venerdì, Maggio 14

Psicopolitica: Corradino Mineo

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Corradino Mineo, Giornalista e Politico.

Ex il Manifesto ed ex Rai (ex Capo Servizio, ex Capo Redattore ed ex Corrispondente a Parigi del TG di Rai 3, ex Direttore di RaiNews 24), ex sostenitore della candidatura a Nuovo Leader del Partito Democratico di Giuseppe Pippo Civati, ex membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica al quale è stato eletto nel 2013 nelle liste del Partito Democratico. Da una settimana anche ex-Dem.

 

Si scatena contro il premier Matteo Renzi, reo di avere rivelato al giornalista Bruno Vespa suoi messaggi privati, pubblicati nell’ultimo libro. La colpa di Renzi, secondo Mineo: infangare per non essere infangato. Mineo insinua il dubbio che il Premier sia succube di una donna.

E Mineo di cosa è succube? Un ideale personalistico di cui la politica è uno strumento per la propria carriera? Dunque attribuzione di colpe, attacchi al ruolo ed acredine. Gli attacchi che arrivano alla ribalta hanno carattere personale e personalistico. Non si gioca sul piano della politica con proposte e controproposte costruttive. Mancano gli strumenti per agire, e allora l’unica arma diventa la svalutazione personale?

 

Si tratta di un tipo di politica narcisistica, in misura direttamente proporzionale a quanto il soggetto in questione si appoggi al proprio ruolo ed agli strumenti di influenza professionale e sociale al fine di sublimare un potere personale ed una immagine di sé fragile. Grazie al ruolo, ai privilegi, alla posizione ed alle occasioni di potere che la politica fornisce, si ha invece l’illusione di un’immagine di sé forte.

 

Se la cocaina dona l’effetto di una grandiosità onnipotente, la politica, nel caso di personalità irrisolte, induce lo stesso effetto e le stesse crisi di astinenza.

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