venerdì, Ottobre 22

Cosa accadrà ai disabili 'Dopo di Noi'?

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Sicuramente la legge rappresenta un segno di grande attenzione nei confronti della disabilità, ma non risolve le ansie delle famiglie sulla vita del loro congiunto disabile dopo di loro. La norma ha previsto che gli interventi finanziati dal Fondo possano essere fruiti dalle persone con disabilità solo in base a quanto stabilito nel proprio progetto individuale e ciò rappresenta un punto di forza affinché gli interventi non siano improvvisati” continua l’avvocato Della Side.

Ma non ha previsto un altro aspetto fondamentale, ossia la possibilità per la persona disabile che lo desideri di rimanere nel suo contesto familiare, con l’intervento di adeguati supporti e sostegni. La convenzione Onu all’art. 19 afferma che le persone con disabilità devono poter scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, dove e con chi vivere, senza essere obbligate a vivere in una particolare sistemazione perché una soluzione che può andare bene per uno, non può andare bene per tutti. Manca la previsione di una serie di altri interventi che affianchino le misure sul dopo di noi, quali ad esempio il sostegno alla vita indipendente e il supporto ai caregiver familiari, supporti e aiuti per chi desideri vivere a casa propria” afferma l’avvocato Delle Side.

Il ‘Dopo di Noi’, quindi, non interviene direttamente sulla deistituzionalizzazione, ma consolida i diritti fiscali già acquisiti nel caso in cui i genitori, per causa di forza maggiore, non possono più garantire  al figlio disabile  i livelli assistenziali minimi. Numerosi sono i limiti ma anche le opportunità di questo nuovo intervento legislativo.

Questa legge interviene soprattutto dando risposte sull’oggi, su questo aspetto fa un passo in avanti rispetto a quanto già scritto in legislazione, cioè fare in modo che l’accoglienza non avvenga in grandi istituzioni, ma in soluzioni alloggiative che somigliano a una casa. Nel testo si parla di housing o co-housing, che è l’equivalente di una comunità di accoglienza assistita, più o meno autonoma. Disciplina meglio le scelte responsabili di chi è in grado di decidere, tutela chi ha dei beni e chi vuole siano usati ad esclusivo beneficio dei familiari che sono, di solito, i fratelli o le sorelle del disabili, quando i genitori non ci saranno più. Si auspica inoltre che i disabili abbiano una migliore speranza di vita in ambienti più accoglienti. Il testo di legge, infatti, rafforzerà il trust, ossia il contratto giuridico che vincola chi gestisce questi beni ad esclusiva finalità di inclusione sociale, e non potrà essere utilizzato per altri fini. Il Fondo per l’Assistenza dei Disabili invece darà un po’ di soldi a chi già ne ha, quindi andrà ad aggiungersi alle misure già previste” conclude Delle Side.

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