mercoledì, Maggio 12

Coronavirus e il sistema efficace per la distribuzione delle merci umanitarie I voli charter in tempi di pandemia, quando le stive sono piene di mascherine, guanti, tute mediche. Ne parliamo con Leonardo d’Alessandro, cargo manager per l’Italia di Air Charter Service

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Il trasporto delle merci più essenziali alla sopravvivenza in questo momento di coronavirus Covid-19, rappresenta un passaggio di estrema delicatezza: per alcuni prodotti è necessaria la massima rapidità di smistamento perché rendano efficace il loro utilizzo. Le direttrici di traffico, però, hanno risentito del lockdown e di molte limitazioni che impediscono alle persone di circolare liberamente nel mondo. Come si è pensato di recapitare quelle cose’ che alla fine si sono mostrate indispensabili per affrontare la vita quotidiana?

L’Indro’ ha chiesto a Leonardo d’Alessandro, cargo manager per l’Italia di Air Charter Service(ACS), come si è mossa la sua azienda per saturare la domanda di trasporto di forniture di uso sanitario, come i dispositivi di protezione individuale, e quali sfide si sono dovute affrontare nella situazione attuale.

Air Charter Service non è un vettore low cost ma un fornitore di voli charter. Può spiegarci la differenza?

Un vettore, che sia low cost o meno, opera direttamente con aeromobili che siano per il trasporto di passeggeri o per il servizio cargo o anche per la ricognizione aerea o fotografica; la maggior parte dei vettori è regolata da contratti di lungo termine in ACMI (Aircraft, Crew, Maintenance, Insurance). Un vettore charter invece è un vettore che si rende disponibile sul mercato ad effettuare voli ad hoc.

E la sua azienda?

ACS è un charter broker, non ha aeroplani di proprietà, ma interagisce tra il cliente e il mercato, per fornire al cliente la migliore possibile soluzione di trasporto aereo sul mercato globale.

Oggi il trasporto aereo è stato messo in ginocchio dal Covid-19. A marzo sono stati cancellati due voli su tre e il traffico passeggeri è crollato dell’85% rispetto allo scorso anno.

La crisi non ha colpito ACS, che ha caricato oltre 600 tonnellate di merci. ACS è da sempre in prima linea a dare supporto durante le emergenze umanitarie. Mi ricordo quando ci fu il terremoto in Nepal: andai a Kathmandu per aiutare a coordinare tutti gli aiuti umanitari in arrivo e queste esperienze da campo mi hanno aiutato a capire che c’è una notevole differenza tra operare in momenti normali e in situazioni di emergenza umanitaria.

E qual è l’attività adesso?

Abbiamo trasportato diverse migliaia di tonnellate dalla Cina verso tutto il mondo, principalmente mascherine protettive, guanti, tute mediche. Materiali vitali in queste fasi della pandemia.

Quali sono state principalmente le rotte su cui avete effettuato il traffico?

Come le dicevo, principalmente abbiamo operato dagli scali della lontana Cina verso i Paesi dell’Unione Europea, ma abbiamo fatto molte rotte, anche con l’America.

In Italia su quali scali avete esercitato?

Principalmente Pisa San Giusto, Bologna. Ma anche Malpensa e Bari.

Avete incontrato difficoltà burocratiche nell’atterrare sugli scali italiani?

In Italia assolutamente no, anzi, abbiamo trovato tempi di reazione veramente celeri, non solo per quanto riguarda i permessi di traffico e atterraggio in Italia, ma anche in Cina grazie alle autorità italiane, il nostro Ministero degli Affari Esteri. In prima linea vediamo l’Ambasciata italiana in Cina, che dà un indispensabile supporto per ottenere i Traffic and Landing Rights. Senza il loro supporto e la loro professionalità non si sarebbe potuto portare indispensabile medical equipment agli ospedali italiani.

Come cambierà in trasporto aereo dopo il coronavirus? Una compagnia di broker può rappresentare il pilastro alla risoluzione di una crisi che ha colpito il mondo intero?

È presto per prevedere come cambierà il trasporto aereo passeggeri, perché molte compagnie senza supporti economici statali saranno costrette a chiudere, mentre altre dovranno probabilmente fare i conti con il ‘social distancing’ che costringerà a riconfigurare la disposizione dei passeggeri a bordo e a ridurre il numero di passeggeri imbarcati, di conseguenza avendo meno voli passeggeri in generale vi sarà un minor movimento cargo nella pancia di aerei passeggeri dove di preferenza si acquista lo spazio per veicolare le merci. Questo comporta che vi sarà più richiesta per aeromobili cargo. Una compagnia altamente specializzata come ACS, essendo effettivamente neutrale sia con i vettori che i clienti, può sicuramente aggiungere valore in un mercato post-Covid-19, aiutando i vettori a trovare voli da eseguire e dando al cliente le migliori soluzioni possibili sul mercato.

Oggi le merci imbarcate sui voli di ACS sono state essenzialmente materiale per fronteggiare la crisi sanitaria. Quando l’emergenza sarà finita, che posizionamento conta di avere la compagnia nella costellazione dei voli commerciali internazionali?

ACS negli ultimi 30 anni ha avuto una crescita costante fino ad essersi posizionata ai primi posti a livello mondiale nel suo settore, oltre 23.000 contratti charter eseguiti ogni anno per clienti istituzionali e non continueremo a crescere.

Che prospettive si possono aprire in Italia per una compagnia charter, dopo che tutti i tentativi di far decollare il trasporto aereo sono stati fiaccati da una profonda incapacità manageriale e da un politica di discutibile lungimiranza?

Un tema complesso: la burocrazia, i costi fissi e le dinamiche contrattuali che si hanno in Italia non agevolano lo start up di una airline ma le opportunità` sicuramente ci sono.

Pensate di poter estendere il vostro servizio anche a un trasporto di passeggeri?

Abbiamo già un dipartimento Executive Jet, Passenger Commercial Jet ed ACMI per vettori passeggeri.

Un’architettura imprenditoriale così antica, che deve il suo nome al diritto marittimo anglosassone ‘cartula partita’ di latina memoria, apre prospettive di lavoro per chi continua a operare nel trasporto aereo?

Contrariamente al modello navale, il charter aereo è spesso time critical ed in un mondo dove dal click di acquisto alla consegna alla porta le tempistiche si stanno sempre più riducendo, il settore del trasporto cargo aereo è sicuramente in crescita.

In conclusione di questa intervista ci piace annotare un parallelismo: il charter aereo si concretizza alla fine dell’ultimo conflitto mondiale, quando l’enorme residuo bellico di aerei cargo fu utilizzato prima per i trasporti umanitari, e poi per massificare il trasporto passeggeri. Oggi siamo nel pieno di una nuova guerra, più sottile ma parimenti pericolosa. Noi riteniamo che nel nuovo scacchiere in cui si muoveranno i servizi merci, il charter tornerà a essere protagonista di un mercato che deve riprendere con vigore e efficacia.

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