lunedì, Maggio 16

Cosa impara la sinistra italiana dalle Presidenziali francesi Niente

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E, dunque, cosa impara la sinistra italiana dalle elezioni  Presidenziali francesi appena conclusesi con il secondo turno di domenica 24 aprile (2022)? Niente, ci permettiamo di anticipare, conoscendo i nostri polli. Anzi, più che altro capponi e non solo e non tanto nella triste (soprattutto per loro) accezione di pollo di sesso maschile castrato prima del raggiungimento della maturità, quanto nel senso dei ‘capponi di Renzo’ di manzoniana memoria, portati seco dal disgraziato coprotagonista del romanzo per ingraziarsi l’Avvocato Azzeccagarbugli.

(Ben sappiamo di avere a che fare con una pletora di ignoranti, certamente non tu che stai leggendo ora, la Provvidenza giusto per restare in tema Promessi Sposi ce ne scampi e liberi, ma sicuramente molti o forse addirittura la gran parte degli altri come tu stesso fortemente pensi in base all’italico principio ‘Tutti tranne me stesso’. Provvediamo quindi a ricordare questo significativo passo).

«Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura».
Alessandro Manzoni
I promessi sposi
Capitolo Terzo

Già, e in linea di massima non ci sarebbe altro da aggiungere riguardo alla situazione, ed alla capacità di apprendere, della sinistra italiana. Ma pure francese, probabilmente, e magari pure europea e mondiale. Però, volendo…

Ché dopo la clamorosa affermazione di Marine Le Pen, arrivata a sfondare il tetto del quaranta per cento con il suo quarantuno e quarantasei (41,46%, a scanso di malintesi ‘riduzionistici’) qualcosa e più di qualcosa da imparare riflettere e soprattutto operare ci sarebbe. Dalle reazioni sparse dalle prospettive dagli atri muscosi e pure dai fori cadenti risulta purtroppo già  fortemente consolidata quando non pure confermata la nostra fosca previsione. Più che altro prosecuzione di una linea fattuale storicamente costante.

Ucraina e sinistra (italiana e mondiale)
1/ La Guerra, l”Ucraina’ e Noam Chomsky interpellano e mettono in crisi la sinistra 2022 aprile 21
2/ PerugiAssisi​ 24 aprile 2022​ ‘Fermatevi! La guerra è una follia’. Ma di questo passo… 2022 aprile 22

Riassumendo, ed in estrema sintesi. Le elezioni presidenziali in Francia del 2022 si sono tenute il 10 aprile (primo turno) e il 24 aprile (secondo turno). Al Primo turno, il Presidente della Repubblica uscente, Emmanuel Macron (LREM), ha raggiunto il 27,85% dei voti, a fronte del 23,15% ottenuto da Marine Le Pen (RN). Al terzo posto si è piazzato Jean-Luc Mélenchon (LFI) col 21,95%, seguito da Éric Zemmour (Reconquête) al 7,07%, mentre tutti gli altri candidati non hanno superato il 5% dei voti. Marginale è stata la consistenza elettorale dei candidati sostenuti dalle forze politiche tradizionali: Valérie Pécresse (LR)  si è fermata al 4,78%, Anne Hidalgo (PS) all’1,75%.

Il Secondo turno ha visto la vittoria di Macron col 58,54% dei voti, mentre Le Pen si è arrivata per la prima volta al 41,46%. Macron è stato così rieletto Presidente della Repubblica. La riconferma del presidente uscente non si verificava da venti anni: Presidenziali 2002, rieletto Jacques Chirac. Alle Presidenziali 2012 Nicolas Sarkozy era stato sconfitto da François Hollande, che aveva poi deciso di non ripresentare la propria candidatura alle Presidenziali 2017.

L’affluenza si è attestata al 73,69% al Primo turno, al 71,99% al Secondo di Ballottaggio (77,77% e 74,56% alle precedenti). Il tasso di astensione è stato il più alto dalle presidenziali del 1969. In occasione delle presidenziali del 2017, al primo turno Macron aveva ottenuto il 24,01% e Le Pen il 21,30%, mentre Mélenchon era giunto quarto col 19,58% (al terzo posto il gollista François Fillon, 20,01%). Al Ballottaggio Macron aveva poi raggiunto il 66,10% contro il 33,90% di Le Pen. Rispetto alle elezioni precedenti, pertanto, al Primo turno Macron ha visto aumentare i suoi consensi di 3,84 punti percentuale (+1.126.712 voti), Le Pen di 1,85 (+455.337), Mélenchon di 2,37 (+652.569). Al secondo turno Macron ha registrato una flessione del 7,56%, -1.963.487 voti, a vantaggio della Le Pen che con il proprio speculare + 7,56% ha registrato un incremento +2.659.285 voti.

Quindi. Francia. Tra cinque anni (2027, aprile, praticamente domani) la figlia di Jean-Marie Le Pen avrà eccellenti possibilità di far saltare il banco e divenire non solo la prima donna Presidente francese ma pure la prima persona non antinazifascista della tradizione repubblicana gallica. Che già non è poco. Poi…

Quindi. Italia. Tra poco più di dieci mesi (2023, marzo,  praticamente domani, all’alba) la nipotina non carnale di Benito Mussolini avrà eccellenti possibilità di far saltare il banco e divenire non solo la prima donna Presidente del Consiglio italiana ma pure la prima persona non antinazifascista della tradizione repubblicana italica. (Beh, ci sarebbe stato Silvio nostro, ma lui il cappello, o magari il fazzoletto, antifascista almeno in periodi di buona provava a metterselo, anche se pensava fosse un bavagliolino tricolore per le ‘cene eleganti’). Che già non è poco. Poi…

UCRAINA E SINISTRA (ITALIANA E MONDIALE) /3 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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