribelli.
Cloro, fosgene e gas mostarda sono stati usati nella prima guerra mondiale, da entrambe le parti in conflitto, causando quasi 100.000 morti, secondo le Nazioni Unite. Tali armi consistevano fondamentalmente in noti prodotti chimici commerciali inseriti in munizioni standard come granate e proiettili di artiglieria.
Una prima risposta si ha nel 1925, quando viene firmato il Protocollo di Ginevra, che vietava gli attacchi con armi chimiche. Il Protocollo, però, presentava una serie di carenze significative, affermano le Nazioni Unite, «compreso il fatto che non ne vietava lo sviluppo, produzione o stoccaggio. Problematico è stato anche il fatto che molti Stati che hanno ratificato il Protocollo si riservavano il diritto di usare armi proibite contro Stati che non erano parti del Protocollo o come rappresaglia in natura se contro di loro venivano usate armi chimiche. I gas velenosi furono usati durante la seconda guerra mondiale nei campi di concentramento nazisti (i nazisti usarono un gas a base di cianuro per uccidere ebrei e altri in massa nelle camere a gas) e in Asia, sebbene le armi chimiche non fossero usate sui campi di battaglia europei».
Secondo l’Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite, 25 Paesi hanno lavorato per sviluppare armi chimiche durante la Guerra Fredda.

Dopo 12 anni di negoziati, la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) è stata adottata dalla Conferenza sul disarmo a Ginevra il 3 settembre 1992. La CWC consente la rigorosa verifica della conformità da parte degli Stati parti. La CWC è stata aperta alla firma a Parigi il 13 gennaio 1993 ed è entrata in vigore il 29 aprile 1997. La Convenzione richiede alle Nazioni di distruggere le loro scorte esistenti e vieta lo sviluppo, la produzione o l’uso di nuove armi chimiche.
La OPCW fino ad ora ha distrutto il 99% delle armi chimiche dichiarate dagli Stati.
La Russia afferma di aver distrutto l’ultimo dei suoi stock di armi chimiche nel 2017, ma da allora ci sono stati almeno due attacchi chimici attribuiti a Mosca. Il primo è stato nel marzo 2018, quando un ex ufficiale del KGB e disertore, Sergei Skripal, è stato avvelenato insieme a sua figlia dall’agente nervino Novichok. La Russia ha negato la responsabilità. Gli investigatori hanno concluso che era opera di due ufficiali dell’intelligence militare russa. Il secondo caso risale all’agosto 2020, quando l’attivista dell’opposizione russa Alexei Navalny è stato avvelenato con Novichok. Anche in questo caso la Russia ha respinto ogni responsabilità.
Non ci sono prove, invece, che la Russia abbia usato armi chimiche in Siria, a sostegno del regime di Bashar al-Assad , nella guerra di quest’ultimo contro i ribelli. Formalmente qui la responsabilità resta esclusivamente in capo al Presidente siriano.
Mosca, che ha firmato la Convenzione, nega di possedere o utilizzare armi chimiche.

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