venerdì, Agosto 6

Coronavirus: lo Stato sfasciato dalla regionalizzazione à la carte Il Presidente della Regione Lombardia, sovrano assoluto del regno di Banana con al mascherina inutile che si mostra ogni tanto nel suo dorato isolamento, il Presidente della Regione Veneto, tutta colpa dei cinesi che mangiano i topi vivi …

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Desolante. L’unica parola che mi viene in mente è desolante.
Desolante la situazione in cui ci si trova, il modo in cui viene affrontato il tema di questa epidemia, desolanti le conseguenze devastanti che stiamo subendo.

In un clima di ripicche, ironie reciproche, molteplicità di fonti di informazione sempre più fonti di disinformazione, protagonismi e gigionismi da avanspettacolo. E come se non bastasse abbiamo pure i giornalisti e gli psicologisti più o meno della Domenica che criticano gli italiani perché hanno paura … e sorvolo sulle discettazioni sull’opportunità della paura in quanto distinta dall’angoscia e dal terrore, e magari anche dalla tremarella e dalla scarlattina. Ormai siamo al bailamme totale, rumoroso, inconcludente; mentre i veri interessi, per lo più di bassa politica, sono quelli che ci circondano e ci usano. Perché, ormai tutti lo capiamo, e personalmente mi terrorizza: sotto sotto è tutta questione di lotta di Salvini contro il Governo, di Renzi contro il Governo e il PD, eccetera!

La mancanza plateale di una direzione centrale forte e chiara, certa, serena senza essere superficiale è evidente al limite del ridicolo. Che la colpa sia anche dei protagonismi locali è più che evidente, ma se a Roma non sono capaci di controllare i piccoli ridicoli ras locali, lo dicano e gettino la spugna.

Faccio l’esempio più banale del clima, sorvolando su Sgarbi e il suo gregge di capre frequentatrici delle sue mostre e anche sulle pensose parole della signora Lucarelli, che ha perso la fiducia in Burioni.
Mi riferisco a ieri 1 Marzo 2020. Una supervirologa o infettivologa o non so cosa dell’ospedale Sacco, dice in TV che questa infezione è una banalità rispetto all’influenza corrente, ma poi dice che sono sotto stress e che mancano a breve i posti letto di terapia intensiva.
Un supervirologo o infettivologo o non so cosa del medesimo ospedale dice al ‘Corriere’, testualmente: «È accaduto quello che molti di noi temevano e speravano non accadesse. Ci troviamo a dover gestire una grande quantità di malati con quadri clinici importanti. Sta succedendo qualcosa di grave, non soltanto da noi ma anche in Germania e Francia, che potrebbero ritrovarsi presto nelle nostre stesse condizioni e non glielo auguro. Stiamo trattando una marea montante di pazienti impegnativi».
Chiaro? E uno si dovrebbe sentire rassicurato da roba simile?

Il Presidente della Regione Lombardia, che afferma di essere praticamente il sovrano assoluto del regno di Banana e che solo lui e i lombardi sono in grado di sapere che fare e convoca conferenze stampa di virologi et similia lombardi, che sono i migliori di tutti in Italia o meglio tra i migliori di Italia, aggiorna dati a modo suo, guarda caso sistematicamente mezzora prima della quotidiana conferenza stampa del capo della Protezione civile, l’unico competente a parlare per tutti, per cui i dati non sono coerenti, confermando la confusione.
E poi, non contento, dopo avere confermato sussiegosamente che la Lombardia ha deciso, o suggerito, al Governo, di tenere ancora le scuole chiuse -insomma, non solo ognuno fa da sé, ma i lombardi guidano il Governo? Siamo al vaudeville!- scopre che un suo collaboratore è infetto, si autoisola, e si mette una mascherina inutile sui capelli solo per fare scena, una cosa avvilente, e poi, si mostra ogni tanto nel suo dorato isolamento a seguire paternamente le conferenze stampa del suo Assessore … anche per evitare che acquisti troppa notorietà.

Il Presidente della Regione Veneto, anche lui autodefinitosi governatore, vuole riaprire tutto, anzi, no, forse Vò si lascia chiusa, chi sa, ora vediamo, certo per Venezia è un bel guaio, tutta colpa dei cinesi che mangiano i topi vivi.

Non parliamo del Presidente delle Marche, che decide che le scuole vanno chiuse d’urgenza, anche se non c’è un malato che sia uno.

Poi tutti quanti vanno insieme dalla Annunziata in allegra scampagnata a diffondere notizie fondamentali, tipo che si studieranno nuove medicine.
Bravi, bravissimi, ma forse ora il problema è di fermare l’infezione, mentre i validissimi scienziati potranno lavorare nei loro laboratori, senza perdere tempo a raccontare in televisione le loro complicate ricerche, che vengono comprese al due percento, e quindi servono solo a creare ulteriore preoccupazione e una passeggiata in TV.
Ma per fortuna, spiega la Annunziata tutta contenta, quei ricercatori sono tutti donne e precarie e quindi non si perde l’occasione per lamentarsi del precariato e, anzi, su esplicita domanda della Annunziata, precisano che certo le donne sono molto più intelligenti (testuale eh, ascoltate la trasmissione), ci mettono il cuore (i maschi che ci mettono, invece?), ma certo se sono stabilizzate è meglio! Non è nemmeno femminismo, peggio, è quello che accadeva alle elementari nei rituali conflitti tra femminucce e maschietti. Ma vi rendete conto di quello che fate e che dite, per di più nella TV pubblica? E così via.

Dico tristemente, perché ovviamente inutile, solo una cosa, ma serissima: così si rende definitivamente ingestibile il problema del mancato finanziamento e stabilizzazione della ricerca, che è un problema enorme, e non riguarda solo i virologi, ma andrebbe affrontato nella sua globalità e complessità (che non vuol dire solo complicazione, anzi, non lo vuole dire affatto) e non, come certamente avverrà, in maniera emotiva e disordinata, occasionale, continuando a lasciare affondare la cultura in questo Paese. Stranamente, meglio fortunatamente, solo Maurizio Landini cerca di uscire dall’ovvio e di fare un discorso molto più generale.

Non diversamente dalle ricercatrici geniali, ma precarie, che chiedono soldi, più soldi, anche i predetti Presidenti, guarda caso ostili al Governo, non perdono occasione per ribadire che i fondi promessi dal Governo sono troppo pochi. Già, verrebbe voglia di dire ma non lo dico, le Regioni vogliono essere degli Stati autonomi o quasi, ma poi vogliono soldi da tutti.
E sorvolo sulle illuminate parole di tal Niccolò Fraschini (consigliere comunale di Pavia, eletto in una lista di centrodestra), che scrive testualmente: «Noi lombardi veniamo schifati da gente che periodicamente vive in mezzo all’immondizia (napoletani et similia), da gente che non ha il bidet (francesi) e da gente la cui capitale (Bucarest) ha le fogne popolate da bambini abbandonati. Da queste persone non accettiamo lezione di igiene: tranquilli, alla fine di tutto questo, i ruoli torneranno a invertirsi».

Torno all’inizio. Il caos, la mancanza di coordinamento, la mancanza di forza del Governo (che i vari Fontana e co., chiamano ‘centrale’, guarda un po’), certo aggravata dalla pochezza di chi lo presiede, pochette, che sa solo schizzare da una trasmissione all’altra, da un microfono in strada all’altro, ecc., senza dire nulla, ma regalandoci solo le sue occhiate in tralice … l’uomo che non deve chiedere mai!

È sconfortante, e chiudo qui: la sensazione di uno Stato sfasciato, letteralmente, incapace, inconcludente, in cui contano più gli odi dei progetti è lì, palpabile, terribile.

Si dovrebbe riordinare il pasticcio demenziale fatto con la regionalizzazione à la carte che ha finito di disintegrare e dissanguare lo Stato; si dovrebbe riordinare il bilancio, e non continuare a spendere e spandere a caso ‘tanto poi ci indebitiamo e meglio così’; si dovrebbe riordinare la cultura e quindi la ricerca, dandola nelle mani di ricercatori veri e non di propagandisti del nulla; si dovrebbe fare un piano di sviluppo industriale che ci consenta di contare per quanto forse sapremmo ma non possiamo perché ormai le aziende di dimensione globale non abitano più qui; si dovrebbe riordinare il fisco per fare pagare le tasse ai tantissimi che non le pagano e non le pagheranno mai; si dovrebbe avere una politica estera, che ci eviti di essere spettatori muti e anche sgraditi ormai di quello che fanno altri (ne parlerò brevemente domani); si dovrebbe …
Hai voglia!
Però, vedi, la notorietà serve, non a fare o provocare cose, ma a verificare il successo politico (e mediatico) andando a cantare dalla De Filippi!
Desolante.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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