mercoledì, Ottobre 20

Correa: “Grillo? Non lo conosco. L’America Latina sta cambiando”

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Correa grillo

Quito –  Un Rafael Correa con tanta energia e voglia di fare che probabilmente si ricandiderá alle prossime presidenziali in Ecuador, ha incontrato nei giorni scorsi la stampa estera. ‘L’Indro‘ ha partecipato alla conferenza ponendo domande sulla sua  leadership  in Sudamerica ma anche sul suo maggior estimatore italiano, Beppe Grillo. Mentre nel Paese si discute sulla proposta per modificare la Costituzione e permettere la rielezione illimitata del Presidente e di tutte le altre cariche dello Stato.

Signor Presidente, la prima domanda è in riferimento alla leadership nella regione. A parte Lei, a livello di consensi e di popolarità e di conseguenza, come leadership nella regione spicca solo Michelle Bachelet , che è stata appena rieletta in Cile; In tutta l’America Latina mancano leader forti. Quindi ecco la domanda: le idee, e in questo caso anche le rivoluzioni, finiscono con il leader? O le idee e le rivoluzioni continuano nonostante il leader? E in quest’ultimo caso abbiamo alcuni esempi, per esempio il Venezuela di oggi. In Italia Lei ha un grande ammiratore che si chiama Beppe Grillo,  un personaggio politico che gode di moltissima popolarità. Sarebbe bello se un giorno voi due poteste incontrarvi.

Salutamelo, non lo conosco, però io credo che più che ammirare il Presidente bisogna ammirare il processo ecuadoregno, così come abbiamo il movimento ‘Podemos’ in Spagna o la ‘Sinistra Unita’ di Gauche di Mèlenchon in Francia ed è importante constatare come l’Ecuador sia menzionato in Europa come riferimento per quanto riguarda l’economia, società, politica, ecc. Sono i grandi cambiamenti che si stanno verificando.

Per quanto riguarda la prima domanda ti voglio dire una cosa: tutto questo ha a che vedere con la manipolazione. Attualmente risulta che essere leader significa qualcosa di negativo. Al contrario: da quando esiste l’umanità le leadership forse non sono indispensabili però io direi che sono necessarie. Ovviamente se parliamo di leadership ‘buone’. Leadership è la capacità di influire su altre persone. Esiste la leadership ‘cattiva’ che viene usata per servirsi degli altri, o la leadership ‘buona’ che viene usata per servire gli altri. È anche vero che l’importanza di ogni leadership è inversamente proporzionale allo sviluppo istituzionale di una società. Per esempio, il Belgio ha funzionato un anno senza Governo, e ha funzionato meravigliosamente. Gli Stati Uniti hanno funzionato 8 anni con Bush jr. (n.d.r. risata) perciò la capacità di un leader e l’accettazione di una leadership dipendono anche dalla forza istituzionale di un Paese. Nei Paesi che stanno cercando di trovare una stabilità istituzionale le leadership sono altamente ricercate e importanti. Pero spesso vengono demonizzate per creare danni quando il leader è progressista, e in questi casi viene il doppio discorso e la doppia morale: quando qualcuno di destra asseconda i mass-media, come quando volevano farci firmare la dichiarazione di Chapultepec, quelli sono leader mentre noi che non chiniamo la testa… ecco, noi saremmo dittatori, e ci demonizzano. Le leadership sono richieste, ancor di più in Paesi che non hanno ancora una stabilità istituzionale. Ma perché non l’hanno ancora trovata? Perché stanno ancora lottando contro il potere predominante. L’America Latina si trova in una fase di cambiamento. Senza dubbio una delle ragioni per la quale l’America Latina è sottosviluppata è perché ci ha dominato sempre un’élite escludente, loro sono stati quelli hanno mantenuto sempre il potere politico, mediatico, economico, sociale e perfino quello religioso. Questo sta cambiando verso il potere popolare però stiamo ancora lottando e questo si riflette nell’instabilitá istituzionale e lì i leader sono molto più importanti. Perciò è positivo che ci siano dei leader nella regione e speriamo che ne vengano molti di più, però che siano dei leader “buoni”, che sappiano usare quella capacità per servire e per raggiungere quella stabilità istituzionale che rifletta la predominanza del potere popolare rispetto al potere di un’élite più ristretta.

Ecco il video dell’intervista sul nostro canale Facebook

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