sabato, Ottobre 23

Coronavirus e lotterie: come sono cambiate le abitudini dei giocatori durante il lockdown Riffe e lotterie hanno saputo reinventarsi grazie all’online: si può affermare che anche i giocatori si sono messi in ‘smart working’

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Non è senz’altro da annoverare tra le ricadute più drammatiche della pandemia da Covid-19, ma anche il gioco online, di qualunque tipo esso sia, ha risentito dei provvedimenti adottati dal Governo Italiano per arginare la diffusione del virus. Dalla sospensione del Superenalotto durante la scorsa primavera alla chiusura di molti esercizi commerciali abilitati alla vendita di biglietti e tagliandi di gioco, fino alla serrata delle sale scommesse, abbiamo assistito a una ridda di eventi che hanno cambiato radicalmente la geografia del gioco legale. A tutto vantaggio, va pur detto, degli hub che operano al di fuori della legge o comunque in maniera clandestina.

Ciò malgrado, giochi come riffe e lotterie hanno saputo reinventarsi grazie all’online: si può affermare che anche essi, così come gran parte del Paese, si sono messi in smart working. Non che questa modalità di relazionarsi con il pubblico di potenziali giocatori sia una novità assoluta: da tempo, infatti, giochi come Lotto, Superenalotto e altri marchi analoghi controllati dalla Sisal contemplano la possibilità di effettuare delle puntate online. Persino la sempiterna Lotteria Italia, ormai una liturgia talmente consolidata da sancire il transito da un anno solare all’altro, permette di acquistare dei biglietti virtuali direttamente dal sito della Sisal. Tuttavia, è necessario rimarcare come il lockdown abbia intensificato la frequentazione delle sale virtuali da parte di molti giocatori. In pratica si è verificato uno spostamento verso l’online analogo a quello che ha investito il commercio: stante la perdurante difficoltà a recarsi regolarmente verso dei punti vendita fisici, i consumatori hanno ripiegato in massa su quelli telematici.

Questo fenomeno, chiamiamolo così, cardinale, ha generato una serie di fenomeni collaterali che meritano di essere approfonditi. Intanto, contrariamente a ciò che la vulgata sull’argomento promulga, non si sono verificati fenomeni di alienazioni: i giocatori non sono divenuti tanti hikikomori, chiusi nelle loro stanzette a puntare compulsivamente su qualsiasi cosa. La socialità delle sale da gioco tradizionali si è semplicemente trasferita su piattaforme virtuali come social network e forum tematici.

Un altro fenomeno degno di interesse è stato il progressivo spostamento da un genere di giochi a un altro. Il gambling classico, infatti, ha lasciato in massima parte il posto alle più semplici lotterie, meno impegnative sia in termini di tempo che di energie mentali necessarie per affrontarle: un ulteriore segno che il temuto burnout da gioco virtuale non ha avuto luogo. Anzi, forse per una sorta di inconscia forma di autodifesa, durante il lockdown i giocatori sembrano aver attuato una strategia del disimpegno, giocando per il piacere di giocare, senza derive ossessive o viziose e aiutandosi tramite l’utilizzo di comparatori online, che aiutano a scegliere i migliori siti di lotterie online e i diversi giochi disponibili in rete.

Infine, stando alla fedeltà manifestata dagli italiani nei confronti delle lotterie tradizionali, bisogna rimarcare come queste ultime continuino a rivestire, per la stragrande maggioranza dei nostri connazionali, una sorta di inesauribile fabbrica dei sogni, incarnando (anche – e non sembri un controsenso – nella loro forma immateriale) il sogno di poter cambiare vita con un colpo di spugna, ricominciando da capo con mezzi finanziari ben diversi rispetto al passato. Un desiderio ancor più comprensibile in un periodo in cui, complice la complicata congiuntura economica nazionale acuita dal virus, la precarietà lavorativa è diventata per molti una fedele compagna di viaggio.

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