mercoledì, Maggio 12

‘Corri sull’ acqua’, quando la disabilità non ha barriere E' questo il progetto di Francesco Favettini all' interno dell' associazione "Action 4 Amputees"

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Si è conclusa al Circolo Surf Torbole, sul Lago di Garda, la seconda tappa del Campionato Italiano di Slalom, 23º Trofeo Paolo Neirotti. Ma per la prima volta, a partecipare ad un campionato ufficiale, anche atleti disabili o con protesi i quali però
devono avere il livello tecnico necessario ed essere regolarmente tesserati per la Federazione Italiana Vela e l’Associazione Italiana Classi Windsurf.

Francesco Favettini è l’istruttore di windsurf ideatore di “Corri sull’acqua, Action 4 Amputees”, un progetto nato nel 2004 all’ interno dell’ associazione “Action 4 Amputees”

Sono contento del mood con il quale i ragazzi hanno partecipato alla gara. Spero che tutto questo sia un buon viatico per far entrare il windsurf alle prossime paraolimpiadi. Abbiamo dotato le nostre tavole del nuovo dispositivo IDo Innovation che consente alla vela di non cadere in acqua facilitando l’apprendimento per chi ha problemi di equilibrio. Inoltre metteremo a disposizione di tutti gli amputati le nuove protesi della College Park Industries, appositamente studiate per l’attività sportiva, più stabili e comode rispetto alle normali, e la nuova versione di Kingii Wearable, il più piccolo dispositivo di galleggiamento al mondo: si porta al polso come un orologio, è riutilizzabile e può dispiegare in soli due secondi un cuscino autogonfiante capace di offrire 57 Newton di galleggiabilità aggiuntiva e mantenere a galla una persona di 130 Kg, un aiuto decisivo in caso di difficoltà” ha detto Favettini.

Il nostro sogno è far entrare il windsurf tra gli sport paralimpici: un orizzonte che va oltre i portatori di protesi e che ci ha condotti ad estendere il progetto a tutte le disabilità fisiche: persone con disabilità e amputati sia ad arti inferiori che superiori, non necessariamente già sportivi o con pregressa esperienza col Windsurf. Al mondo sono milioni i normodotati che praticano il nostro sport e centinaia di migliaia gli amputati e disabili fisici: esistono portatori di protesi che riescono a veleggiare ad ottimi livelli ma sono tutti autodidatti perché ad oggi non esiste ancora, a livello mondiale, alcuna didattica o testo tecnico dedicato, né alcun tipo di materiale adattato o istruttori con una qualifica specifica per disabili/amputati. Siamo stati i primi e siamo tutt’ora gli unici ad aver adattato la didattica e il testo tecnico più utilizzati in Europa, ed aver ufficialmente presentato per primi la proposta di includere il Windsurf tra gli sport paralimpici. ”.

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